Trattoria Pane e vino

di Chichibio

13 ottobre 2016, 17:10

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Località Ponte Ceno, 36, 43041 Ponteceno PR, Italia
  • Località/ Where
    Bedonia
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Giovedì
  • Trattoria
  • Località Ponte Ceno, 36, 43041 Ponteceno PR, Italia
  • Bedonia
  • Giovedì
a cura di Chichibio

Ancora un indirizzo tra i nostri verdissimi e, almeno quassù, incontaminati monti. Subito la cortese accoglienza di Marta e Chiara, le patronnes del locale, che si dividono tra sala e cucina, nel classico ambiente di trattoria con all’ingresso il banco del bar e alcuni tavolini, la sala più grande col camino, la televisione, il perlinato di legno a mezza parete, i lampadari, la credenza. Poi, la scoperta di un piatto antico e per me sconosciuto, parte di un menu semplice, casalingo, genuino.
Il prezzo sarà onestissimo e pazienza se la sala è un po’ rumorosa, i tavoli ravvicinati, le tovaglie e i tovaglioli di carta.
Si arriva proseguendo da Bardi per Masanti e fino a Ponteceno risalendo il fiume: appena passato il ponte che porta verso Anzola, ecco sulla destra “Pane e vino”, qualche gradino, due ombrelloni, siete arrivati.
La cucina, i piatti
Programma minimo e non veritiero quello enunciato nel nome della trattoria, in realtà qui ogni giorno si cucinano piatti della tradizione locale, variandoli secondo estro, situazioni e stagione con un’offerta più ricca nei fine settimana.
Le paste e i dolci sono fatti in casa, le carni e le verdure acquistate in loco. Il piccolo menu è scritto a mano e la scelta del vino si fa seguendo il racconto fatto a voce dalla patronne: qualche bottiglia di chianti, barbera ecc. o malvasia, gutturnio, barbera sfusi.
Si parte dall’antipasto (5 euro) di salame, coppa (buona), prosciutto (leggermente salato) e mediocri sott’oli (carciofini e cipolle).
Poi le paste (7 euro) e qui la musica cambia: gnocchi di patate fondenti; piccoli tortelli d’erbetta uno diverso dall’altro, la pasta soffice, il ripieno molto verde come usa quassù; tagliatelle con prosciutto crudo e asparagi; maltagliati coi porcini secchi.
E, soprattutto, le pegae (piegate, in dialetto locale): hanno forma di grossi maltagliati o di corte pappardelle e sono fatte in una sfoglia sottile preparata con farina e acqua ricoperta a metà con un esile strato di crema di farina di castagne e quindi chiusa e pressata a portafoglio con l’altra metà. Condite con la salsa di noci sono ghiotte, leggere, di sapore pieno e convincente: un piatto povero, di antica tradizione ligure-emiliana, da provare.
Ai secondi (9 euro), vitello tonnato e roast-beef; morbido vitello arrosto; discreto brasato di manzo nel taglio della paletta; faraona al forno e croccanti patate fritte.
Per finire
Si chiude il pasto con un gelato industriale al fiordilatte e frutti di bosco o, meglio, con un soffice tiramisù, la sottile torta di mele, la crostata, il semifreddo all’amaretto o il salame di cioccolato.
Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 25 euro, bevande escluse.
Menu non esposto, coperto 1 euro, gradini all’ingresso, bagni comodi, parcheggio nei paraggi.
Non mancate
Le pegae.