Madonna del Monte

di Chichibio

14 febbraio 2015, 19:14

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Via san vittore varani, salsomaggiore
  • Località/ Where
    Salsomaggiore Terme
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì/Monday
  • Trattoria
  • Via san vittore varani, salsomaggiore
  • Salsomaggiore Terme
  • Lunedì/Monday
a cura di Chichibio

Fin quassù, nelle colline di Salsomaggiore, per gustarsi la cucina romana, fatta come in casa da una cuoca che usa la propria naturale simpatia per accogliere e mettere a loro agio gli avventori che alla svelta diventano amici e condividono cibo, ricette, piatti abbondanti sempre generosi di sapori. Si sale da Noceto, Cella, Varano Marchesi, si scollina a Case Mezzadri e si scende e risale seguendo le indicazioni fino a San Vittore, si oltrepassa il cimitero quindi, sulla sinistra, una stradina ghiaiata ed ecco una piccola officina per auto e la casa con trattoria e qualche camera per il Bed&breakfast.
Un piccolo ingresso, la sala da pranzo riscaldata da una grande stufa a legna, pochi tavoli con tovaglie di carta, sedie impagliate, fotografie alle pareti, tendine arancione alle finestre. Non c’è carta dei vini, né lista dei cibi, ma il racconto a voce di quanto è stato preparato per il pranzo; il vino è: ”bianco o rosso?” e dunque ecco la caraffina di un anonimo vino bianco dei castelli romani di scarsa qualità.
La cucina, i piatti
S’è detto tradizione romana e oggi, che è una domenica, la scelta è tra i piatti più semplici - ma per coda alla vaccinara, porchetta, abbacchio al forno basterà prenotare con anticipo e per almeno 5/6 persone. Arrivano subito le dolci cipolle in salsa di pomodoro in un tegame di terra cotta, i carciofini saltati in padella col prezzemolo, un piatto di prosciutto e pancetta entrambi discreti.
Ai primi, tre classici: spaghetti (spezzati in due per la cottura, come è uso di molte case romane) alla carbonara molto ben conditi, cremosi e dal gusto gentile; spaghetti cacio e pepe nella versione “rustica” con pecorino romano grattugiato e pepe nero e dunque (niente cremina con l’acqua di cottura) un po' asciutti, ma piacevoli nel loro essere “sgarbati”. Carbonara e cacio e pepe sono portati in tavola nel loro tegame d’alluminio; arrivano in un vassoio i bucatini alla matriciana (“matriciani” venivano chiamati gli abitanti di Amatrice dove nacque questa preparazione che oggi è più comunemente detta amatriciana), appena tiepidi, dolci, con la pasta molle.
Ai secondi costolette d’abbacchio (l’agnello da latte) alla scottadito o impanate e fritte (carne dolce e saporosa) e saltimbocca alla romana (con prosciutto e foglia di salvia fermati da uno stuzzicadenti, saltati in padella nel burro e sfumati con vino bianco) qui con carne di maiale al posto di quella di vitello. Accompagnano questi piatti le croccanti, fresche puntarelle e splendidi carciofi alla giudia -e pazienza se per le mammole non è ancora tempo, dal momento che anche i primi carciofi spinosi di stagione danno un gustoso risultato.
Per finire
Qualche dolce casereccio per finire: la crostata con marmellata di prugne, la torta di mele o quella al cioccolato. Il caffè è preparato nella moka come nelle case di un tempo, il limoncino o un distillato è offerto con un sorriso. Le porzioni sono molto abbondanti e, se resterà del cibo, vi prepareranno con piacere un cartoccio da portare a casa. Pagherete un pranzo completo circa 25-30 euro, bevande comprese. Menu non esposto, coperto abolito, ingresso, bagni e parcheggio comodi.
Non mancate
Carciofi alla giudia
Dimenticate
Bucatini alla matriciana

English version below

 Up in the hills above Salsomaggiore to try some Roman cuisine, home made by a chef who uses her natural appeal to welcome regulars who soon become friends, to put them at their ease, and share food, recipes, and dishes that are generous in quantity and flavour. Coming up from Noceto, Cella, Varano Marchesi, you pass on to Case Mezzadri, go down and up again following the signs for San Vittore, past the cemetery, then, on the left, a gravelled road, and lo and behold a small garage and a house with trattoria and a few rooms for B&B. 
A small entrance, a dining room heated by a large wood burning stove, just a few tables with paper tablecloths, the chairs straw-bottomed, the walls with photos, the windows with orange curtains. There is no wine list, no menu, but a spoken explanation of what has been prepared for lunch; the wine is: ”red or white?” hence the carafe of anonymous, inferior quality Castelli Romani white.
The cuisine, the dishes
It's supposed to be traditional Roman, and today, which is Sunday, the choice lies between the simplest of dishes – however to eat coda alla vaccinara, porchetta, and abbacchio al forno it's sufficient to pre-book for at least 5-6 people. Straight off a terracotta bowl of onions (cipolle) in tomato sauce, artichokes (carciofini) sautéed with parsley, a plate of prosciutto and pancetta, both just passable.
On to the first courses, and three classics: spaghetti (broken in two for cooking, as is customary in many Roman homes) in a wonderful "carbonara" sauce, creamy and with a subtle taste; with cheese and pepper (cacio e pepe) in a “rustic” version with grated pecorino romano and black peppercorns and therefore (no cream from the cooking liquid) a touch dry, but pleasant enough in all its “rudeness”. Both the carbonara and the cacio e pepe are brought to the table in their aluminium pot; instead on a tray are the Bucatini alla Matriciana (“Matriciani” were the inhabitants of Amatrice where this recipe was born that is now more commonly known as "Amatriciana"), on the tepid side, sweetish, the pasta soppy.
For the second courses: lamb as cutlets (costolette) "alla scottadito" (grilled) or breaded and fried (fritto – the flesh sweet and flavourful), then Saltimbocca alla Romana (with ham and a sage leaf anchored by a toothpick, sautéed in butter with white wine) and here made with pork instead of veal. Accompanying these dishes some crispy, fresh chicory heads (puntarelle) and splendid fried artichokes (carciofi alla giudia) – and although it's too bad that the mammole variety are not yet in season, the first spiny artichokes of the season give a beautifully tasty result.
To finish off
Some home-made desserts: tarts with prunes (prugne), apples (mele) or chocolate (cioccolato). Coffee is made in a Mocha like in the houses of yesteryear, a Limoncino lemon liqueur or another distillate comes on the house with a smile. The portions are extremely generous and, if there is anything left over, they willingly prepare a doggie bag. You'll be paying around 25-30 Euro for a complete meal, drinks included. Menu not on display, no cover charge; easy-access entrance and toilets, and a handy car park.
Not to be missed
Carciofi alla Giudia
Best forgotten
Bucatini alla Matriciana