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PESTE SUINA AFRICANA

"I piani di controllo dei cinghiali non vanno sospesi"

Lo chiedono i consiglieri regionali della Lega Rainieri e Occhi

Rainieri e Occhi (Lega): "I piani di controllo dei cinghiali non vanno sospesi"

16 Gennaio 2022,16:39

“No al divieto dei piani di controllo per la caccia ai cinghiali nelle province di Parma e Piacenza, salvo che per i territori dei Comuni di Zerba e Ottone e adozione urgente di un protocollo che consenta di isolare, all’interno dei centri di lavorazione carni, i percorsi di manipolazione delle carni e visceri prelevati con i piani di controllo da quelli provenienti dalla filiera produttiva e di macellazione di altri animali”. Lo chiedono i Consiglieri regionali del Gruppo Lega Emilia-Romagna in una interrogazione immediata alla Giunta regionale sui provvedimenti che quest’ultima ha adottato per l’emergenza peste suina africana, malattia virale e molto letale per tutti le specie appartenenti alla famiglia dei suidi riscontrata in una carcassa di cinghiale in provincia di Alessandria.

Principali promotori dell’atto ispettivo sono stati il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Fabio Rainieri e Emiliano Occhi che ne sarà l’illustratore in aula assembleare regionale nella giornata di martedì 18 gennaio quando ne è stata calendarizzata la discussione con relativa risposta dell’amministrazione regionale.

“Siamo d’accordo che la sospensione totale dell’attività venatoria, sia nelle aree di confine con quella in cui è stato rilevato il contagio, i territori di Zerba e Ottone, sia nelle più ampie aree che possono definirsi di “cuscinetto” della restante parte della provincia di Piacenza e di tutta la Provincia di Parma,  sia l’unica misura cautelativa efficace per impedire l’errare di capi infetti e il rapido diffondersi di un contagio che provocherebbe danni incalcolabili alla filiera delle produzioni suinicole regionali e nazionali – hanno dichiarato gli esponenti leghisti nello spiegare la loro posizione sulla delicatissima tematica – Non riteniamo invece opportuno che siano sospesi nelle stesse aree cuscinetto, i piani di controllo, perché sono gli unici strumenti in grado, stante appunto il divieto di tutte le altre forme di caccia, la crescita esponenziale dei selvatici, in particolare proprio i cinghiali che oltre a costituire un grave pericolo proprio per la diffusione del contagio di PSA, sta creando enormi problemi di danni alle coltivazioni e di sicurezza sulle strade. Peraltro, la stessa legge nazionale sulla caccia favorisce prioritariamente l’attuazione dei piani di controllo nei territori nei quali non è consentita l’attività di caccia. Inoltre, occorre adottare anche misure di emergenza nei centri di lavorazione delle carni per scongiurare il pericolo di contaminazione tra carni e visceri potenzialmente infetti di capi prelevati con le attività di controllo e di caccia, dove ancora è consentita e quelle provenienti dalla filiera agroalimentare”.

© Riproduzione riservata

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