"Podere Miranta"

di Chichibio

05 agosto 2016, 15:05

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Via della Libertà, 54, 43044 Gaiano PR, Italia
  • Località/ Where
    Collecchio
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Mercoledì
  • Trattoria
  • Via della Libertà, 54, 43044 Gaiano PR, Italia
  • Collecchio
  • Mercoledì
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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a cura di Chichibio

Nuova gestione al Podere Miranta che mantiene inalterati i suoi arredi e l’atmosfera intima e raccolta che da sempre gli è propria.
All’interno della bella struttura di architettura contadina sobriamente recuperata e tra i tavoli sotto il portico, ora si muove una gentile e sorridente patronne che ha preso il posto del burbero ed estroso oste di cui restano in eredità alcuni piatti felici. Luci basse, musica non invadente, grandi tavoli di legno con tovagliette di carta paglia, quadri moderni, libri e bottiglie, il camino per le sere d’inverno.
Tutt’intorno i prati di un giardino ben curato e il silenzio della campagna. Piccola carta dei vini, una ventina di referenze, di discreta qualità con bottiglie dal buon rapporto tra qualità e prezzo; servizio premuroso e prodigo di spiegazioni cui si perdona volentieri una qualche lentezza.
La cucina, i piatti
Tradizione moderna con attenzione alla qualità delle materie prime e abbinamenti che ne mettono in risalto le caratteristiche, cotture diligenti, uso di spezie e di molte verdure per preparazioni nel complesso leggere, saporite; un paio di piatti vegani, un paio di piatti di cucina parmigiana.
Nell’attesa degli antipasti (9 euro), il benvenuto della cucina è un morbido caprino condito con erba cipollina e olio gardesano, poi la tartara di Fassona, carne elegante e leggera, con misticanza e pomodorini; la lieve insalata russa vegana, con le verdure
cotte a vapore, su un ricco piatto di verdure crude (carote, peperoni, cetrioli, pomodori...) condite con glassa di mele. E ancora: salumi misti o, piatto “storico”, prugne con foie gras e pancetta.
Sono fuori menu gli gnocchi di patate viola (le dolci vitellotte) e i discreti spaghetti di Gragnano al tonno sott’olio, altrimenti mezzi paccheri con troppa passata di pomodoro che squilibra il piatto e gamberoni argentini. Altri primi (12-15 euro): tortelli d’erbetta o di patate, carbonara vegana, spaghetti con pomodorini e bottarga. Ora non perdetevi lo zigeuner (o zigoiner), piatto tipico tra Engadina e Valtellina: attorno a uno spiedo di legno di faggio si arrotola carne di manzo (o di capriolo e di vitello), pancetta affumicata e si cuoce allo spiedo o sulla griglia. Si prendono le estremità, si srotola la carne coi denti (“ceppo del cannibale” lo chiamava Gian Carlo Godio nella sua “Genziana”) o altrimenti con più “domestici” coltello e forchetta. Qui era un po’ troppo arrostito, ma il sapore deciso e ghiotto -con patate croccanti e insalata. Buona la faraona lardellata e sfumata al brandy; e, ancora, tagliata di bue irlandese; agnello al timo; punta di vitello ripiena; sella di coniglio con taggiasche, capperi, pomodori (12-15 euro).
Per finire
Il tagliere dei formaggi (16 euro) o i dolci (6 euro): panna cotta, crema catalana, sbrisolona, cheese cake, un ricco piatto di frutta di stagione. Quattro piatti (bevande escluse) per circa 44 euro. Menu non esposto, coperto 2 euro, ingresso, bagni, parcheggio comodi, tavoli all’aperto.

(Recensione di giovedì 4 agosto 2016)

English version below