Ristorante La Valle: cucina vibrante e contemporanea

09 settembre 2021, 11:43

  • Tipologia
    Ristorante
  • Indirizzo
    La Valle, via Tabiano 95, Siccomonte Fidenza
  • Località
    Fidenza
  • Telefono
    0524.758060
  • Chiusura
    Martedì
  • Ristorante
  • La Valle, via Tabiano 95, Siccomonte Fidenza
  • Fidenza
  • 0524.758060
  • Martedì
Ristorante La Valle: cucina vibrante e contemporanea
a cura di Chichibio

Sulle colline di Siccomonte, lungo la strada che da Fidenza porta a Tabiano, la casa che ospita il ristorante è proprio su un poggio e cattura la brezza leggera che rende lieta la serata. I tavoli all’aperto, ben preparati con mezze tovagliette e un fiore, sono affacciati sul prato costellato di luci con pini e siepi di lauro ceraso. Subito il menu, la piccola carta dei vini mirata su etichette di buona qualità dalle regioni italiane e prezzi miti, il vassoietto con grissini stirati, sottili e croccanti.

La cucina, i piatti  Ai fornelli lavora una giovane coppia: Serena Nullotti ai dolci e Dimitri Harding cuoco e chitarrista che, per amore della cucina, ha messo in secondo piano questa attività. Esperienze significative in ristoranti europei multistellati e poi ritorno a casa a proporre, lo suggerisce il sito web (www.lavallefidenza.it) «una cucina vibrante, contemporanea, con ispirazioni lontane, che mette al centro il territorio, riscoprendo e valorizzando i prodotti locali e la stagionalità degli ingredienti». 
Questi gli intenti e gli obiettivi che vengono quasi sempre largamente centrati grazie alla cura dei particolari, alla padronanza tecnica nelle cotture, all’uso delle spezie che danno risalto a preparazioni tendenzialmente dolci, all’equilibrio tra gli ingredienti. 


In alcuni casi il sapore rischia di smarrirsi: è il caso del branzino marinato al cardamomo con crema di finocchio affumicata, spremuta di olive taggiasche, emulsione di agrumi e coriandolo. Ottima riuscita invece per l’uovo cotto a 63° la cui dolce cremosità è sottolineata dalla salsa di pane tostato, la gola fondente, il tartufo scorzone. Così come per il risotto tirato con precisione a giocare abilmente col profumo agrumato e penetrante del pepe Timut e la forza suadente della toma di pecora Brigasca, un gioiello delle montagne liguri -mentre karkadè e gel di soja abbelliscono il piatto. Elegante e convincente il ragù di coniglio al Porto bianco coi cavatelli fatti a mano, fonduta di timido Castelmagno, semi di canapa. Si perde un po’ lo scampo fiammeggiato tra l’intensità dei paccheri e la bisque di arancia e cumino. Tra le carni guanciale brasato al Porto; l’inconsueta proposta di un taglio di carne trascurato quale è la bavetta di manzo con zucchine e patate. Merita attenzione il piccione d’Anjou dal petto cotto con precisione (rosato e pelle croccante), le coscette a bassa temperature, verdure e emulsione di sesamo e miso: piatto di molto equilibrio, sapore, eleganza. Piaciona e ruffiana è la dolce pancia di maiale che quasi si scioglie con anacardi e sesamo, chutney di albicocche e lime.


Per finire Grande cura nei dessert, pur tendenti ad essere molto dolci: la mousse vellutata (namelaka) col cremoso cioccolato Dulcey e gelato al caffè, meringa e granella di cacao; la crema bruciata al mango con gelato allo yogurt. E ancora: zuppetta di frutta; zabaione al Marsala; cioccolato fondente, frutto della passione, neve yogurt. I prezzi: antipasti 10-13; primi 10-12; secondi 18-20; dolci 6-7. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate: Uovo, piccione.