"La Crepa" Caffè-gelateria-enoteca

di Chichibio

06 aprile 2016, 17:09

  • Tipologia/ Food
    Osteria
  • Indirizzo/ Address
    Piazza Giacomo Matteotti, 13, 26031 Isola Dovarese CR, Italia
  • Località/ Where
    Albareto
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì e martedì
  • Osteria
  • Piazza Giacomo Matteotti, 13, 26031 Isola Dovarese CR, Italia
  • Albareto
  • Lunedì e martedì
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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a cura di Chichibio

Risale al XV secolo il Palazzo della Guardia che, affacciato sulla piazza gonzaghesca di Isola Dovarese, ospita la “Crepa, Caffè-gelateria-enoteca” della famiglia Malinverno.
E’ uno dei locali storici italiani, dal 1832, la cui aria antica si respira nella ampie sale in cui sono preparati i comodi tavoli dalle candide tovaglie.
Solidi arredi, specchi, libri, il bancone all’ingresso con le polpettine per l’aperitivo. Patron sorridente e camerieri eleganti, alcuni piatti arrivano sotto una campana di porcellana, buona e curata scelta dei vini con qualche bottiglia introvabile, sempre gentilezza e atmosfera da buona casa ospitale.
Isola è nella golena dell’Oglio (qui è provincia di Cremona, si arriva da Casalmaggiore, Piadena e qualche chilometro ancora) e i prodotti del fiume e del territorio sono parte integrante della cucina della “Crepa”.
La cucina, i piatti
Ricette di famiglia e di tradizione col gusto di cercare nel passato i segreti che, alleggeriti e ingentiliti, rendono migliore il presente.
Lista dei cibi che cambia poco nel tempo, se non per variazioni stagionali, e allora ecco le polpettine e la frittata con le erbe, alta e spumosa, e la buona giardiniera; il salame cremonese e il Provolone Dop di 2 anni dal sapore dolce/piccante; un culatello gentile dai profumi delicati di un piccolo produttore della bassa parmense; la dolce terrina di foie gras col suo pain brioche; il Pata Negra de bellota Joselito gran riserva in piccole fette dagli aromi di bosco, il denso sapore inimitabile.
Il luccio in salsa e le lumache alla borgognona completano gli antipasti (6-15 euro). Sono molto delicati i tortelli di zucca alla mantovana, anche in versione enfatica con salsa al Porto e foie gras; è ricoperto di lingua salmistrata e ha condimento equilibrato il “savaren” di riso; sono in versione acquatica i pisarei coi fagioli dell’occhio e saporosa anguilla affumicata; è perfettamente sgranato il riso alla pilota, un vialone nano con croccante e saporita salsiccia d’oca.
E ancora: minestra di trippa, marubini in brodo di terza (11-12 euro). Tra i secondi (15-18 euro), il piatto del giorno è un baccalà in umido tutto sbriciolato e di poco sapore con polentina morbida; meglio la frittura di pesce d’acqua dolce (anguilla, rane, ambolina) o il lieve storione in padella con verdure.
E ancora cotechino vaniglia, bollito misto.
Per finire
Formaggi (7-12 euro) o dolci interessanti (6 euro): lo zuccotto, la zuppa mantovana (una variante della zuppa inglese), i gelati di casa con Chartreuse. Pagherete per quattro piatti circa 47 euro, bevande escluse. Menu esposto, coperto abolito, ingresso e parcheggio comodo, bagni alla turca.
Non mancate Savaren, pisarei.

Recensione di Marzo 2016


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