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Emanuela: "Realizzo in Valtaro i miei sogni color lavanda"

di Monica Rossi -

10 agosto 2021, 08:53

Emanuela: "Realizzo in Valtaro  i miei sogni color lavanda"

Sono passati 10 anni, da quando Emanuela Grazian, agri-cultrice (come si definisce lei) originaria di Padova, ha scelto le colline della Valtaro per realizzare il suo sogno: coltivare la «lavandula angustifolia», detta anche «vera» o «fine». 
Dopo aver girovagato a lungo prima nelle Marche e poi in Toscana, seguendo il consiglio di un amico, ha trovato l’appezzamento ideale tra le colline borgotaresi, a 750 metri di quota: siamo in località Rizzone, a monte dell’abitato di Monticelli di Borgotaro, un angolo incontaminato a stento segnato sulle mappe e cui si arriva percorrendo strade bianche.
 Ma perché proprio la lavanda, che i più associano alla macchia mediterranea? «Intanto, qui la natura è ancora intatta e questo particolare tratto di valle è perfetto per la lavanda vera», spiega.
In queste terre, dunque, Emanuela Grazian ha deciso di investire il proprio tempo e  dedicarsi alle erbe officinali per la produzione di acque aromatiche e oli essenziali. Un lavoro inizialmente non remunerativo ma che comincia a dare i suoi frutti: infatti, qui non solo distilla la lavanda, che raccoglie rigorosamente a mano con il falcetto, ma anche issopo, elicriso, melissa, alloro, ginepro, salvia. 
«Al primo pezzo di terra acquistato, poco meno di un ettaro, ora ne ho aggiunto un secondo per un nuovo impianto - continua  Emanuela Grazian -. Rispetto al progetto iniziale, infatti, ora sto contemplando anche il “lavandin” francese: ho potuto distillare la varietà “Grosso” e sono rimasta colpita dalla gradevolezza del profumo. La resa è doppia rispetto all’angustifolia: l’infiorescenza è più affusolata, lo stelo si divide in tre e dà tre fiori; inoltre è molto più lungo. L’uso è simile alla lavanda vera, ma la profondità e la versatilità aromatiche dell’angustifolia restano uniche». 
L’attività, intanto, si è allargata: «gli agricoltori che non hanno un distillatore si rivolgono a me». Quando nel 2011 ha comprato il terreno, nell’appezzamento era inclusa anche una vecchia casa. «Spero di dare vita, tra queste colline, a un albergo diffuso. O meglio a un “agrifuturismo”: ho ingaggiato due progettisti e auspico di poter iniziare presto i lavori grazie anche ai fondi europei». 
Che cosa è un agrifuturismo? «È un concetto di ospitalità diffusa articolata come un ostello, magari anche con delle casette sugli alberi. La mia idea è di costruire nel presente il futuro con percorsi di consapevolezza per avvicinarsi a sé stessi e alla natura». 
Prende poi corpo l’idea di coinvolgere le persone nella magia delle erbe officinali: la Grazian ha infatti recentemente organizzato la sua prima Festa della lavanda. «Sono proprio grata alla vita - conclude - che mi ha fatto incontrare questo luogo incantato a Borgotaro, che mi ha sostenuto nel proseguire a coltivare, con la lavanda, i miei sogni»..

LA SCHEDA
Nome:   Emanuela Grazian
Età:   48 anni 
Segno zodiacale:  Toro
Studi:  Laurea in Scienze e tecnologie alimentari conseguita all’Università degli Studi di Udine
Hobby:   Studio, lettura, natura, viaggi
Sogno nel cassetto:   Riuscire  finalmente a realizzare il mio «agrifuturismo» nelle colline di Borgotaro
Azienda:     Emanuela Grazian, località Rizzone, Borgotaro