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Alessia, Enrico e Massimo: giovani vite spezzate allo stesso incrocio dove nulla è cambiato

Alessia, Enrico e Massimo: giovani vite spezzate allo stesso incrocio dove nulla è cambiato

di Gian Luca Zurlini

17 Gennaio 2022,13:36

Sono passati 37 anni da quella maledetta notte fra il 1° e il 2 giugno del 1985, ma è impressionante come da allora non sia cambiato nulla in quell'incrocio fra la Massese e la strada della Badia a Torrechiara. E la tragedia, al di là delle dinamiche dello scontro, anche allora fu stravolgente tanto come quella dell'altra sera: tre le giovani vite spezzate più una quarta in bilico per settimane tra la vita e la morte per un incidente nello stesso pericoloso rettilineo e nello stesso «incrocio maledetto», all'epoca fresco di realizzazione, visto che la tangenziale di Torrechiara, assieme all'allargamento della strada nel tratto da Corcagnano fino a dopo Langhirano, venne realizzato alla fine degli anni '70.


Tre vite spezzate
Lo schianto, in quella occasione, avvenne nella notte fra il sabato e la domenica, Ma allora come adesso le due auto, una Fiat 131 e una Fiat Ritmo, vennero ridotte a un ammasso di lamiere irriconoscibili. Uno schianto tremendo fra due vetture sulle quali viaggiavano due coppie di «fidanzatini». A morire, alle 3 di quella tragica notte di inizio estate furono, a causa dei gravissimi traumi riportati nello scontro, Alessia Ziveri, di 18 anni, Massimo Bonagiunti di 19 anni e Enrico Rossi di 22 anni. L'unica superstite, ma con gravissime ferite riportate fu Patrizia Alfieri. Ma nella cronaca della pagina della «Gazzetta di Parma» di lunedì 3 giugno, in un'epoca in cui i social erano di là da venire, sembra di ripercorrere lo stesso orrore e lo stesso sgomento che i soccorritori accorsi poco dopo sul posto provarono nel trovarsi di fronte a quello scenario tragico.


Mancata precedenza
Leggendo la cronaca della ricostruzione dello schianto mortale, sembra davvero che 37 anni siano passati invano, visto che rispetto a quel momento non c'è stato nessun cambiamento nell'assetto di una strada e di un incrocio che, ora come allora, è da considerarsi ad altissimo rischio. All'origine dello schianto, infatti, ci fu anche in quella occasione l'immissione di una delle due vetture che dalla strada della Badia sulla Massese. E allora come oggi lo schianto fu violentissimo, con le due vetture scaraventate a decine di metri di distanza dal luogo dell'incidente.


Gli allarmi inutili
Rievocare quella tragedia, purtroppo così simile a quella avvenuta due giorni fa, è ancora più doloroso scorrendo le pagine della Gazzetta dei giorni successivi. Perché già nel 1985 i residenti della zona dicevano che si doveva fare qualcosa per rendere meno pericoloso quell'incrocio, richiedendo un semaforo come quello già esistente all'epoca in mezzo all'abitato di Pilastro visto che le rotatorie in quegli anni non erano un'opzione che era presente fra quelle praticabili.
Spiace scriverlo, ma leggendo l'articolo dolente dell'ignoto collega (il pezzo non era firmato) di quel 3 giugno del 1985 sembra di poter davvero dire che mai come in questo caso quella di sabato scorso sia stata una tragedia annunciata. E, da cronisti, non si può che annotare che a 37 anni di distanza la sistemazione dell'incrocio è rimasta la stessa. Provocando oggi, come allora, dolore e disperazione nelle famiglie delle giovani vittime. 

© Riproduzione riservata

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