«Ombra de vin», tutta la tradizione romana

20 dicembre 2017, 17:01

  • Tipologia/ Food
    Ristorante
  • Indirizzo/ Address
    Piazza Giuseppe Garibaldi, 34, 43036 Fidenza PR, Italia
  • Località/ Where
    Fidenza
  • Telefono/ Telephone
  • Chiusura/ Closed
    Tutto martedì, sabato e domenica a pranzo
  • Ristorante
  • Piazza Giuseppe Garibaldi, 34, 43036 Fidenza PR, Italia
  • Fidenza
  • Tutto martedì, sabato e domenica a pranzo
Cucina/ Food
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Cantina/ Wine
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Prezzo/ Price
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Non v’inganni il nome, non pensate d’esser capitati in un’osteria veneta tra «ombre» e «spunciade», questo accadeva una volta. Ora la gestione è cambiata e il rito delle «ombre» è diventato l’«apericena» che qui si celebra con cocktail, tranci di pizza alla pala, sfiziosità varie. Ma soprattutto, col nuovo gestore, il posto è diventato un ristorante di cucina romana di poche proposte, interpretate nel rispetto rigoroso della tradizione. Sulla piazza, di fronte alla fontana, con un ampio dehors e poi l’ingresso coi tavoli accanto al bancone del bar, quindi due sale, tovagliette di carta paglia (di cotone la sera), travi al soffitto, atmosfera tranquilla, gentilezza e cordialità nel servizio. Una piccola carta dei vini di discreta qualità, qualche referenza laziale e prezzi contenuti.
La cucina, i piatti Cucina romana s’è detto e, sottolinea il menu, «d’amore per le ricette di famiglia», dunque proposte curate, secondo l’uso tramandato e il ricordo di casa. I piatti sono abbondanti, sono quelli più noti, ma non per questo meno graditi, pieni di rustico sapore, specie le paste. Si comincia con due tranci di pizza «scrocchiarella» e poi con gli «stuzzicarelli» (4-6 euro): un assaggio di Pecorino romano con frutta e miele; un cartoccio di verdure pastellate e fritte; i supplì di riso, pomodoro e mozzarella in panatura leggera; la cicoria strascinata in padella. Tutto correttamente preparato, ma nulla di particolarmente memorabile. Buone invece, e si sa che le paste sono una specialità della cucina romana, i primi piatti: gricia e amatriciana (i pastori abruzzesi venivano nei pascoli laziali e i romani si sono «impadroniti» di queste loro ricette), carbonara, cacio e pepe. Quest’ultima coi tonnarelli, che sono il formato di pasta perfetto per la preparazione: morbidi, umidi, ben amalgamati con il pecorino romano di 8 mesi e un pepe nero sgarbato. Quindi la carbonara con guanciale croccante e saporito, rigatoni al dente in perfetto contrasto con la morbida crema d’uovo ben marcata e avvolgente col pecorino romano e il solito pepe arrogante. Anche pennette all’arrabbiata, tonnarelli alla gricia, rigatoni all’amatriciana, tagliatelle alla poverella, vale a dire con salsa alla carbonara senza guanciale (7-9 euro). Ai secondi (12 euro), la coda alla vaccinara va prenotata, altrimenti costolette d’abbacchio (l’agnello giovane) a scottadito, invero un po’ tenaci, oppure asciutti saltimbocca alla romana (vitello, prosciutto e salvia) con patate fritte senz’anima che il menu correttamente indica come congelate. Meglio la cicoria strascinata con aglio, olio, peperoncino.
Per finire L’inevitabile tortino al cioccolato o il semifreddo al pistacchio, alla nocciola, ai frutti di bosco (5 euro). Cocktail o distillati e il conto per quattro piatti di circa 30 euro, bevande escluse. Pizza alla pala da 25 a 95 cm circa e da 7,50 a 25 euro. Al momento di pagare, e accortisi che un piatto non era stato gradito, il costo dello stesso viene scontato: «Ci scusiamo, ma vogliamo che i nostri clienti escano sempre contenti». E così è stato. Menu esposto, coperto abolito, ingresso e bagni comodi, parcheggio nei dintorni.

Recensione del 14 dicembre 2017

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English version
Don’t let the name deceive you, don’t think of having stumbled across a typical tavern of the Veneto region between “ombre” and “spunciade”, that was the past. Now the management has changed and the rite of the “ombre” has become an “apericena” [aperitif with food] that is celebrated here with cocktails, slices of pizza, and various titbits. But above all, with the new management, the place has become a restaurant of Roman cuisine interpreted with rigorous respect for tradition and with few offerings. On the square in front of the fountain, a large terrace and then the entrance with the tables next to the bar, then two dining rooms, straw paper place mats (cotton in the evening), beams on the ceiling, a peaceful atmosphere, kindness and friendliness in the service. A small wine list of discreet quality, some from Lazio, and all at affordable prices.
The cuisine, the dishes
Roman cuisine we have said and, the menu emphasizes, “a love for family recipes”, everything prepared with care therefore, in keeping with handed-down customs and a memory of home. The dishes are abundant, are those best known, but no less enjoyable for this, full of rustic flavour, especially the pasta dishes. It all starts with two slices of pizza “scrocchiarella” and then onto the “stuzzicarelli” – the appetizers (€4-6): a taster of Roman Pecorino Cheese with fruit and honey; a cone of battered fried vegetables; rice croquettes, lightly breaded tomato and mozzarella; strips of sautéed chicory. Everything properly prepared, but nothing particularly memorable. Better instead, and it is known that pasta is a speciality of Roman cuisine, the first courses: gricia and amatriciana (shepherds from Abruzzo would wander into the pastures of Lazio and the Romans “appropriated” these recipes of theirs), Carbonara, or Cacio e Pepe. The latter with tonnarelli pasta, a format that is perfect for the preparation: soft, moist, well-amalgamated with the Pecorino Romano cheese of 8 months and a coarse black pepper. Then the Carbonara with its crispy delicious bacon, made with rigatoni “al dente” in perfect contrast with the soft, creamy, prominent and enveloping egg yolk with Pecorino Romano and the usual arrogant pepper. In addition, Pennette All’Arrabbiata, Tonnarelli alla Gricia, Rigatoni all’Amatriciana, Tagliatelle alla Poverella, i.e. with a Carbonara sauce minus the bacon (€7-9). The second courses (€12), Coda alla Vaccinara only with prior booking, otherwise lamb chops (Costolette d’Abbacchio) grilled, a little tough, or some dry Saltimbocca alla Romana (veal, ham, and sage) with some soul-less fried potatoes that the menu correctly tells us are frozen. Better the sautéed chicory with garlic, oil, and chilli.
To finish off
The inevitable chocolate cake or a semifreddo soft ice-cream with pistachio, hazelnuts, or woodland fruits (€5). A cocktail or a distillate and a bill for four dishes of around 30 Euro, excluding drinks. Pizza by the slice 25 to 95cm approximately, from €7.50 to €25. Come time to pay, and aware that one dish had not been appreciated, the cost of it was taken off: “We apologize, but we always want our customers to leave happy.” And so we were. Menu on display, no cover charge, easy-access entrance and toilets, parking nearby.