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Amarcord

Teatro Ducale di via Bixio. La storia del "Regio dell'Oltretorrente"

di CARLO MIGLIAVACCA -

10 novembre 2020, 12:26

Teatro Ducale di via Bixio. La storia del  "Regio dell'Oltretorrente"

In via Nino Bixio, al numero 45, al centro del quartiere Oltretorrente, c'è un bellissimo condominio la cui facciata è un chiaro omaggio ad un grande teatro che sorgeva proprio in quel luogo: il cinema teatro Ducale. 

Un cinema ormai probabilmente dimenticato, e da tanti, soprattutto i più giovani, addirittura mai conosciuto. Infatti non esiste più dal 1991 quando, a causa dei costi previsti per i pesanti lavori di ristrutturazione che avrebbe dovuto subire, oltre alla crisi di pubblico che stavano patendo i cinematografi, fu abbandonato al suo triste destino.

 Venne abbattuto ed al suo posto fu costruito il palazzo odierno.  Ma sicuramente non è stato dimenticato da tutti quei parmigiani che hanno superato gli "anta", ma soprattutto non è stato dimenticato dal sottoscritto. Un gioiello inaugurato sotto le bombe della seconda guerra mondiale il 20 novembre 1943, con 1600 posti, era il teatro più capiente di Parma, ed io avuto la fortuna di frequentarlo nei suoi anni d'oro.

 Infatti è stato il mio primo cinema, in quanto all’epoca abitavo in via Bixio al numero 41, praticamente nel palazzo a fianco. Ero solo un bambino e dal piccolo cortile interno della casa dei miei nonni vedevo i grandi finestroni laterali del Ducale. Nelle afose sere d'estate venivano aperti per far entrare un po' d'aria, e attraverso quelle aperture, oltre al fumo delle sigarette, uscivano anche le voci degli attori, la musica ed i suoni dei film proiettati, che io ascoltavo incantato. Qualche anno dopo cominciai a frequentarlo da spettatore. Quanti film ho visto, rigorosamente nei "secondi", così si chiamavano i posti più economici, quanti spettacoli, concerti, quante avventure guardate a bocca aperta. Sul grande schermo passavano le sconfinate praterie dei cow boy del sogno americano, poi i mitologici Ercole, Maciste, Sansone i “supereroi” dei nostri tempi, fino ai magnifici cartoni dello zio Walt, quando questi venivano ancora disegnati rigorosamente a mano e non da un freddo ed impersonale computer.
 Tante operette, spettacoli di prosa, persino la stagione lirica del 1983, quando il terremoto rese inagibile il tempio della lirica parmigiano, il teatro Regio. Quante volte alla domenica pomeriggio ci ritrovavamo tutti in coda ad attendere l’apertura della biglietteria per il primo spettacolo. 

Ovviamente non si poteva prenotare come ora, ed i posti migliori erano riservati ai primi arrivati. Quando venivano proiettati i film di maggior successo, il cinema veniva letteralmente preso d’assalto, in quei casi si rischiava di vedere lo spettacolo seduti sui gradini delle scale, o peggio, in piedi, addossati alle pareti perimetrali. Ma nessuno si lamentava, il sogno del cinematografo era bello da vedere anche in piedi. 

Il Ducale fu un cinema sempre all'avanguardia, moderno, grazie alla lungimiranza del suo proprietario dottor Mercadanti, dove ho potuto vedere negli anni '70 i primissimi esperimenti di cinema con audio "surround", o addirittura film in "3d" utilizzando speciali occhialini bicolore in cartone, con una tecnologia che oggi fa sorridere, ma comunque efficace. Ricordo tutto di quel meraviglioso cinematografo, il suo ampio atrio con i pavimenti in marmo, sulla destra la biglietteria, al centro l'ingresso in platea, sulla sinistra il grande scalone che portava ai "secondi". 

Ma soprattutto del Ducale ricordo l'odore, un misto di sigaretta e finta pelle con cui erano realizzate le poltroncine rosse della platea, oltre al legno delle sedie dei popolari su al primo piano. Alle pareti erano appese delle inquietanti maschere in gesso, ancora non sapevo che quei volti ghignanti rappresentavano la tradizione del teatro greco antico. Il palcoscenico in legno ai piedi del grande schermo bianco, ai lati un pesante tendone in velluto rosso.

Che emozione quando finalmente il sipario veniva ritirato con quel tipico fruscio, segno inequivocabile che lo spettacolo stava per iniziare. Ricordo la simpatica signora Pina alla cassa, il "Ninni" che strappava i biglietti, la maschera Ciscato ad accompagnare gli spettatori ai posti liberi, sciabolando il buio in sala con la sua lampadina tascabile. In quel periodo si poteva entrare in qualunque momento anche durante lo spettacolo, non come ora. Ed infine Gino, il proiezionista, responsabile del buon funzionamento del complicato, e molto delicato, proiettore. Gino era la vittima predestinata degli improperi del pubblico quando gli inevitabili incidenti interrompevano la proiezione. I dipendenti del cinema erano tutte persone adorabili, autentici "pramzàn dal sàss", amici di famiglia, e questo faceva di me uno spettatore privilegiato, grazie a queste amicizie quante pellicole viste a "macca"! 

Infine i ricordi dei miei nonni, quanta paura quando durante la guerra arrivavano ufficiali tedeschi che pretendevano di parcheggiare l'auto nel cortile di casa per andare a vedere gli spettacoli del Ducale. Per fortuna è sempre finita bene, anzi qualche volta il giorno dopo si presentavano dai nonni con qualche panetto di fragrante burro fresco per ringraziarli. La mia passione per il cinema, una passione che mi ha seguito fino ad oggi, è nata li, nell'indimenticabile, e mai dimenticato, cinema teatro Ducale, il Teatro Regio dell'Oltretorrente.