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«Missione Nadiia»

«Noi, in viaggio per Leopoli»

Il gruppo di 20enni parte oggi con quattro furgoni carichi di speranza

«Noi, in viaggio per Leopoli»

di Chiara De Carli

14 Maggio 2022,13:28

La sveglia è puntata per l’ora della partenza, visti e passaporti sono già nelle piccole borse che contengono le poche cose che porteranno con sé in questa spedizione, e, soprattutto, il prezioso carico di medicinali, cibo, vestiti e altri materiali di prima necessità, frutto di donazioni e offerte dei parmigiani, è stato caricato nei furgoni con cui i ragazzi di «Missione Nadiia» (parola che in ucraino significa «speranza») affronteranno il lungo viaggio fino a Leopoli e ritorno pianificato da settimane con il supporto dell’associazione di promozione sociale «Noi oltre la strada» che ha messo a disposizione il conto corrente su cui far confluire le donazioni in denaro per far sì che nemmeno un euro andasse perduto.

«Il ritrovo è previsto per domattina (oggi per chi legge, n.d.r.) alle 4,30 al casello dell’autostrada - spiega Giovanni Pelosi, uno dei motori dell’iniziativa -. La novità è che avremo quattro furgoni pieni di cose da donare anziché i due che avevamo previsto inizialmente: la catena di solidarietà ha dato un risultato ben superiore alle previsioni». Il gruppo di ventenni in partenza da Parma sarà quindi composto da Giovanni e Beatrice Pelosi, Guido Larghi, Giorgio Dellapina, Michele Riccoboni e Giuseppe Costa, ma altri amici, che hanno aiutato nella fase organizzativa e di raccolta delle donazioni, sono pronti ad intervenire in caso di necessità. In partenza c’è anche Anna lytvynenko, fuggita da Kiev quando è scoppiata la guerra e oggi rifugiata a Parma, che avrà il compito di tornare in patria per aiutare il gruppo di giovani volontari a comunicare con la gente del posto. «Anna potrà aiutarci anche nella guida, ma solo quando avremo superato il confine ucraino perché la sua patente non vale all’estero - dice Giovanni mentre pianifica con attenzione le tappe del lungo viaggio che li aspetta prima di incontrare padre Igor e Suor Giustina, rispettivamente direttore del seminario greco-cattolico di Leopoli e direttrice di un hospice che accoglie bambini con disabilità, e consegnare loro il prezioso carico parmigiano. «La prima giornata ci porterà, stando ai programmi, fino a venti chilometri dal confine ucraino: sarà il momento più pesante perché pensiamo di metterci 17-18 ore. L’obiettivo è di passare la frontiera sabato mattina attorno alle 7». Oltre il confine troveranno ad attenderli, e a «scortarli», padre Igor. «Con lui raggiungeremo il seminario di Leopoli e scaricheremo la prima parte dei materiali: vestiti, medicinali e cibo. Poi proseguiremo per l’hospice pediatrico di suor Giustina dove aspettano i vestiti per neonati e i materiali destinati alle neomamme e a bambini con particolari problemi di salute» prosegue Giovanni.

Fatta la consegna, il gruppo riprenderà la marcia in senso inverso, contando di tornare a casa entro domenica sera. Nessuno di loro ha mai affrontato questo viaggio ma non hanno paura di quello che possono incontrare lungo il percorso. «Siamo consapevoli di essere in una zona di guerra e di doverci attenere scrupolosamente e responsabilmente a tutte le indicazioni che ci verranno date. Il nostro obiettivo non è comunque fare altro che consegnare il nostro carico e portare a termine la Missione Nadiia, portando la speranza a chi si trova nel bisogno».

© Riproduzione riservata

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