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FRIDAYs FOR FUTURE

"Siamo natura che si ribella": scatti dal corteo in difesa dell'ambiente

23 Settembre 2022,14:18

"Siamo natura che si ribella": è uno degli slogan che campeggiava sui manifestanti che hanno preso parte allo sciopero globale per il clima. 

Questo il documento  con alcune delle rivendicazioni  dell'agenda climatica di Fridays For Future. 

3 luglio, crolla un blocco del ghiacciaio della Marmolada provocando 11 vittime. Notte tra il
15 e il 16 settembre, un temporale fa cadere 400 mm di acqua (metà delle precipitazioni
annuali territoriali), causando allagamenti nella metà della regione Marche e mietendo
ancora 11 vittime. Non si tratta di eventi eccezionali, bensì di una costante che si
ripresenterà in maniera sempre più drammatica.
Ben consapevoli dell’emergenza climatica in atto, come Fridays For Future Italia abbiamo
prodotto un documento, l’Agenda Climatica, la quale ha la volontà di colmare un vuoto
all’interno dei programmi politici dei candidati al 25 settembre. La struttura dell’agenda è
molto lineare ed è composta da cinque punti: lavoro, energia, trasporti e mobilità, edilizia e
povertà energetica, acqua. Queste, a nostro parere, sono le tematiche fondamentali da
dover prendere in considerazione se si vuole affrontare l’emergenza climatica con uno
sguardo ampio che spazi dal globale al locale.
Calandoci nella realtà di Parma, città che fonda la propria ricchezza su un sistema
industriale principalmente agroalimentare e in continua espansione, come Fridays For future
Parma assieme a Ecologia Politica abbiamo iniziato un lavoro di ricerca e di
sensibilizzazione delle condizioni di lavoro degli operai della filiera agroalimentare e del
costo ecologico della produzione DOP. Questo lavoro ci ha portato a sostenere la lotta dei
lavoratori dei magazzini Kamila, che fanno parte della filiera della distribuzione Coop. Dal 20
maggio scorso alcuni lavoratori assieme ad ADL Cobas hanno cominciato a bloccare
l’ingresso dei magazzini per far emergere delle criticità interne e chiederne la risoluzione,
come per esempio l’assoluta precarietà dei contratti, orari di lavoro usuranti con salari non
adeguati (230 ore mensili per 1237€), a cui si aggiungono denunce di caporalato. Questo è
solamente uno dei tanti episodi di sfruttamento che si configurano come strutturali e
funzionali al conseguimento della crescita illimitata che annovera Parma tra le 10 città più
ricche d’Italia. Infatti, nonostante gli anni di pandemia e l’attuale crisi, secondo la camera di
commercio di Parma, si stima una crescita nell’industria del 10% dal 2020.
Nell’Agenda Climatica viene ben esplicitato il nesso tra accumulo di ricchezza da parte di
pochi attori e lo sfruttamento dei lavoratori, per questo abbiamo avanzato la proposta di una
riduzione del monte orario settimanale, garantendo però un salario minimo adeguato di 10€
netti all’ora. Per una società realmente ecologica e giusta è necessario superare la logica
estrattivista propria di questo sistema produttivo, lottando contro lo sfruttamento della forza
lavoro e delle risorse naturali.
Il polo logistico della nostra città è situato in un quartiere, lo SPIP, isolato e mal servito dai
mezzi pubblici, il che costringe chi non ha una macchina a recarsi al lavoro in bicicletta,
percorrendo per svariati chilometri strade molto trafficate senza sufficienti piste ciclabili. Per
una vera transizione ecologica riteniamo necessario un incremento del trasporto pubblico, a
costi più accessibili e diffuso in modo capillare sul territorio di città e provincia, al fine di
disincentivare l’utilizzo di vetture private. Non dovrebbe essere un tabù parlare di gratuità del
trasporto pubblico, considerato che, come suggerisce uno studio dell’Università Cattolica del
2018, le aziende di trasporti coprono meno della metà (36% in media) dei costi operativi con
gli introiti derivanti da abbonamenti e biglietti.
A oggi si sta andando nella direzione opposta, come testimonia il caso dell’aeroporto Verdi:
per ripianare dei conti in rosso da vent’anni si prosciugano risorse pubbliche all’interno di un
piano di investimenti che si propone di rilanciare il traffico di voli civili a scopo
prevalentemente turistico, nonché di rendere Parma un polo logistico di primo piano, a costo

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • yanke

    24 Settembre 2022 - 00:17

    Bello...peccato abbiano riempito la zona di scritte sui muri, rovinando e arrecando danni a edifici pubblici , scuole e abitazioni private.

    Rispondi

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