Villa Maria Luigia

29 aprile 2014, 15:36

  • Tipologia/ Food
    Ristorante
  • Indirizzo/ Address
    Via Galaverna 26
  • Località/ Where
    Collecchio
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Mercoledì sera – Giovedì - Wednesday evening – Thursday
  • Ristorante
  • Via Galaverna 26
  • Collecchio
  • Mercoledì sera – Giovedì - Wednesday evening – Thursday
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Sorride sui guai dell’età e saluta con classe antica il patron di questo storico ristorante parmigiano. Poi, nella sua impeccabile giacca blu con bottoni dorati, lascia il passo al figlio, mente e braccio nelle scelte di cantina, negli indirizzi di cucina.
Una grande villa color giallo Parma con parco, silenzio, tranquillità, bella veranda per i giorni caldi. Ampi spazi per convegni e banchetti e l’austera sala d’ingresso, legni al soffitto e alle pareti, mobili scuri, tappeti, luci discrete, una candela accesa sul tavolo preparato con molta eleganza.
La carta dei vini è ricca e articolata, ma ha anche molti asterischi ad indicare che i numeri devono necessariamente ridursi in relazione ai tempi e ai consumi calanti. Anche la carta dei cibi ha diminuito le sue proposte che restano focalizzate su alcuni classici parmigiani e su preparazioni, in stile moderno, di carne e di pesce.

La cucina, i piatti
Cucina centrata su materie prime di qualità e su assemblaggi di calibrato equilibrio con verdure, spezie, frutta. In attesa degli antipasti (13-18 euro), una tazza di polentina di Storo con briciole di Gorgonzola naturale, poi la tartara di salmone scozzese dalla carne piena e soda, adagiata su succo di piselli e latte di mandorle, sormontata da una quenelle di caprino fresco e erba cipollina; l’insalata di gamberi con verdure, semi di papavero e di zucca, pesca, mango, cavolo rosso, cipolla, germogli in buon armonia a comunicare sensazioni di freschezza.
E ancora: scaloppa di foie gras, zuppa d’asparagi, salumi. Se, dal 1958, il risotto con quaglia farcita resiste in carta una ragione ci sarà ed è che questo classico della tradizione ha sapore esuberante e galeotto, forse oltre misura, ma pur sempre affascinante.
Il timido “cacio e pepe” dei rigatoni Setaro si riduce in realtà a una grattugiata di pecorino sulla pasta cotta al dente e condita con ragù d’agnello; corrette, ma nulla più le tagliatelle al limone con menta, zucchine, vongole e la sferzata della bottarga.
Altri primi (13-18 euro): ravioli di scampi, spaghettoni bruschettati con colatura di alici, tortelli e anolini. Il pesce del giorno è un trancio di ombrina con carciofi, patate, vellutata di rapa bianca e rossa; altra proposta di mare è l’astice con riso nero al cocco.
Bello a vedersi, ma scialbo nel sapore lo stinco d’agnello appoggiato su un tortino di patate e crema di sedano rapa in abbinamento incerto. Punta di vitello e petto d’oca al caramello di birra sono gli altri secondi (16-30 euro).

Per finire
Il piatto di formaggio (7,50-13 euro) o dolci ben curati (9 euro); una seadas come pre-dessert, il tortino di cioccolato fondente con salsa di amarene, la pesca caramellata con meringa alla nocciola e gelato di zabaione.
Menu a 15 (bambini), 45,70 euro; alla carta, per quattro piatti bevande escluse, circa 60 euro.
Menu esposto, coperto abolito, ingresso e bagno con gradini, tavoli all’aperto, parcheggio nel parco.

Non mancate Tartara di salmone.

Dimenticate Stinco d’agnello.

 

English version below

 

The owner of this classic Parma restaurant smiles away the problems of ageing and proffers an old-style classy welcome. Then, in his impeccable dark blue jacket with gold buttons, he hands us over to his son, the brain and the brawn in the choice of wines, in recommendations for eating. A large villa painted Parma yellow with its own gardens, silence, tranquillity, a fine veranda for the hotter days. Generous spaces for conventions and banquets and an austere entrance hall, wood on the ceiling and walls, dark furniture, carpets, discrete lighting, a candle glowing on the elegantly laid table. The wine list is rich and varied, but also has many asterisks to indicate that numbers have necessarily been reduced in accord with the times and falling consumption. The menu too has diminshed its offer to remain focussed on some Parma classics, as well as meat and fish dishes in a modern style.

The cuisine, the dishes
A cuisine centred on quality raw materials and nicely gauged assemblies of vegetables, spices, and fruit. While awaiting the starters (€13-18), a bowl of Storo polenta with crumbs of natural Gorgonzola, then some Scotch salmon tartar, the flesh full and firm, nestling in a sauce of peas and almond milk, and topped by a quenelle of fresh goat's cheese and chives; a prawn salad with vegetables, poppy and pumpkin seeds, peaches, mango, red cabbage, onion and bean sprouts in a fine harmony to bring sensations of freshness. In addition: a foie gras escalope, asparagus soup, and cold cuts. If the risotto with stuffed quail has been on the menu since 1958, there must be a good reason, and it's because this traditional classic has a slyly exuberant flavour, possibly over the top, but fascinating, nonetheless. The timid “cacio e pepe” (cheese with pepper) and Setaro rigatoni turns out to be no more than grated ewe's cheese (Pecorino) over some al dente pasta dressed with a lamb sauce; only slightly better, the lemon tagliatelle with mint, courgettes, clams and a dash of bottarga (fish roe). Other first courses (€13-18): scampi ravioli, spaghettoni trickled with anchovies, tortelli and anolini filled pasta. The fish of the day is a slice of umbrine (ombrina) with artichokes, potatoes, and a white and red turnip velouté; other seafood include lobster (astice) with black rice and coconut. Great to look at, but wan in its flavour, is the Stinco d’Agnello (shin of lamb) lying on a creamy bed of potato and turnip celery in an uncertain marriage. Punta di Vitello (stuffed veal) and Petto d’Oca (goose breast) with caramelised beer are the other second courses (€16-30).

To finish off
A plate of cheeses (€7.50-13) or carefully prepared sweets (€9); cheese-filled fritters (seadas) as a pre-dessert, a bitter chocolate tart with cherry sauce, caramelised peaches with hazelnut meringue and zabaglione ice cream. Set menus at €15 (children), €45 and €70; à la carte for four courses, drinks excluded, around €60. Menu on display, no cover charge, entrance and toilets with steps, tables outside, parking in the grounds.

Not to be missed
Tartara di Salmone.

Best forgotten
Stinco d’Agnello.