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VERSO LE ELEZIONI

Il Pd, via libera all'alleanza con Effetto Parma. Ma rimane irrisolto il nodo primarie

Approvato il documento che apre al sindaco. Critiche dal centrodestra

di Pierluigi Dallapina -

23 luglio 2021, 10:22

Il Pd, via libera all'alleanza con Effetto Parma. Ma rimane irrisolto il nodo primarie

La marcia di avvicinamento del Pd verso Effetto Parma in vista delle elezioni amministrative del 2022 d'ora in poi sarà alla luce del sole. Ma dentro al Pd non tutti sono d'accordo, «continua ad essere ignorato il tema delle primarie» mugugna qualcuno. Mentre il centrodestra parte già all'attacco: «Per dieci anni si sono dati battaglia in consiglio comunale. Manca la coerenza».

Il documento
La svolta è arrivata mercoledì sera, durante la riunione della direzione provinciale e dell'assemblea cittadina al circolo Inzani. Un documento dà il via libera ufficiale a «future alleanze con le altre forze politiche e del civismo cittadino, compresa Effetto Parma». Nessuno ha votato contro e oltre ai 21 sì ci sono 6 astensioni, alcune di peso, come quelle dei consiglieri comunali Caterina Bonetti, Sandro Maria Campanini e Daria Jacopozzi, mentre il capogruppo Lorenzo Lavagetto non era presente alla votazione.

Il quadro delle alleanze
«Il sindaco Pizzarotti ed Effetto Parma, già durante la campagna elettorale per le regionali del 2020, hanno dimostrato di far parte del nostro campo di valori. Si sono collocati nel nostro mondo e quindi diventano nostri interlocutori», chiarisce una volta per tutte il segretario cittadino, Michele Vanolli, che però lascia aperto il quadro delle alleanze nella coalizione di centrosinistra. «Nel documento abbiamo fatto esplicito riferimento a Effetto Parma perché è una novità, ma è ovvio che ci rivolgiamo anche a chi fa da sempre parte di questo schieramento». E il riferimento, se si parla di partiti, comprende Italia viva, Europa verde, Articolo Uno e Azione. «Chiederemo un incontro a tutte le forze del centrosinistra già nelle prossime settimane».

Primarie della discordia
Lo statuto del Pd le prevede, ma le primarie non scaldano il cuore a buona parte del Pd locale. Qualcuno dice che nemmeno a Bologna si straccerebbero le vesti se a Parma il candidato sindaco venisse scelto in altro modo. Senza contare che lo stesso alleato Pizzarotti, intervistato dalla Gazzetta, aveva pronunciato un no secco alle primarie. Però non tutti sono d'accordo. «Per me è stato un errore ignorarle durante la discussione», si lamenta Caterina Bonetti, una delle voci critiche dei «dem». «Non farle sarebbe in controtendenza con quanto affermato dal nostro segretario nazionale». E Vanolli cosa dice? «Parlare di primarie ora è semplicemente prematuro». Ma Bonetti avanza riserve anche sul documento pro Pizzarotti: «La scarsa partecipazione dà un mandato parziale». 

Bordate dagli avversari
«Sorprende veder dialogare con il sindaco un partito che per una decina di anni gli ha dato battaglia in Comune», commenta Priamo Bocchi, responsabile provinciale enti locali di Fratelli d'Italia, mentre Sabrina Alberini, commissario provinciale Lega, non si scompone: «Questo matrimonio ce lo aspettavamo. Effetto Parma, che sa di non avere futuro, prova a tenersi in vita alleandosi con il Pd». Pragmatica Laura Schianchi, componente del coordinamento provinciale di Forza Italia: «Sotto elezioni la politica si fa fluida. Certo che un po' più di coerenza  verso gli elettori non guasterebbe». Il Movimento, che a Roma governa col Pd, difficilmente troverà la quadra in città con l'ex 5 Stelle Pizzarotti. «Possiamo dialogare con tutti - premette Giuseppe Distante, ex candidato alle regionali - ma su certi temi, come Tardini e aeroporto, ci sono diversità che sarà difficile superare».