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Scintille fra i candidati

Cargo, stadio e Cittadella: dibattito ad alta tensione

Cargo, stadio e Cittadella: dibattito ad alta tensione

di Pierluigi Dallapina

29 Maggio 2022,10:35

Aeroporto cargo, nuovo stadio Tardini e riqualificazione della Cittadella. Temi caldissimi, ma il confronto tanto atteso con i candidati sindaco rischia di naufragare ancor prima di partire. Organizzano i comitati La Cittadella futura, Cittadella per Parma, Tardini sostenibile e l'associazione No cargo.
«Fate parlare i candidati» urla qualcuno in sala dopo una domanda interminabile. Quindi, via il microfono alla prima intervistatrice. Ci prova un'altra. «Siete contrari all'allungamento della pista dell'aeroporto?». Tutti e dieci, sul palco del circolo Castelletto, alzano la mano. Stessa scena anche alla domanda successiva: «Chi si impegna a dare parere negativo al progetto esecutivo?». Ma così, a forza di alzate di mano, non si può andare avanti. La sala sbuffa e rumoreggia.
«Mozione d'ordine, possiamo fare un discorso più articolato? Stiamo parlando di assi strategici per la città. Non credo si possa rispondere con un sì o un no come se fossimo in tribunale». A riportare un po' di ordine ci pensa Pietro Vignali, candidato civico. Ma quando parte il dibattito, sono subito scintille (Pd e Lega i più bersagliati dalle critiche), tra chi dice che si può fermare l'allungamento della pista e il progetto cargo e chi sostiene che ormai sia tutto deciso.
Finito il primo giro, via all'interrogatorio sul futuro del Tardini. E qui la sintonia fra candidati e pubblico si spezza. Marco Adorni (L'Altra Parma) delude la sala: «Sarei per tenere lo stadio lì dov'è». Ma niente parte commerciale. «Spostare lo stadio è un'ipotesi irrealizzabile. Deve stare lì dov'è» afferma Priamo Bocchi (Fratelli d'Italia). Attenti «agli appetiti speculativi», ma niente delocalizzazione per Andrea Bui (Potere al popolo, Rifondazione-Pci).
Dario Costi, candidato civico ma anche architetto, parla di «astronave in mezzo alle case» e di «inadeguatezza della gestione del processo». Luca Galardi (3V) battibecca con il pubblico: «La città è divisa, si fa un referendum per decidere cosa fare dello stadio».
Michele Guerra (centrosinistra) smorza le speranza dei contrari al nuovo Tardini: «Pensare lo stadio in uno spazio diverso è impossibile». Partono i «buuu». Domanda retorica di Giampaolo Lavagetto (Per Parma 2032): «Come fai ad essere capitale green se tutte le volte che c'è una partita di calcio si blocca la città?». Tornano a sentirsi gli applausi. Nel frattempo: il format dei tre minuti a testa salta. Ampiamente.
«Lo spostamento dello stadio nell'ex mercato bestiame è un'ipotesi da prendere in considerazione», dice Enrico Ottolini (Europa verde). Ovazione.
«Krause vuole fare business. Lo stadio per noi deve stare lì, ma deve essere ristrutturato», spiega Gaetano Vilnò (Noi siamo davvero).
A Pietro Vignali, candidato civico non piace la fisionomia del nuovo Tardini, «non credo sia compatibile con il quartiere», ma «lo stadio deve restare lì dov'è, con una ristrutturazione più leggera». Poi il tocco finale: «Chiedere compensazioni per il quartiere».
Cittadella, Parco Ducale e verde pubblico che fine hanno fatto? Dopo una lunga introduzione, il dibattito è iniziato dopo le 22.45. I tempi del confronto non sono quelli delle esigenze di stampa.

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