Podere Miranta da Marco: un nuovo corso tra buona tradizione e leggerezza

26 agosto 2021, 10:06

  • Tipologia
    Ristorante
  • Indirizzo
    via della Libertà 54, Gaiano (Collecchio)
  • Località
    Collecchio
  • Telefono
    0521.309401
  • Chiusura
    lunedì
  • Ristorante
  • via della Libertà 54, Gaiano (Collecchio)
  • Collecchio
  • 0521.309401
  • lunedì
Podere Miranta da Marco: un nuovo corso tra buona tradizione e leggerezza
Cucina
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Cantina
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Qualità / Prezzo
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Un nuovo corso tra buona tradizione, equilibrio e leggerezza

La novità sta in quel «da Marco» che completa l’insegna e ci dice di una nuova gestione al «Podere Miranta», che negli anni ‘90 fu uno dei posti più interessanti della provincia grazie a un oste inventivo e originale. Ora ai fuochi c’è Marco Belmonti che vi si è trasferito dal suo «Re di spade» a Rubbiano. Il «Podere» ha mantenuto e forse, grazie alla patina del tempo, accresciuto la sua quieta, rustica bellezza: un casale contadino risistemato a ristorante nel rispetto dell’architettura originale, il prato verdissimo, piante e siepi che lo circondano. Si parcheggia lungo la strada e si entra a piedi nel vialetto ghiaiato fino al portico dove sono preparati i tavoli dalle gambe tornite e il piano di legno chiaro. Mezze tovagliette, luci discrete, la brezza del fiume poco lontano che mitiga il caldo estivo e dà sollievo. Servizio sorridente e garbato, la focaccia alle olive soffice e dalla crosticina croccante, la carta dei vini con una piccola selezione di vignaioli locali e etichette dalle regioni italiane, spumanti e champagne, prezzi equilibrati. Le croccanti polpette di baccalà come benvenuto della cucina e si comincia.

La cucina, i piatti
Ovviamente l’impronta della cucina è la stessa del «Re di spade» e dunque sapori solidi giocati con leggerezza in equilibrio fra tradizione e sensibilità moderna, sempre con attenta scelta delle materie prime. Lista con cinque/sei proposte per ogni settore del pranzo, non propriamente stagionale, e con alcuni piatti (i pisarei e fasò, i tortelli d’erbetta a caramella con burro e salvia) che rimandano alle radici piacentine del cuoco. Agli antipasti la scelta è tra classica torta fritta e salumi; una robusta scaloppa di foie gras d’anatra; le ormai onnipresenti acciughe del Cantabrico (si può dire che cominciano a stancare?) con l’altrettanto sempre presente burrata; una fresca battuta di carne piemontese al coltello, adagiata su pesto di acciughe, capperi, olive taggiasche, un filo d’olio e pepe se si vuole; il tortino di melanzane che è una lettura leggera della Parmigiana con scamorza affumicata. Ai primi, sono da non mancare i ravioletti con una garbata farcia di patate insaporite dal soffritto di porro, conditi con burro e ricoperti letteralmente da lamelle di tartufo estivo la cui generosa quantità era più scenografica che altro e non suppliva alla carenza di sapore. Buoni anche gli spaghetti al pesto di basilico (dalla cucina garantiscono che è quello dell’orto) arricchiti da alcuni tentacoli di polpo saltato in padella e pistacchi spezzati. E ancora: anolini, ravioli di spalla cotta, ravioli di zucca, orecchiette con melanzane e pancetta. Sono classici del cuoco le lumache alla bourguignonne o la coscia d’anatra con riduzione di arancia e Porto; altrimenti, guanciale di maiale nero in umido, robusto rotolo di maialino ripieno di salsiccia e pistacchi con patate arrosto, costolette d’agnello neozelandese con caponata.

Per finire
Ricco finale con la Tatin di mele, tortino caldo di cioccolato con gelato, zuppa inglese, gelato menta finocchietto liquirizia, delizia menta fragola cioccolato, sorbetto agli agrumi. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 9-15; primi 11-15; secondi 14-18; dolci 6. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate
Ravioli patate, Tatin