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il caso

Molesta ancora la ex: arrestato, subito libero. Il sindaco è "indignato", il giudice spiega il perchè: "Anomalia legale"

Ha il divieto ma molesta ancora la ex, il sindaco è "indignato", il giudice  spiega il perchè: "Anomalia legale"

27 Gennaio 2022,18:41

Il sindaco Federico Pizzarotti "indignato come cittadino e istituzione" è intervenuto, con un post sui profili social, sugli sviluppi giudiziari dell'uomo arrestato per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna e subito liberato (leggi). Gli risponde il procuratore Alfonso D’Avino, raccogliendo la sua preoccupazione, che si tratta di un’anomalia, provocata da un contrasto tra norme alla quale bisognerebbe porre rimedio. Un invito a migliorare la legislazione a tutela delle vittime. 

L’allarme era stato dato il 26 gennaio dalla telefonata di un’anziana: «L'ex compagno di mia figlia sta ripetutamente bussando alla porta per entrare in casa». I carabinieri sono intervenuti e hanno arrestato in flagranza un 51enne: aveva violato l’ordinanza firmata dal Gip, scattata dopo varie denunce per stalking, maltrattamenti, minacce, lesioni. Il sindaco ha commentato: «C'è qualcosa che non funziona in questo Paese, c'è qualcosa che non funziona nella legge, che in casi come questo deve essere ferrea, incisiva, efficace ed efficiente. Stiamo parlando di una donna sotto pericolo che ha tutto il diritto di vivere in piena serenità e tranquillità la propria vita. Di fronte a questo, non si può rimanere indifferenti nè si può considerarlo una cosa normale. Le leggi se non funzionano vanno cambiate».
Il procuratore, da parte sua, ha detto di condividere le preoccupazioni del primo cittadino e ha precisato il contesto normativo in cui è stato emesso il provvedimento di liberazione da parte di un pm. Da un lato, infatti, la «polizia giudiziaria è obbligata all’arresto di chi viene colto nell’atto di violare il divieto di avvicinamento (reato di cui all’articolo 387 bis codice penale) ma, dall’altro, il pubblico ministero - al quale viene trasmesso il verbale di arresto per la convalida - non può richiedere nessuna misura coercitiva, ma deve disporne la liberazione». Una «situazione paradossale» che «si è venuta a creare dopo che, con legge 27 settembre 2021 n 134 (entrata in vigore il 19.10.2021), è stato introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza per il reato di cui all’articolo 387-bis; e tuttavia non è stata modificata la norma che prevede i casi nei quali il pubblico ministero può chiedere la misura coercitiva; la conseguenza è che - come nel caso in questione - all’arresto obbligatorio da parte della polizia giudiziaria deve seguire l'immediata liberazione da parte del pubblico ministero».
La situazione, «rilevata anche da altre Procure» è stata al centro di una direttiva del 21 ottobre per i magistrati della Procura di Parma e inviata anche al ministero della Giustizia «con l’evidente finalità di porre in rilievo l’anomalia determinatasi con quel che appare un contrasto di norme ma, allo stato, non sono stati registrati interventi correttivi o indicazioni su una diversa modalità di interpretazione».

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commenti 1
  • marcuse2000

    27 Gennaio 2022 - 20:45

    Parlamentari tutti di Parma unitevi: si proponga congiuntamente che anche "Il pubblico ministero possa chiedere la misura coercitiva nei confronti di chi sia intento a violare il divieto di avvicinamento (ex art. 387 bis c.p.)". L'unione fa la forza: c'est plus facile (altrimenti... come diceva Tito Livio - non Sallustio - Dum Romae consulitur per eleggere un emblema rappresentativo ... strada Garibaldi è presa dai cartaginesi.

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