La Buca

di Chichibio

26 settembre 2016, 12:46

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Via Ghizzi, 6, 43010 Zibello PR, Italia
  • Località/ Where
    Zibello
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Martedì
  • Trattoria
  • Via Ghizzi, 6, 43010 Zibello PR, Italia
  • Zibello
  • Martedì
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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a cura di Chichibio

Si è ormai raccontata tante volte la storia di questa bella e famosa trattoria di Zibello, dove da sempre comandano le donne che si tramandano via via, da bisnonna a nipote, l’arte della reggitrice e le ricette storiche di una cucina che non tramonta, perché si basa su buoni prodotti, su un saper fare a lungo rodato che si presenta sempre senza incertezze.
La trattoria è arredata con l’essenziale eleganza di campagna, sale linde e tovaglie candide, ma ora è tempo di stare in giardino, sotto l’ombra confortevole del grande bersò, con gli oleandri fioriti, le sedie e i tavoli di ferro, le luci oscillanti. Vi accoglie come sempre la padrona di casa Miriam Leonardi e, come sempre, invita i camerieri ad accompagnare al tavolo i “ragazzi” o i “giovanotti” che sono appena arrivati. L’accoglienza è di sorniona e smaliziata amabilità, poi c’è l’orgoglio di proporre senza tentennamenti piatti ricchi di burro e Parmigiano, coronati da salse e condimenti, sempre con un sorriso e un gesto educato -e anche in tutto questo credo stia il fascino della Buca.
La cucina, i piatti
Il menu in carta paglia non cambia mai, se non in qualcosa di stagionale proposto a voce. E non cambia mai lo stile fatto di cotture lunghe e pazienti, pasta e dolci fatti in casa con vera maestria e poi materie prime che ormai in pochi cucinano, come la lingua in stracotto coi funghi o il pollo alla cacciatora, le lumache e l’anguilla e piatti altrettanto rari come il timballo di maccheroni in pasta dolce o i cannelloni che qui chiamano “bucaneve”. E sempre i bolliti con mariola, cappone ripieno e zabaione, la zuppa inglese e il cacio bavarese per concludere questa immersione nel ricordo e nel passato del gusto. Passato ben vivo, a cominciare dall’immancabile culatello, che qui bagnano con accortezza nel vino, tagliano a fette sottili ricche di fragranza e profumo e servono con riccioli di burro; altrettanto buona è la spalla cotta calda con mostarda di pere; meno bene la mariola con una punta acida (8-15 euro).
I primi
Ai primi (13 euro), non si sbaglia coi tortelli: pasta setosa, leggera e delicata in armonia col ripieno di zucca alla mantovana (qui i tortelli hanno la coda a caramella) o in quelli d’erbetta dolci di ricotta e Parmigiano. Gli anolini di solo Parmigiano vengono pasticciati con funghi, salsiccia e troppo pomodoro. Poi tagliatelle al culatello, i bucaneve, il timballo di maccheroni. Dolce e leggera l’anguilla in umido coi piselli, buona la punta di vitello al forno (15-20 euro).
Per finire
Il budino con zabaione, la torta di mandorle, la zuppa inglese, il cacio bavarese (6-7 euro) e, sorridendo, ”domani mangerete meno”. Buona cantina, conto per quattro piatti sui 55 euro, bevande escluse. Menu non esposto, coperto 3 euro, ingresso e parcheggio comodi, bagni esterni.

Recensione di giovedì 15 settembre 2016

English version below