Partenope - La buona, unica e vera cucina povera alla napoletana

10 giugno 2021, 10:57

  • Tipologia
    Trattoria
  • Indirizzo
    via Traversetolo 193, Botteghino
  • Località
    Parma
  • Telefono
    0521.641861
  • Chiusura
    lunedì
  • Trattoria
  • via Traversetolo 193, Botteghino
  • Parma
  • 0521.641861
  • lunedì
Partenope - La buona, unica  e vera cucina povera alla napoletana
Cucina
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Cantina
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Qualità / Prezzo
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a cura di Chichibio

Hanno accorciato il nome del ristorante, ma la sostanza non cambia e sempre «capricci» o sfiziosità napoletane troverete tra le proposte del piccolo menu -e anche pizze nei fine settimana. La famiglia De Rosa gestisce il locale con gentilezza e cordialità partenopea («Tutto bene dottò? S’accomodi dottore») ora con in prima linea i figli del capostipite Luigi, orgoglioso «friggitore di strada», meritatamente a riposo, ma addetto agli acquisti e pronto a dare una mano quando occorre. Il fritto resta la specialità della casa fieramente rivendicata: «il miglior fritto di Parma», recita con enfasi il biglietto da visita che ricorda come qui si trovi «la nobiltà della cucina povera napoletana». All’ombra delle stuoie cannucciate del dehors, infastiditi un poco dal rumore del traffico di via Traversetolo, tavoli ben distanziati con tovagliette di carta paglia gialla e tovaglioli di carta (coperto 1,50 euro), il menu usa e getta con una piccola lista di vini campani a prezzi contenuti.

La cucina, i piatti
S’è detto cucina povera, ma ricca di sapori semplici, diretti e in porzioni generose dove un pizzico di peperoncino e pomodorini appena schiacciati danno verve e colore senza sovrastare mai la materia prima. Agli antipasti i cartocci conici di carta paglia, i cuppetielli, possono essere di mare (anelli di calamaro, gamberi e acciughe fritte) o di terra (verdure, timballi e quanto passa per la testa del cuoco): si mangiano con le mani, come quando ve li propongono per le strade di Napoli. Altrimenti insalata di mare, alici marinate, polpo con patate; i polpetti alla lucìana (chiamati così perché originari del quartiere di Santa Lucia a Napoli, un borgo di pescatori maestri nella pesca del polpo verace, e dunque senza che ci sia nessuna signora Luciana di mezzo) sono ancora tenaci e con sughetto canaglia, di pomodoro appena piccante, da raccogliere con crostini di pane fritto; sono carnose le cozze semplicemente in impepata. Sono fatti a mano con semola di grano duro rimacinata i sodi scialatielli, qui con basilico, cozze, vongole veraci, pomodoro: un piatto pieno di sapore e leggerezza. Sono ricchi del classico condimento allo scoglio i paccheri marechiaro; sono appena passati in forno gli gnocchi di patate alla sorrentina filanti di mozzarella e Parmigiano con pomodoro leggermente piccante; chiudono le proposte dei primi gli spaghetti alle vongole. Ora tocca al fritto: leggero, morbido e asciutto per anelli di calamari e gamberi, per piccole alici appena croccanti. Altrimenti gamberoni, orate e branzino alla griglia.

Per finire
Dolci di casa: l’inevitabile, tenera pastiera, pasquale e per tutto l’anno, con grano cotto, ricotta, acqua di fiori d’arancio...; la torta caprese di cioccolato fondente e mandorle dal cuore morbidissimo; il babà al rhum, originario della Polonia e diventato napoletano grazie ai «monsù» che lavoravano nelle case dei nobili; le zeppole di San Giuseppe fuori stagione, ma golose per crema pasticcera e amarene. Il limoncello, il caffè offerto. I prezzi: coperto 1,50 euro; antipasti 8-10; primi 8-12; secondi 9-13; dolci 4. Ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate
Il fritto