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Elezioni del 4 marzo: come votare correttamente

19 febbraio 2018, 19:46

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Con l'approvazione della nuova legge elettorale (il cosiddetto Rosatellum), cambia il sistema di elezione di Camera e Senato – che ora è in parte uninominale e in parte proporzionale – e cambiano anche le modalità di espressione del voto, così come la conformazione stessa della scheda. Vediamo come funziona il tutto in vista del 4 marzo, giorno delle elezioni.

  LA SCHEDA  

Le schede di Camera e Senato avranno le stesse caratteristiche, eccetto ovviamente il colore: rosa per la Camera, giallo per il Senato. Sulla scheda è riportato il nome e cognome del candidato nel collegio uninominale e, sotto di esso, il simbolo o i simboli delle liste ad esso collegate nel collegio plurinominale. Di fianco a ciascuna lista sono stampati i nomi e i cognomi dei candidati nella quota plurinominale. La scheda non riporta alcuno spazio per scrivere preferenze, in quanto non sono ammesse dalla nuova legge elettorale. La scheda presenta inoltre due novità: il tagliando antifrode e le istruzioni per il voto sul retro (ecco il video con le spiegazioni).

  COME SI VOTA  

In sostanza il voto può essere correttamente espresso in tre modi. Il primo modo (esempio 1 nelle foto qui sopra) consiste nel tracciare un segno solo sul rettangolo che contiene il simbolo di una lista nel collegio plurinominale: in questo modo il voto va sia a quella lista, sia al candidato nel collegio uninominale ad essa collegato.
Il secondo modo (esempio 2) consiste nel tracciare un segno solo sul nome del candidato nel collegio uninominale. In questo caso il voto va sia al candidato nel collegio uninominale, sia alla lista ad esso collegata (nel caso sia una soltanto), mentre in presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio.
È anche possibile (esempio 3) tracciare un segno sia sul nome del candidato nel collegio uninominale, sia sul simbolo di una delle liste nel collegio plurinominale ad esso collegate. In questo modo il voto è comunque valido a favore sia del candidato uninominale sia della lista.

  COSA NON BISOGNA FARE  

Tassativamente vietato, pena l'annullamento, il voto disgiunto (esempio 4), ovvero il voto espresso in favore di un candidato nel collegio uninominale e di una lista che non è collegata a tale candidato. È nullo (esempio 5) anche il voto espresso mediante un segno tracciato sul nome di uno dei candidati nel collegio plurinominale. f.ban.