Antica osteria Del Pellicano, molta scelta stagionale e prodotti locali

08 luglio 2021, 08:39

  • Tipologia
    Osteria
  • Indirizzo
    Via Cella, 31 - Bardi
  • Località
    Bardi
  • Telefono
    0525.71008
  • Chiusura
    Mercoledì
  • Osteria
  • Via Cella, 31 - Bardi
  • Bardi
  • 0525.71008
  • Mercoledì
Antica osteria Del Pellicano, molta scelta stagionale e prodotti locali
Cucina
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Cantina
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Qualità / Prezzo
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a cura di Chichibio

Sulla via che porta al Castello, l’ingresso ad arco, un corridoio e la prima saletta col bancone del caffè, poi la sala col soffitto a volta e la cucina che si intravvede dalla porta. Il dehors è nella corte, ombreggiato e fresco. Gli ambienti e la struttura del locale sono antichi, come è antico il palazzo che lo ospita; la gestione è allegra e sorridente, tutta al femminile, guidata da Sabina Chiappini, cuoca e patronne, che ha saputo dare impulso e nuova vita a questa vecchia osteria. Lo ha fatto con molto talento e seguendo una formula semplice: tutto preparato in casa, il più fresco possibile, coi prodotti locali, di stagione, scelti con cura. Una lista di piatti vasta, generosa, che forse sarà bene ridurre un po’, giocata su preparazioni di tradizione e di cucina moderna, con ponderata fantasia, senza orpelli pseudo gourmet o volontà di stupire. Anche pizza la sera e, pur se qualcosa dovrà ancora essere messa a punto, le aspettative di un buon pranzo, con porzioni abbondanti e prezzo onestissimo, non andranno deluse.
La cucina, i piatti
Tocchetti irregolari, e ora morbidi, ora croccanti, di ghiotta pasta fritta accompagnano i salumi e sostituiscono la nostrana torta fritta. Il prosciutto di Parma ha lunga stagionatura (30 mesi) e sapore intenso, persistente; il tortino di cipolla bianca, pepe nero e sale rosa è molto cremoso, ha qualche pezzetto di pancetta, abbondanti lamelle di tartufo nero della Valceno poco maturo e povero di sapore. E ancora salumi misti; tortino di patate e porri con tartufo e Parmigiano locale; la ricca insalata della casa. Ai primi, un piatto di confine: tra Liguria ed Emilia le famiglie possedevano uno stampo di legno rotondo con un disegno inciso (un tempo in genere una croce, da cui il nome) con cui ritagliare i crocetti, dischi di pasta sfoglia che venivano poi lessati e quindi conditi, di là col pesto di basilico, di qua con sugo di carne e cacciagione, ottimi quelli con la lepre. Al Pellicano la cuoca li propone con un leggero stracotto di manzo che accompagna e sottolinea la setosità lieve della pasta. Buoni anche i tortelli di patate con pasta morbida, ripieno gentile. Per i più golosi, il savarin al riso avvolto in prosciutto crudo o gli anolini pasticciati in cestino di Parmigiano croccante; pappardelle al ragù di cinghiale e tartufo nero a condire tagliolini, tortelli, risotto. Lepre alla cacciatora con verdure, stracotto di cinghiale, un troppo asciutto stufato di capriolo nel capitolo riservato alla selvaggina. Alle carni, grigliata mista, filetti di manzo in vario modo e tagliata, la sempre gradita milanese (senza osso, una scaloppa in realtà), tartara di manzo o di cavallo, cavallo in padella con verdure e tartufo nero sui vari piatti.
Per finire
Molto ricco anche il capitolo dei dolci: tiramisù, soufflé al cioccolato, crepes alle mandorle con zabaione e lamponi, semifreddo all’amaretto, croccante all’arancia con gelato e frutti rossi. Piccola carta dei vini molto variabile e raccontata a voce, servizio sollecito e con molta cortesia. I prezzi: coperto 1,50 euro; antipasti 8-10; primi 8-12; secondi 8-18; dolci 5. Menu esposto, ingresso, bagni comodi, parcheggio nei dintorni.
Non mancate
Crocetti al sugo di stracotto