Trattoria "Da Romeo"

12 aprile 2017, 18:33

  • Tipologia/ Food
    Trattoria
  • Indirizzo/ Address
    Strada Provinciale Traversetolo, 185, 43123 Botteghino PR, Italia
  • Località/ Where
    Parma
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Mai / Open seven day a week
  • Trattoria
  • Strada Provinciale Traversetolo, 185, 43123 Botteghino PR, Italia
  • Parma
  • Mai / Open seven day a week
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Trattoria, solo una vera trattoria, con gli arredi immutati nel tempo, gli scaffali colmi di bottiglie e distillati, articoli e riconoscimenti appesi alle pareti. Questo è “Romeo” locale familiare con cucina, gestione, accoglienza familiare. E clienti fedeli che si fermano al tavolo a chiacchierare e la gentilezza di patron e cameriere per supplire a qualche mancanza veniale. La carta dei vini non è disponibile e in compilazione: il patron, che è persona di parola, garantisce della prossima pubblicazione e intanto dalle sue proposte a voce se ne capisce la ricchezza per cui il voto, per una volta, va in fiducia ed è quello dell’ultima visita di cinque anni fa. La grande sala luminosa, per i giorni più caldi anche uno spazio all’aperto, tavoli ben preparati, attento servizio del vino.


La cucina, i piatti
Trattoria, s’è detto, e di tradizione coi piatti dell’uso locale, indulgenza al gusto pieno e rotondo, a porzioni generose, in alcuni casi all’uso galeotto della panna (gran ruffiana della cucina, secondo Mirella Cantarelli che però l’usava nella faraona) o del pomodoro con gli anolini; alcuni classici sempre presenti e lodabile attenzione a non caricare troppo, per quanto possibile, i sughi e i condimenti. E certo è difficile far leggera la polenta fritta, una delle cose irrinunciabili se si mangia qui, perché il suo essere leggermente unta le conferisce un di più di piacevolezza, quasi l’imperfezione in un bel sorriso come un leggero strabismo di Venere, insieme al suo essere sottile, croccante e ancora cedevole. Sarà certo un caso, ma sono i migliori salumi della proposta di antipasto (13 euro) quelli che si abbinano meglio alla polenta fritta: la pancetta, fresca e leggermente aromatica; la rustica cicciolata morbida e appena speziata; il salame. Col pane, è meglio, il discreto prosciutto, la pallida culatta, la spalla cruda col suo grasso profumato. Ai primi (12 euro), i tortelli d’erbetta hanno stregato chiunque passasse di qui: panciuti come da nessun’altra parte, dal ripieno preponderante di ricotta e di piena dolcezza, richiuso in una pasta sfoglia morbida, leggera ed equilibrato condimento di burro e Parmigiano. Stessa, buona sfoglia per le tagliatelle con ragù di culatello, cui un’opportuna aggiunta di zucchine dà gentilezza, ma non riesce a togliere quella nota sapida che hanno quasi sempre i salumi cucinati. E ancora gli ultimi tortelli di zucca, la cui stagione è agli sgoccioli; anolini in brodo o con panna o con pomodoro; pasta e fagioli. Altro classico del locale, i guancialini di maiale teneri e pieni di sapore in un leggero sugo di verdure: nei prossimi mesi, niente sugo di verdure ma preparazione estiva al limone. E ancora (13 euro): coniglio in cacciatora ricca di verdure, punta di vitello ripiena al forno, lieve e tenerissimo roast-beef con sugo caldo.


Per finire
La crostata di marmellata ancora tiepida, la torta al cioccolato, la sbrisolona, la crema al mascarpone, il semifreddo (5 euro). Buoni distillati, le grappe a fuoco diretto di Nicolini (con etichetta simil Levi), la possibilità di chiedere sempre mezze porzioni; il conto per quattro piatti di 45 euro, bevande escluse. Menu non esposto, coperto 2 euro, ingresso con gradini, bagni stretti, parcheggio comodo.


Non mancate
Tortelli d’erbetta.

English version below

A trattoria, a real trattoria, its furnishings unchanged over time, its shelves brimming with bottles and distillates, articles and awards hanging on the walls. This is “Romeo” a family-run eatery with a family-style welcome. And loyal customers who linger at the table to chat, and the kindness of the owner and waitresses compensating for any excusable shortcomings. The wine list is not available and is being compiled: the owner, a man of his word, ensures publication soon and meanwhile from his spoken suggestions we can understand its wealth, so that, for once, the vote of confidence is the same as that of our last visit five years ago. The dining room is large and bright, for the hotter days there is also a space outdoors, the tables are beautifully laid, the wine carefully served.


The cuisine, the dishes
A trattoria, we said, and traditional, with local dishes, indulgence in a full and rounded taste, generous portions, in some cases with the sneaky use of cream (the great scoundrel of the kitchen, according to Mirella Cantarelli, who used it on guinea fowl, however) or of tomato with the anolini; some classics always present and laudable attention not to load on too many sauces and condiments, as far as possible. And it is certainly difficult to lighten the fried polenta, one of the essential things if you eat here, because the fact of it being slightly oily gives a little more pleasantness, almost the imperfection in a beautiful smile like a slight squint, together with its thin, crispy, yet still yielding texture. It will certainly be by chance, but the best cold cuts among the starter offerings (€13) are those that match the fried polenta: the fresh and slightly aromatic pancetta; the rustic cicciolata, tender and just spicy; the salami. Better with bread are the discrete Parma ham, the pale culatta, and the dry-cured spalla with its fragrant fat. As for the first courses (€12), the Tortelli d'Erbetta bewitched anyone passing nearby: chubby as nowhere else, their filling preponderant with ricotta and a full sweetness, closed in a soft puffy pastry, with a lightweight balanced dressing of butter and Parmesan cheese. The same, fine pasta for the tagliatelle with a culatello sauce, refined by a fitting addition of courgettes, but failing to remove that keen note that cooked salami almost always has. And then the last pumpkin tortelli (di zucca), whose season is coming to an end; anolini in a broth or with cream or tomato; pasta e fagioli (beans). Another local classic, tender pork cheek (guancialini) full of flavour in a light vegetable sauce: in the coming months, no vegetable sauce, but a summery preparation with lemon. In addition (€13): stewed rabbit (Coniglio in Cacciatora) rich in vegetables, baked stuffed veal (Punta di Vitello), a mild and most tender roast beef with hot gravy.


To finish off
A still warm jam tart (crostata), chocolate cake, Sbrisolona almond brittle, Mascarpone cream, semifreddo soft ice-cream (€5). Some fine spirits, grappa from Nicolini (with a label resembling Levi), the possibility of half portions; a bill for four courses 45 Euro, excluding drinks. Menu not on display, cover charge €2, entrance with stairs, cramped toilets, convenient parking.


Not to be missed 
Tortelli d'Erbetta.