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Funghi, campionato mondiale: vince ancora De Moro Guarda chi c'era

13 ottobre 2017, 21:26

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E’ tutta questione di occhio, naso, buona gamba, pazienza e di una passione smisurata per la montagna. Tra le tante sfide che si possono immaginare questa ha avuto un profumo davvero speciale. Quello buono del bosco, quello di Sua Maestà il «re Porcino», titolo araldico «boletus edulis». Oltre settecento persone - provenienti da tutta Italia e non solo - domenica scorsa hanno partecipato alla quinta edizione del Campionato mondiale del Fungo che è andato in scena a Cerreto Laghi, in provincia di Reggio. La manifestazione è ideata dal blogger parmigiano Frà Ranaldo (al secolo Fabrizio Rinaldi), il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, la cooperativa di comunità «I Briganti di Cerreto» in collaborazione con il comune di Ventasso, «Passione funghi e tartufi» e l’associazione «A Passeggio nel Bosco» e con il sostegno di «Riccoboni holding» e Iren. Dopo la vittoria mondiale del 2016, anche quest’anno il genovese Giuseppe De Moro, portacolori della squadra parmense «Noi del Monte Penna», si è confermato campione nella categoria individuale maschile.
Gli oltre 700 concorrenti del mondiale, che hanno raccolto in totale ben 230 chili di porcini, sono arrivati da ogni parte dello Stivale e non solo: da Milano a Viareggio fino a Roma e Napoli, chi, addirittura, dalla Lituania, Svizzera, Spagna, Francia, Albania, Libia, Stati Uniti e Giappone ma c’era anche una folta rappresentanza di provetti fungaioli parmensi (di Bedonia, Corniglio, Parma, Langhirano, Monchio, Palanzano, San Secondo e San Martino Sinzano) che erano raggruppati in otto squadre: Compagnia del Boletus, Noi del Monte Penna, I Moschettieri, Riccoboni holding, Fungo Trek, Onda anomala del Caio, Wolf group e La Banda della Loffa.
Entusiasti dell’iniziativa, Fausto Giovanelli e il parmigiano Giuseppe Vignali, rispettivamente presidente e direttore del Parco nazionale: «Oltre ad un clima straordinario, il successo di questo mondiale è merito di uno staff organizzativo veramente eccellente che ha reso possibile questa competizione che non è solo una mera gara per appassionati di funghi ma è anche una celebrazione dell’autunno d’Appennino, del valore del bosco e del valore culturale del fungo che deve diventare un veicolo di turismo consapevole del valore di questo territorio».