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Massimo: "La laurea? Mi serve. Applico l'architettura nei campi"

di Monica Rossi -

29 maggio 2021, 14:07

Massimo: "La laurea? Mi serve. Applico l'architettura nei campi"

La passione per la terra sconfigge la  laurea in Architettura. O forse no. Dopo la triennale  Massimo Pizzarotti, classe 1992,   ha scelto di occuparsi dei terreni del nonno anziché entrare in uno studio. Ad affiancarlo, il fratello 30enne Alessandro, ingegnere, e la mamma Valeria. 
«Ho preferito essere un architetto nella cura dei campi e del territorio anziché in un ufficio: applico l’architettura all’agricoltura – racconta Pizzarotti -. Inizialmente, regalavamo i nostri ortaggi ad amici e parenti e poi, vedendo che erano molto apprezzati, abbiamo deciso di fare il salto, anche perché serviva un’azienda strutturata che potesse sostenerci tutti e tre e che garantisse un paniere il più ampio possibile: così, nel 2018, è nata l’«Agricola Schianchi», con cui dai 4-5 ettari dei primi tempi siamo arrivati a coltivarne 15, tutto in regime biologico certificato». 
Dai terreni e dalle serre dei Pizzarotti, iscritti a Confagricoltura Parma, solo ortaggi e frutti di stagione: tante patate e zucche, e poi pomodori, melanzane, peperoni, insalate, cipolle, zucchine. «Coltiviamo anche in verticale. Nei campi, oltre a patate e zucche, il frumento tenero e duro, da cui otteniamo la farina. E i ceci, bio come tutto il resto». 
La strada scelta dai Pizzarotti è di quelle in salita, perché hanno deciso di meccanizzare il meno possibile, «pur avendo un occhio molto attento alle nuove tecnologie di precisione che permettono un risparmio di energie e di consumi. Vogliamo lanciare il messaggio che si può fare impresa con un’azienda medio-piccola coltivando ortaggi e lavorando più manualmente che con i mezzi pesanti - spiega Pizzarotti -: da noi la maggior parte delle colture, infatti, è gestita a mano, compresa l’eliminazione delle infestanti, con minima lavorazione del terreno per rispettarne al massimo la microflora». 
«È una strada più faticosa, di grande sforzo fisico - spiega - ma noi crediamo che sia quella giusta per arrivare a un mondo e a un ambiente più vicino alla natura: noi il biologico lo facciamo con la testa e con il cuore. La ricaduta sul territorio è positiva». 
La filosofia dei Pizzarotti sta dando frutti: dopo appena tre anni, hanno un bel giro tra mercati rionali e vendita diretta e sono anche riusciti ad assumere un dipendente. «È Ndyaye Papa Ndigou, un ragazzo senegalese conosciuto qualche anno fa: volenteroso, gran lavoratore, siamo felici di avergli potuto offrire un lavoro e un futuro dignitoso. L’azienda ci sostiene tutti». 
Dunque, la terra è una promessa, basta saperla cogliere. «Come l’avevano colta 60 anni fa i miei nonni – ricorda -. Arrivati da Rivalta (frazione  di Lesignano, ndr), avevano potuto comprare questi terreni per il loro allevamento di vacche. Oggi, sarebbe un’operazione un tantino onerosa, che dà comunque ottimi frutti». 
 

LA SCHEDA

Nome:   Massimo Pizzarotti
Età:  28 anni 
Studi:   Laurea triennale  in Architettura 
Segno zodiacale:   Bilancia
Hobby:    Motociclismo e montagna
Sogno nel cassetto:  Restituire all’agricoltura  parte del terreno edificabile   di Parma
Azienda:    Agricola Schianchi (via Naviglia, Parma)
Attività:    Produzione e vendita diretta di ortofrutta bio