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Coltellino solidale

Il «Tàja Formàj» va forte: già venduti più di mille

Il ricavato finanzierà un centro vaccinale mobile

Il «Tàja Formàj»  va forte: già venduti più di mille

di Anna Pinazzi

23 Dicembre 2021,23:42

All’inizio ha fatto il giro dei social e dei «vip» della città, adesso è già nelle case di molti parmigiani. Si tratta del «Tàja Formàj» di «Io Parlo Parmigiano». Piccolo, rifinito con cura, contiene in sé parte della tradizione culinaria della città e anche il suo spirito di forte soliderietà. Con l’acquisto del coltellino, infatti, «ogni cittadino potrà aiutare l’Assistenza Pubblica di Parma – fa sapere Rico (Riccardo Montanini) del famoso gruppo dialettale –. Il ricavato delle vendite andrà a supportare la realizzazione di un ambulatorio vaccinale mobile. Il nostro contributo – dice – servirà per completare gli interni e per comprare la strumentazione necessaria».
La campagna solidale è incominciata il 3 novembre e durerà fino al 16 gennaio. Già da adesso, però, «il bilancio è ottimo – dichiara Rico –. Siamo arrivati a più di mille coltellini venduti». Un buon numero che «speriamo di duplicare arrivati alla metà di gennaio» rivela. A fare da testimonial per questa preziosa iniziativa, tanti volti noti della città che si sono fotografati con il prezioso – soprattutto per il significato – utensile: il sindaco Federico Pizzarotti, Eleonora Antonico (Missa Parma 2021), Mauro Coruzzi (in arte Platinette), Michela Coppa, Giuseppe Milano, Giulia Ghiretti, Alessandro Nista (ex portiere del Parma Calcio), Benedetta Mazza, Enrico Maletti, Kiara Fontanesi, Guido Conti (scrittore), Francesca Mercadanti, Sandro Piovani, Francesca Strozzi, Fausto Desalu, Marco Bosi, Willer Collura (vincitore de “La sai l’Ultima”), Stefano Morrone (ex centrocampista del Parma Calcio), Andrea Aiello (ex pallavolista della Maxicono Parma), Andrea Gatti e Claudio Rinaldi, direttore della «Gazzetta». Partendo da loro, l’oggetto ha fatto il giro dei social incuriosendo diversi cittadini che non hanno tardato a recarsi nei punti vendita «Adriana Rosi» di Euro e Centro Torri e presso la sede dell’Assistenza Pubblica di Parma.
Il «tàja formàj» è un regalo particolare da far trovare sotto l’albero. In quella lama dalla forma inconfondibile «c’è incisa la scritta “formàj” che significa ovviamente formaggio, ma in dialetto il termine è anche usato specificatamente per indicare proprio il Parmigiano» racconta Rico. «Le vendite stanno andando a gonfie vele, soprattutto in queste ultime settimane – fa sapere Io parlo parmigiano –. Abbiamo avuto anche richieste da fuori provincia. Piacenza e Biella per citarne alcune. E non sono mancati gli ordini dagli “strajè” all’estero, tra cui Nizza e Londra». Il coltellino viaggia, unisce i parmigiani nel mondo e nella città stessa. Perché «davanti ad un nobile obiettivo, i parmigiani non si tirano mai indietro» concludeRiccardo.
E allora, non ci sono più scuse perché, come dice lo slogan della campagna solidale: «Con un bagàj acsì picèn, a t’ farè dal gran ben».

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