frodi
E' accaduto anche a una nostra giornalista: il telefono che squilla, un numero sconosciuto e al "Pronto?" si attiva una voce: "Abbiamo ricevuto il suo curriculum e è stato approvato. Salvi questo numero in rubrica e ci invii una conferma su WhatsApp. Ci metteremo in contatto per farle delle proposte".
La nostra giornalista non ha inviato il suo curriculum a nessuno e che sia una truffa lo capisce subito. Ma chi invece sta davvero cercando - magari con ansia e con aspettative - un lavoro avrà la stessa lucidità? E' su questo che puntano gli ideatori della truffa: sulle alte possibilità di incappare, a caso, in chi ha mandato un curriculum in giro e spera di ricevere una risposta.
Cosa succede a chi ci casca? Si troverà a colloquiare con un (falso) famoso brand o una importante azienda pronta a offrire un reddito interessante per lavori facili: basta il pc di casa o uno smartphone. Ma dopo le prime remunerazioni dai cybercriminali arriverà la proposta di investire man mano somme di denaro, prima esigue poi un po' più alte, con la promessa di realizzare sostanziosi guadagni tramite una piattaforma exchange. Raggiunta una determinata cifra investita, però, i truffatori spariranno come sono arrivati. Addio soli ma anche - e questo è un altro rischio - addio informazioni private e dati personali e sensibili, forniti per la fantomatica procedura di assunzione e per il nuovo lavoro.
Cosa fare dunque? Diffidare, o se ci sono dubbi contattare l’azienda tramite i canali ufficiali e mai condividere informazioni sensibili come dati bancari, documenti di identità o dettagli finanziari attraverso social e email non verificate. E poi segnalare
alla Polizia Postale per provare a fermare i cybertruffatori e salvare potenziali vittime.
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