La Vecchia Baracca

di Chichibio

05 ottobre 2016, 21:02

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Str. Argine Maestro del Po, 43010 Polesine Parmense PR, Italia
  • Località/ Where
    Polesine Parmense
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì / Mondey
  • Trattoria
  • Str. Argine Maestro del Po, 43010 Polesine Parmense PR, Italia
  • Polesine Parmense
  • Lunedì / Mondey
a cura di Chichibio

In golena, a ridosso dell’argine maestro, si raggiunge la vecchia casa dall’intonaco scrostato prendendo una strada ghiaiata sulla destra, nella piccola discesa che porta al “Cavallino bianco”.
All’ombra dei pioppi, un portichetto in legno con bianche sedie smaltate dietro la casa oppure le salette interne passando dall’ingresso dove si gioca a carte e dove, protetti da una vetrinetta, sono in mostra i salumi e i formaggi.
Quella che ci attende, recita il biglietto da visita, è una “degustazione di prodotti tipici”, e anche qualche piatto cucinato, ma soprattutto è la possibilità di godere di una sosta piacevole, a due passi dal Po, in un ambiente rustico ricreato nello stile di un’antica osteria da un gestore gentile ed entusiasta.
La cucina, i piatti
Pochi complimenti, servizio rapido con le necessarie spiegazioni, nessun menu scritto nè carta dei vini ma tutto è raccontato a voce: sapremo così che i salumi sono preparati da un norcino amico su indicazione dell’oste, poi stagionati come si deve e che tutto è fatto in casa.
Ed ecco allora che arriva al tavolo, apparecchiato con tovagliette di carta paglia, il ricco tagliere dei salumi con ciotola di giardiniera, cipolle, salsa di verdure. L’oste ci dice di una piccola, generica selezione di vini (gutturnio, fortana...) e tra una malvasia piacentina non filtrata e un lambrusco mantovano scegliamo quest’ultimo che macchia la candida scodella in cui viene servito e che, pieno e molto bevibile, non delude le aspettative.
I salumi si mangiano con le mani e senza piatti, con fette di bianca micca, perfetta per la bisogna: discreta qualità nel culatello, superato dalla rotondità ruffiana della culatta; nulla di particolare nel lanzardo (lonza col suo grasso) di cui l’oste va particolarmente fiero; bene invece il dolce e tenero strolghino, la coppa dal sapore maturo, il salame e la pancetta; insignificante la porchetta tagliata molto sottile.
Ora poche cose per completare il pranzo: porzioni generose, sughi abbondanti e non proprio lievi.
Pisarei con denso condimento di sapida pasta di salame, tagliatelle con anonimo sugo ai porcini secchi oppure con striscioline di culatello tenuto morbido e saporito. Costine di maiale all’aceto balsamico o robusti e teneri guancialini di maiale al vino rosso per i più solidi appetiti.
Per finire
Parmigiano reggiano di 26 mesi o crostate varie: di mirtilli, di ciliegie, ricotta e cioccolato, torta al limone, torta sbrisolona. Il caffè si corregge solo con la grappa, poi la gentile offerta di un digestivo.
Pagherete un pranzo completo, in questo posto semplice e accogliente, circa 30 euro tutto compreso. Menu non esposto, coperto abolito, ingresso, bagni e parcheggio comodi.