«Il Casale», buoni piatti di pesce e di terra

06 dicembre 2017, 10:31

  • Tipologia/ Food
    Ristorante
  • Indirizzo/ Address
    Str. Varra Superiore, 11, 43044 Collecchio PR, Italia
  • Località/ Where
    Collecchio
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Lunedì, martedì e sempre a pranzo tranne festivi
  • Ristorante
  • Str. Varra Superiore, 11, 43044 Collecchio PR, Italia
  • Collecchio
  • Lunedì, martedì e sempre a pranzo tranne festivi
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Proprio come dice il nome: un casale nella campagna di Collecchio. Sulla strada che fa angolo col salumificio Giuberti (provate lo spallaccio), che porta al caseificio Gennari (provate il Parmigiano di “solobruna”) quindi a questa struttura contadina perfettamente ristruttura per ospitare un bed&breakfast con piscina estiva e ristorante. La nuova gestione, da luglio, punta decisamente su scelte di cucina moderna in pochi piatti ripartiti in una lista di pesce e in una di terra, con ingredienti selezionati e di qualità. La tradizione solo nei salumi e torta fritta, poi preparazioni in stile creativo con molta attenzione alla presentazione. Sala da pranzo con colonne e soffitti a volta dicono che questa era la stalla: mattoni stuccati, pavimento in resina, atmosfera calda e accogliente. Tavoli moderni in legno, tovaglietta di sughero, bicchieri adeguati ai vini di una carta ridotta, ma buona per qualità e prezzi, costruita attorno ad etichette dalle regioni italiane.
La cucina, i piatti
Dello stile di cucina s’è già detto e allora si comincia con una flute di spumante e una ciotola con gradevole dadolata di branzino, olive e pomodoro confit gentilmente offerta come benvenuto del cuoco; il vassoietto del pane con pagnottine varie e sfoglie secche è fatto in casa e continuamente rinnovato. Tra gli antipasti (12-22 euro) e saltando tra una lista e l’altra, la composizione di astice con porri appassiti e croccanti in zuppetta di barbabietola è ben concepita e armonica, ma tra i sapori quello dell’astice è spento, la sua consistenza ancora tenace e forse la cottura a bassa temperatura non è quella ideale. Qualche incertezza anche nel piatto dei salumi, specie nel culatello che era in fetta piccola e asciutta; meglio il morbido salame e il discreto prosciutto -tutto accompagnato da alcuni pezzi di torta fritta. Altri antipasti: riso Venere con bisque di crostacei e tartare di salmone; sgombro marinato in salsa al mango; pata negra de bellota e mousse di foie gras; vitello tonnato rivisitato. Molto felice la combinazione di fregola sarda, saporita salsiccia e vellutata di dolce peperone rosso in un piatto equilibrato e ghiotto; meno quella tra cavatelli su salsa di broccoli e vongole veraci che non riuscivano ad esprimere il loro sapore marino. Altri primi (10-14 euro): cappellacci di branzino e crema di cozze; zuppetta di mare; gnocchi al ragù di cinghiale e cioccolato; risotto alla zucca, liquirizia, crema di formaggio erborinato. Col polpo su passata di cannellini e spinaci appassiti leggermente piccanti si ripresenta la situazione già vista con l’astice: buona combinazione, ma polpo tenace; meglio il filetto di manzo irlandese cotto con precisione su calibrata riduzione al pepe nero e funghi arrostiti. E ancora (14-23 euro): filetto di ricciola al sale affumicato e purée di patate viola; baccalà mantecato su guazzetto al prezzemolo; arrosto di vitello con salsa alla melagrana.
Per finire
Dolci ghiotti, molto curati (6 euro): un’apprezzabile proposta di frutta d’autunno in varie forme; la torretta ai tre cioccolati con quenelle di zenzero e ananas; la panna cotta con crumble alla confettura d’albicocca e zuppetta d’arancia; la sfera con nocciole, caffè e cioccolata calda. Pagherete circa 52 euro (quattro piatti, bevande escluse). Menu non esposto, coperto 2,50 euro, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Edizione del 9 dicembre 2017

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English version
Just as its name says: a farmhouse in the countryside of Collecchio. On the road which turns the corner at the Salumificio Giuberti (do try their Spallaccio) and leads to the Gennari dairy (try their “Solobruna” Parmesan cheese) then on to this farm building perfectly restored to accommodate a B&B with a summer swimming pool and a restaurant. The new management, here since July, aims decisively at choices of modern cuisine with just a few dishes divided into a list of sea recipes and one from the land, with selected quality ingredients. Tradition comes only in the cured meats and the Torta Fritta (fried dough), then preparations in a creative style with great attention to the presentation. The columns and vaulted ceilings of the dining room say that this was the stable: stuccoed bricks, resin floor, a warm and welcoming atmosphere. Modern tables in wood, cork place mats, glasses adapted to the wines of a list that is limited but good for quality and price, built around labels from the Italian regions.
The cuisine, the dishes
The style of the cuisine has already been mentioned, and then we’re off with, a flute of champagne and a bowl with agreeable diced sea bass, olives and tomato confit kindly offered as a welcome by the cook; the various small bread rolls and pastries are home-made and continuously replenished. Among the starters (€12-22) and skipping from one list to the other, a composition of lobster with leeks (Astice con Porri) the latter blanched but crunchy in a beet soup was well designed and harmonic, but among the flavours that of the lobster was wan, while its consistency was still tough and perhaps cooking it at low temperature is not ideal. Some uncertainty also in the dish of cured meats, especially in the Culatello which came in small dry slices; better the soft salami and the middling Parma ham – all accompanied by some pieces of Torta Fritta. Other appetizers: Venere rice with crustacean bisque and salmon tartare; mackerel (sgombro) marinated in a mango sauce; Bellota Pata Negra ham and a foie gras mousse; veal with tuna sauce revisited (Vitello Tonnato). Very successful the marriage of Sardinian fregola, tasty sausage and silky sweet red pepper in a balanced mouth-watering dish; less so that between the cavatelli in a broccoli and clam sauce that failed to bring out the marine flavour. Other first courses (€10-14): cappellacci filled with sea bass (branzino) and cream of mussels; a seafood soup (Zuppetta di Mare); gnocchi with a sauce of wild boar and chocolate (cinghiale e cioccolato); risotto with pumpkin, liquorice, and a blue cheese dressing (zucca, liquirizia, crema di formaggio erborinato). With octopus on a bed of cannellini beans and spinach blanched and slightly spicy we have a recurrence of the situation already seen with the lobster: good combination, but the octopus was tough; better the Irish fillet steak cooked with precision with a well-gauged reduction of black pepper and roasted mushrooms. In addition (€14-23): fillet of smoked amberjack (ricciola) in salt plus a purple potato purée; some creamy salt cod (baccalà) in a stew with parsley; roast veal with pomegranate sauce.
To finish off
Some mouth-watering desserts, very well presented (€6): an appreciable range of autumn fruits in various forms; the torretta with three kinds of chocolate and a mound of ginger and pineapple; panna cotta with an apricot jam crumble and an orange sauce; the hazelnut sphere (con nocciole), coffee and hot chocolate. You will be paying approximately 52 Euro (four dishes, drinks excluded). Menu not on display, cover charge €2.50, easy-access entrance and toilets, parking nearby.