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INCHIESTA

La Procura: "Finte operazioni al femore per ottenere più rimborsi". Maxi-sequestro alle Piccole Figlie

17 gennaio 2020, 11:54

La Procura:

Questa mattina i carabinieri del Nas hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di circa un milione e duecentomila euro emesso dal Gip del Tribunale di Parma nei confronti dell'ospedale privato accreditato Piccole Figlie.

"Il provvedimento - si legge nella nota della Procura - scaturisce da una complessa indagine denominata “HIP LARS” che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del direttore sanitario e di un dirigente medico della struttura sanitaria accusati, in concorso, di truffa aggravata e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale. 

In particolare - come è emerso analizzando oltre 400 cartelle -  a fronte di un rimborso previsto per gli interventi effettivamente eseguiti in una misura oscillante tra 1746,26 € e 2481,48 euro, veniva richiesto un rimborso (previsto per la tipologia di intervento più complessa, ma non effettuato) in una misura oscillante tra 4442,05 e 5489,19 euro.

Il sistema - secondo quel che scrive la Procura - era piuttosto semplice: "Tutte le operazioni chirurgiche effettuate sull’articolazione del ginocchio venivano falsamente classificate nelle schede di dimissione ospedaliera con codici d’intervento relativi ad operazioni chirurgiche dell’anca e del femore, di fatto mai effettuate". Un espediente che avrebbe consentito "di generare, in sede di calcolo del corrispettivo monetario per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale, un importo di oltre il doppio rispetto a quello realmente spettante".

Sarebbe stato adottato - secondo quanto ricostruito dall'indagine coordinata dalla Procura e condotta dal Nas di Parma, anche con la collaborazione del Nucleo Aziendale di Controllo della Azienda USL - tra il 2013 ed il 2017 e capace di fruttare davvero numeri sostanziosi. 

Alla struttura sanitaria interessata dal provvedimento è, altresì, contestato l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti), per non aver adottato quegli efficaci modelli organizzativi e di gestione, idonei ad impedire e prevenire i reati di fatto attribuiti ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza".
Foto d'archivio