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Pizzarotti: «Mascherine all'aperto? Deciderà il governo»

Pizzarotti: «Mascherine all'aperto? Deciderà il governo»

di Giovanna Pavesi

01 Dicembre 2021,19:51

L’aumento dei contagi da Covid-19 ha spinto alcuni amministratori a reintrodurre l’obbligo delle mascherine all’aperto. È successo a Bologna, dove Matteo Lepore ha disposto l’ordinanza nel centro cittadino, ma non a Parma.

«Come abbiamo sempre fatto in questi ultimi due anni di pandemia, la città si adegua alle direttive emanate dal governo: se l’esecutivo riterrà di stringere sulla questione delle mascherine all’aperto, Parma, come tutte le altre città d’Italia, seguirà ciò che la cabina di regia e l’Istituto superiore di Sanità diranno di fare, come sempre - ha spiegato il sindaco, Federico Pizzarotti -. Non ritengo che le città debbano andare in ordine sparso, soprattutto senza avere gli strumenti adeguati di controllo per far rispettare le leggi. La pandemia è una ed è nazionale: si deve agire di concerto e coordinati ed è ciò che abbiamo fatto finora, con risultati importanti. Perciò, Parma non farà passi più avanti o più indietro degli altri, seguirà il naturale svolgersi delle decisioni prese da chi ha la competenza nazionale».

Tiziana Meschi, professoressa ordinaria di medicina interna, direttrice di Medicina interna e di continuità e responsabile del reparto Covid dell’azienda ospedaliero-universitaria, si definisce «una sostenitrice del buon senso», al di là delle ordinanze: «Quando più persone si trovano in un posto chiuso, la mascherina è salvavita; all’esterno, se si cammina da soli in una strada non ha senso indossarla, ma nel momento in cui si arriva in una piazza, si incontra un amico, si scambiano due parole o ci si trova in una zona di grande flusso io metterei anche una FFP2: mi sembra il momento di usare la massima protezione, con un dispositivo che protegge al 97-98%. Questo è buon senso, senza che un sindaco debba imporre un’ordinanza».

E anche se questa regola non è imposta da una normativa, è bene prestare attenzione a tutte le circostanze dove si creano file o assembramenti (nel protocollo di riapertura degli impianti sciistici, per esempio, è previsto il distanziamento interpersonale e la mascherina negli spazi comuni).

«Fare tutti del nostro meglio significa non mettersi e non mettere a rischio nessuno - ha continuato Meschi - Adesso c’è parecchia gente in giro, in particolare nei week end: in tanti fanno shopping, entrano ed escono dai negozi, guardano le vetrine e magari si fermano, incontrando altre persone: questi sono tutti casi in cui è utile portare la mascherina anche all’esterno».

In queste ore, oltre all’aumento dei contagi, allarma anche la nuova variante Omicron: «Di questa variante sappiamo ancora molto poco ma sembrerebbe più contagiosa e il dato è evidente, visto che il paziente zero, in Italia, ha contagiato tutta la famiglia. Per fortuna erano vaccinati e pare anche che i sintomi siano lievi: questo è la riprova che il vaccino non impedisce in modo assoluto il contagio, però causa una malattia molto più lieve».

L’avvicinarsi delle festività natalizie e la scoperta della nuova variante impone una sempre costante attenzione. «È chiaro che ci sentiremmo molto più sicuri e più rassicurati se aumentasse ulteriormente la percentuale dei vaccinati, che non hanno più motivo di non sottoporsi all’inoculazione - ha puntualizzato Meschi - Alla luce di quello che sta succedendo, a fronte delle verifiche di efficacia e sicurezza e del fatto che c'è una nuova variante, non ci sono più tante giustificazioni per non vaccinarsi. Siamo abbastanza preoccupati e stiamo seguendo, in modo molto molto attento, l’evoluzione di Omicron. Di esperienze dirette, al momento, non ne abbiamo e ci dobbiamo fidare dei dati che vengono dalle zone in cui si è manifestata».

© Riproduzione riservata

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