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iniziativa

Anche Parma avrà la sua «Casa delle donne»

La nuova associazione  sta cercando una sede. «Dallo “Sportello degli sportelli” ai laboratori: sarà un luogo di condivisione e incontro»   

di CHIARA CACCIANI -

24 gennaio 2020, 15:51

Anche Parma avrà la sua «Casa delle donne»

L'indirizzo ancora non c'è, ma le fondamenta sì: di una materia resistente fatta di partecipazione, idee, energia e disponibilità raccolti in quasi un anno di assemblee pubbliche e incontri operativi ristretti. Sono partite come un gruppo di amiche – quelle del «Comitato No Pillon», diventato poi «L'otto anche domani - La libertà delle donne libera tutti» - e si sono aperte a singole, collettivi e associazioni al femminile (ma non solo). Ed è così che anche Parma avrà la sua Casa delle Donne.
Da qualche giorno l'associazione omonima è una realtà e si prepara a lanciare il tesseramento. Nel frattempo prosegue il dialogo col Comune («Paci e Bosi hanno dato grande disponibilità») per trovare una sede. Le nostre esigenze - ammette la prima presidente eletta, Elisabetta Salvini – «sono sicuramente particolari. La Casa delle donne ha due caratteristiche essenziali: uno spazio ricreativo importante dotato di cucina e la possibilità di essere facilmente raggiungibile anche da chi non ha mezzi propri. Non significa volerla in centro, ma in zona ben servita dai mezzi  sì».
E se non si sono date una scadenza, «anche se  puntiamo a tempi rapidi sia per non spegnere l'entusiasmo delle tante donne  coinvolte, sia perché sentiamo quanto sia reale l'esigenza di   uno spazio del genere. Dal lavoro, alla famiglia, alla società, vediamo chiaramente un arretramento quotidiano rispetto ai diritti e alle libertà delle donne. Sempre più si cerca di mettere a tacere le loro conquiste e ci si ritrova a muoversi tra stereotipi e modalità, parole e gesti sessisti».
L'idea è quella di un luogo di incontro, di solidarietà, di condivisione, di divertimento, di cultura e di relazioni, «che sia delle donne e per le donne in una società che invece è ancora palesemente degli uomini e per gli uomini». Un luogo aperto e inclusivo, affiancando spazi femminili protetti a iniziative e attività rivolte e a tutti. Non ci saranno dunque soci al maschile ma tesseramenti in qualità di «amico». «Tra gli stereotipi – continua Salvini – c'è che le femministe conducano una guerra contro gli uomini. Al di là del fatto che molte di noi hanno uomini al loro fianco, la battaglia contro una cultura sessista e patriarcale si combatte e si vince solo insieme».
Tornando alla concretezza degli spazi e dei progetti che prendono forma, si prevedono una sala destinata ad ospitare le iniziative culturali e le riunioni, locali più piccoli dove dar vita a più laboratori, grazie ai saperi e alle competenze messi a disposizione dalle donne che la frequenteranno. C'è l'idea di una Biblioteca delle donne e di un archivio che racconti  le parmigiane.
 Ma la priorità ha un nome ben preciso: lo «Sportello degli sportelli». Lo hanno visto in attività alla Casa delle donne di Milano, «e a chi arriverà, le volontarie non indicheranno solo a quali servizi rivolgersi, ma ci sarà una vera e propria presa in carico – spiega Elisabetta Salvini - . Dall'Ausl all'avvocata, dai servizi comunali alle associazioni di volontariato, l'obiettivo è stringere relazioni di fiducia che ci permettano un accompagnamento delle donne lungo tutto il percorso». Facendole sentire sempre al posto giusto: «Casa».

   Presentazione   

Il «debutto» in una serata  dedicata  alle donne in lotta

Dopo alcuni indizi social, la prima «apparizione pubblica» della Casa delle donne  sarà  sabato durante la serata «Un mondo di donne in lotta». Organizzato  in collaborazione con Rete Kurdistan e ArtLab e nata  in solidarietà alle donne kurde, «alla fine,  spinte anche dalle notizie che arrivano dal Cile, abbiamo pensato che c'è tutto un mondo di donne in lotta da sostenere». 
Dalle 18.30 alle 3 al Circolo Arci Colombofili di strada dei Mercati spazio  a buffet e concerti. Sul palco Rocco Rosignoli, Francesco Pelosi, Davide Zilli, Guido Maria Grillo, Alma'ngarrà, Mè, Pèk e Barba, Kalevala, Tafel Musik, Emily Collettivo Musicale e il dj set di Bufo. Il ricavato sarà devoluto a Mezzaluna Rossa Kurdistan Onlus e Coordinadora Ni una Menos Chile.