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Smog e aritmie: colpiti al cuore dalle polveri sottili. Lo dice lo studio di un team di cardiologi di Parma

Confronto fra valori Arpa e uso di defibrillatori

Smog e aritmie: colpiti al cuore dalle polveri sottili

di Monica Tiezzi

04 Luglio 2022,07:55

L'inquinamento, e in particolare le polveri sottili, sono uno dei maggiori responsabili di aritmie cardiache fatali, subito dopo ipertensione, fumo e dieta errata, e ben prima di colesterolo alto, sovrappeso, mancanza di attività fisica, abuso di alcol e malnutrizione.

Da due anni i cardiologi mondiali (e in particolare un gruppo di lavoro di Boston) lanciano l'allarme, dopo che degli effetti nefasti dello smog sulla salute si sono occupati per decenni pneumologi e oncologi. Ma ora arriva uno studio congiunto di specialisti di Parma e Piacenza a mettere nero su bianco, numeri alla mano, che lo smog è responsabile di una morte su cinque per eventi cardiaci.

Lo studio è stato coordinato da Daniela Aschieri, responsabile della Cardiologia dell’ospedale di Piacenza, e da Giampaolo Niccoli, docente di cardiologia del nostro ateneo, e vede tra gli autori anche Luca Moderato e Davide Lazzeroni del Centro di prevenzione cardiovascolare della Casa della Salute Parma Centro - Fondazione Don Gnocchi & Ausl.

Due gli studi che hanno esaminato il rischio cardiovascolare in relazione all'inquinamento ambientale.

Il primo studio ha preso in esame i dati giornalieri urbani di inquinanti rilevati dalle centraline Arpa di Piacenza dal 2011 al 2017 con i dati sull'uso dei defibrillatori dislocati nel territorio e degli interventi del 118 per arresto cardiaco (880 nel periodo considerato).

La scelta di Piacenza è presto spiegata: «È, come Parma, una delle zone più inquinate d'Europa ed ha il più alto numero di defibrillatori sul territorio nazionale», spiega Lazzeroni.

Il secondo studio ha seguito per cinque anni 136 persone con impiantato un defibrillatore, registrando le aritmie responsabili di arresto cardiaco.

I risultati dei due studi sono stati identici: «Il rischio di aritmie fatali aumenta mediamente del 37-38% nei giorni in cui il livello di inquinamento supera i limiti di sicurezza fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità, e in particolare cresce con l'aumento delle concentrazioni di pm 2,5 e pm 10, indipendentemente dalle soglie d'allarme che, nell'Unione europea, sono fra le più alte al mondo», spiega Lazzeroni.

L'ipotesi dei cardiologi è che gli inquinanti inalati aumentino l'infiammazione e l'attività del sistema nervoso simpatico, scatenando il rilascio di catecolamine, meccanismi che contribuirebbero ad aumentare il rischio aritmico.

Altri studi in precedenza (anche del professor Niccoli) hanno messo in relazione lo smog anche con l'infarto da trombosi coronariche.

Lo studio congiunto delle università di Parma e Piacenza - presentato al Congresso di scompenso cardiaco della Società europea di cardiologia, tenutosi a Madrid, e in forma virtuale, dal 21 al 24 maggio, e pubblicato il 13 giugno su Netscape - ha avuto grande eco in molti giornali e siti internazionali, in particolare in decine di quotidiani indiani e cinesi, due Paesi che devono fronteggiare un inquinamento massiccio, specie nelle grandi metropoli.

«Il nostro studio – dice Lazzeroni - suggerisce che la transizione verde rappresenta una grande opportunità per salvare non solo il nostro pianeta ma anche chi lo abita. È quindi estremamente importante che la politica lavori di pari passo con la comunità scientifica per vincere la battaglia contro l’inquinamento attraverso cui si potrebbero ridurre del 20% circa il numero di accessi in pronto soccorso per malattia cardiovascolare».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • maribett

    04 Luglio 2022 - 22:17

    Gli studi scientifici confermano (quando ancora ve ne fosse bisogno) che l'inquinamento atmosferico fa male (a tutti), specialmente nelle città come la nostra dove i livelli di PM10 sono spesso oltre la soglia. Come si fa allora a pensare di trasformare il nostro aeroporto in cargo? Vengono davvero prima gli interessi economici (di pochi) della salute di tutti? Forse riceveremo molto prima i nostri acquisti, attraverso aerei cargo che atterreranno direttamente a Parma, ma, può darsi, non abbastanza prima di essere noi stessi "volati" all'altro mondo ...

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