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Aglione dell'Appenino, avanti tutta con il progetto: seminati 800 spicchi

Anelli: «Quest'anno contiamo di produrne 300 chilogrammi»

di VALENTINO STRASER -

17 novembre 2020, 11:18

Aglione dell'Appenino, avanti tutta  con il progetto: seminati 800 spicchi

«Quest’anno se procede tutto bene potremo contare su oltre 300 chilogrammi di aglione, la strada è ancora lunga per arrivare ai 10 quintali che abbiamo stimato come fabbisogno della nostra provincia, ma con l’aiuto delle aziende agricole che hanno condiviso il progetto non ci vorrà tantissimo». A dichiararlo è il presidente dell’associazione Bontà dell’Appennino, «anima» del progetto «Aglione Val Taro & Val Ceno». 
Dopo un primo anno di collaudo, culminato con la prima «storica» raccolta nell’Appennino Parmense, i promotori del progetto guardano avanti nonostante la recrudescenza della pandemia. La zona scelta per la semina dell’aglione si sta gradualmente spostando dalle colline di Solignano a Bardi, raccogliendo un consenso crescente fra gli imprenditori locali. 
Secondo tradizione, la semina dell’aglione si deve svolgere nel mese di ottobre. «Siamo leggermente in ritardo di alcuni giorni - prosegue Alberto Anelli - perché le settimane di pioggia che abbiamo avuto non permettevano di lavorare il terreno troppo bagnato.
I volontari dell’Associazione Bontà dell’Appennino hanno seminato l’aglione a Case Bottioni di Solignano. In 5 ore sono stati seminati 800 spicchi di aglione, non è stato un lavoro semplice, dopo la preparazione del terreno nei giorni a seguire  l’operazione di semina viene svolta tutta a mano, con l’accortezza che gli spicchi restino rivolti verso il cielo per facilitarne la crescita». 
E poi, dopo Case Bottioni, è stata la volta di Mazzareto, con la semina di altri 800 spicchi, sempre a opera dei volontari dell’Associazione Bontà dell’Appennino. Finite le operazioni autunnali non resta che aspettare il decorso della natura, che speriamo sia clemente, fino alla raccolta dei boccioli, dei gambi e poi, a luglio, la grande raccolta.