Locanda Monte Fuso da Pini

di Chichibio

10 giugno 2016, 15:56

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    43028 Rusino PR, Italia
  • Località/ Where
    Tizzano
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì
  • Trattoria
  • 43028 Rusino PR, Italia
  • Tizzano
  • Lunedì
a cura di Chichibio

E’ il paese delle patate, sotto il monte Fuso e a pochi minuti da Lagrimone. Una cinquantina di abitanti, strade strette che portano al centro di un gruppo di case in sasso dove, senza insegna, troverete questo indirizzo prezioso.
Se cercate una trattoria semplice e familiare, per intenderci quelle che tutti chiamano “di una volta” e che non si trovano più, dove il cibo è saporito, generoso, magari un po’ pesante, dove il vino è bianco e rosso o poco più, se volete tutto questo e un prezzo onesto, allora è qui ciò che cercate. “Locanda monte Fuso”, ma per tutti è “da Pini”, dove vi accoglie con un sorriso la signora Rita, ma il suo vero nome è Angela.
Vi siederete nella sala interna del camino in pietra o in quella all’ingresso dove c’è il bancone del bar o fuori, tempo permettendo, attorno a un robusto tavolone in legno. Tovaglie gialline e copri macchia bianchi come le vecchie, vissute stoviglie Ginori semplicemente tonde e capienti.
Niente menu scritto: la signora vi dirà cosa propone oggi la sua cucina, se c’è una sedia libera si siederà vicino a voi per spiegarvi meglio e, se come noi avrete ordinato l’antipasto di salumi, vi sgriderà perché “vi rovinano il pranzo”, specie se poi vorrete assaggiare un po’ di tutto.


LA CUCINA, I PIATTI
Si mangiano i piatti della cucina locale, ricchi di condimento, dove patate e funghi (ora porcini secchi) sono la base di ogni cosa. Il prosciutto è decisamente buono e ben stagionato; più modesti la coppa e il salame di tipo industriale; sono invece di stampo prettamente casalingo le cipolle in agrodolce servite in un tegame di terra cotta che le tiene calde.
Ai primi, non perdetevi i tortelli di patate: per il sapore preciso del tubero, marezzato con un po’ di erbette tritate, per la soffice tenuta della pasta, per l’equilibrio del condimento di burro e Parmigiano. Sorprendente è poi la zuppa: pane vecchio reso morbido e condito con salsa ai porcini, pomodoro e piselli a formare un piatto radicato nel passato e nell’uso della cucina povera, in realtà senza tempo, capace ancora di conquistare per la nobile semplicità e la pienezza del sapore. Tagliatelle o sodi gnocchi di patate esauriscono la proposta di primi piatti. Per secondi, hanno preparato le scaloppine ai funghi e gli arrosti: buona la lonza di maiale, discreto il pollo, molto asciutte le costine. Il tutto con crauti e patate al forno.


PER FINIRE
Un ricco piatto di torte secche, la crostata con la marmellata e la ciambella da intingere nel vino bianco. Piccola cantina e l’onestissimo conto, tutto compreso, di 25 euro. Menu non esposto, ingresso e bagno comodo, parcheggio nei paraggi, prenotare sempre.

NON MANCATE
Tortelli di patate, zuppa di pane

Recensione del 9 Giugno.

English version below

This the village of potatoes, below Mount Fuso, a few minutes from Lagrimone. Fifty or so inhabitants, narrow streets that lead to the centre of a group of houses in stone where, with no sign, you can find this precious address.  
If what you're looking for is a simple family trattoria, meaning those that everyone calls “from the good old days” that can't be found any more, where the food is tasty, abundant, perhaps on the heavy side, where the wine is white and red or little more, if that's what you want at an honest price, then it's here you're looking for. “Locanda Monte Fuso”, but for everyone “da Pini”, where La Signora Rita, whose real name is Angela, welcomes you with a smile.  
You take a seat in the dining room with its stone fireplace or in the one at the entrance where the bar counter is, or outside, weather permitting, around a large robust wooden table. Yellow tablecloths and white covers like the old ones, seasoned Ginori plates simply round and capacious.  
No written menu: the signora will tell you what the kitchen is offering today, if there's a free chair she'll sit down near you to explain better and, if like us you've ordered the cold meat starter (antipasto di salumi), she'll give you a good telling off because “you're ruining your meal”, especially if you ask for more.

 
The cuisine, the dishes 
Here you eat local fare, rich in dressings, where potatoes and mushrooms (today dried Porcini) are the basis of everything. The prosciutto (Parma ham) is decidedly good and well seasoned; more modest the Coppaand the industrial type salami; instead the sweet and sour onions (Cipolle in Agrodolce) served in a terracotta dish to keep them warm had a good homemade feel to them.  
Among the first courses, don't miss the potato tortelli: for the precise taste of the tuber, marbled with a little chopped chard, for the soft texture of the pasta, for the balance of the butter and Parmesan dressing. Then the Zuppa di Pane comes as a real surprise: old bread softened and dressed with a sauce of Porcini, tomatoes and peas to make a dish rooted in the past with the use of so-called cucina povera – “poor cooking”, in reality timeless, still capable of winning us over thanks to its noble simplicity and full flavour.Tagliatelle or firm potato gnocchi exhaust the range of first courses. For second courses, they had prepared veal escalopes (scaloppine) with mushrooms and some roast meat: some fine loin of pork (lonza), so-so chicken (pollo), and overly dry ribs (costine). Everything with sauerkraut and oven-roasted potatoes.

 
To finish off  
An abundant plate of tarts, a jam crostata and some ciambella to dunk in white wine. A short wine list and an extremely honest, all-inclusive bill of 25 Euro. Menu not on display, easy-access entrance and toilets, parking nearby, booking essential.

NOT TO BE MISSED 
Tortelli di Patate, Zuppa di Pane