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LUTTO

Il grande cuore di Roberto Mora ha smesso di battere

Addio all'ex infermiere e artista amato da tutti

Roberto Mora

Roberto Mora

di Riccardo Zinelli

13 Gennaio 2022,14:40

Se n’è andato a 70 anni Roberto Mora, tradito dal suo grande cuore, che si è spento dopo aver donato tanto a tutte le persone che lo hanno conosciuto.
Infermiere di giorno, pittore e storico di notte, Roberto era conosciuto da tutti nel quartiere Pablo, dove ha sempre abitato in una casetta in via Levacher.
«Roberto era una persona di grande intelligenza: colto, elegante, mite e generoso, amante dalla cultura e dei suoi adorati cani, era sempre disponibile con chi aveva bisogno. Tutti lo rimpiangono con affetto - ricorda il cugino Mirco Moroni -. Dopo la maturità artistica al Toschi, aveva scelto di seguire le orme di sua madre, Oriele Moroni, a Parma una delle prime crocerossine diplomate alla scuola infermieristica, e si era messo a studiare per fare l’infermiere.
I primi passi in ospedale li ha mossi nel reparto di Rianimazione. Per un periodo ha lavorato in Ortopedia, poi era passato in Urologia».


«Ho deciso di fare l’infermiere perché sento il bisogno di alleviare le sofferenze altrui. Punto molto sulla professionalità, ma altrettanto sull’umanità. Una parola, un sorriso e una carezza, a volte, aiutano nel processo di cura» spiegava lo stesso Roberto qualche tempo fa in un’intervista alla Gazzetta.
All’attività in ospedale, Mora affiancava la sua grande passione per l’arte, la cultura e la storia locale. «Aveva esposto i suoi quadri ottenendo buone critiche - dice Moroni -. Sul fronte della scrittura aveva pubblicato un’importante ricerca storica sulla fondatrice del monastero delle suore di clausura di Fontanellato».


«Roberto era un infermiere, ma prima di tutto un maestro d’arte - lo ricorda l’amico Marco Boselli -: era un bravissimo pittore, con un tratto fine ed elegante. Sul lavoro era sempre benvoluto da tutti, e si era fatto apprezzare per la sua disponibilità fin dagli inizi in Rianimazione. Era una persona buona, altruista e solidale, che in silenzio faceva il bene per gli altri. Era andato in pensione da pochi anni, perché fino all’ultimo aveva voluto essere presente al lavoro. Ricordo che, al circolo Sanità, aveva anche tenuto alcune serate di corso sulla pittura. Appassionato di lettura più che di televisione, oltre alla cultura amava anche curarsi: se l’uniforme non era ben stirata dalla lavanderia, la portava a casa e la stirava lui stesso. La notizia della sua scomparsa improvvisa ha scosso profondamente tutti noi ex colleghi. I turni, con Roberto erano meno faticosi: aveva sempre una battuta pronta per stemperare le ore di lavoro».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • yanke

    16 Gennaio 2022 - 00:00

    Una brava persona.

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