«Pane e salame» e ottimo vino per una buona cucina

21 dicembre 2016, 17:01

  • Tipologia/ Food
    Osteria
  • Indirizzo/ Address
    Piazza Ubaldi, 1, 43035 Felino PR, Italia
  • Località/ Where
    Felino
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì e sabato a pranzo
  • Osteria
  • Piazza Ubaldi, 1, 43035 Felino PR, Italia
  • Felino
  • Lunedì e sabato a pranzo
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Nome opportunamente programmatico quello di questo locale nella patria del salame, cui tuttavia proporrei di aggiungere “e vino”. Non perché sia insufficiente la precisazione “enoteca con cucina”, ma perché il patron-cantiniere, quando con fare sornione mesce il vino della casa, propone in realtà un vino raro, frutto di cure antiche e di filari altrettanti antichi che il signor Attilio, patriarca di famiglia, fa ogni anno alla sua vecchia maniera. Un rosso (lambrusco, bonarda chissà cos’altro), rifermentato in bottiglia (questa pratica ora l’hanno scoperta in molti e, con bell’aggettivo, la chiamano ancestrale), scuro e impenetrabile, con una spuma leggera che libera profumi di sottobosco, di muschio, di terra e in bocca si allarga austero e poi vinoso, amaricante per chiudere fresco e con un tocco tannico. Il signor Attilio, che porta con spavalda leggerezza i suoi ottanta e passa anni, la fa più semplice: dice che non sempre gli viene così, che quella era una buona annata e che il suo, in fondo, è solo un vino genuino da bere con pane e salame. Ha ragione e allora ci pensi il figlio cantiniere, perché “e vino” merita di stare nell’insegna del locale. Locale che ha una sua rustica eleganza, particolari curati, atmosfera accogliente, una bella cantina di attenta selezione che spazia nelle regioni italiane, ha una ricca sezione estera, propone numerosi piccoli vignaioli, formati vari, alcune bottiglie non ancora in carta.
La cucina, i piatti
Preparazioni di stampo tradizionale e moderata innovazione con una buona ricerca di materie prime, pane e grissini con lievito madre fatti in casa, come la pasta e i dolci; il salame, sempre di qualità, tagliato in lunghe fette oblique e proposto col pane casalingo per un matrimonio perfetto di profumi e sapori. Nell’attesa degli antipasti (8-11 euro), due fette di strolghino, per stagionatura più simile a un cacciatorino, poi l’ottima pancetta di un amico, l’ottimo prosciutto cotto affumicato e quello di Parma, altrettanto buono. Meno interessanti il tortino di pane raffermo, cipolle di Tropea e pecorino siciliano o la vellutata di zucca con speck croccante e ricotta stagionata. Ai primi (10-14 euro), sono un cavallo di battaglia i cencioni o i grandi paccheri di Giuseppe Afeltra con pasta di salame, ceci, pecorino siciliano. Più tenui gli gnocchi di patate con crema di porri, speck e pasta di salame; poi gli anolini in brodo o una carbonara rivisitata con maltagliati e zafferano.
Tra i secondi piatti (12-16 euro), ecco la carne di Dario Cecchini in tagli di coscia da animali spagnoli: la tagliata e il roast-beef in fette sottili dalla perfetta cottura rosata; tutta da godere la padellata di pollo ruspante con peperone e profumo di limone.
Per finire
Ghiotti cucchiai di crema catalana o di budino al cioccolato con amaretti e uvetta, la crema di zabaione, la torta del giorno (5 euro).
Conto sui 40 euro, bevande escluse. Menu non esposto, coperto 1,50 euro, piccoli gradini all’ingresso, bagni alla turca, parcheggio nei dintorni.