Da Romeo, il tempo si è fermato al Botteghino: tutta la tradizione in cucina

07 ottobre 2021, 13:01

  • Tipologia
    Trattoria
  • Indirizzo
    Strada Provinciale Traversetolo, 185, 43123 Parma
  • Località
    Parma
  • Telefono
    0521 641167
  • Chiusura
    giovedì
  • Trattoria
  • Strada Provinciale Traversetolo, 185, 43123 Parma
  • Parma
  • 0521 641167
  • giovedì
Da Romeo, il tempo si è fermato al Botteghino: tutta la tradizione in cucina
Cucina
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
Cantina
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
Qualità / Prezzo
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
  • alt text for a img
a cura di Chichibio

Alle porte della città, al Botteghino di Porporano, per i piatti della tradizione e di una cucina di famiglia che resta fedele a se stessa concedendo solo qualche variazione stagionale. Gradini all'ingresso, puntuale controllo della certificazione verde poi la lista dei piatti su fogli singoli e utilizzabili una volta sola, stessa cosa per la carta dei vini. Quest'ultima è ora molto ridotta e si riassume in poche etichette, adatte al tipo di cibo che viene proposto, a prezzi onesti. Gli arredi di sempre nella grande sala luminosa, piante verdi, collezioni di cavatappi, diplomi e riconoscimenti alle pareti, servizio cortese e premuroso.
La cucina, i piatti 
Si viene al martedì per mangiare gli gnocchi secondo una tradizione piacevolmente retrò. Qui inoltre non si teme di utilizzare la panna per condire i cappelletti (chiamano così gli anolini) o per la faraona e dunque, a forza di restare fedeli a quella moda da anni sessanta, ora che molti cuochi ne recuperano l'uso (con attenzione e parsimonia e parlando di crema di latte...) si può affermare che anche la cucina di Romeo è al passo coi tempi – ma sappiamo che non c'è cucina nuova o vecchia, ma solo cucina più o meno buona. Qui si viene anche per mangiare la polenta fritta: in lingotti dorati, croccanti fuori e col cuore morbido, leggermente unti (vi asciugherete le dita), ma ghiotti e alla fine leggeri. Sono perfetti con la pancetta dolce che si scioglie in bocca e sulla polenta. Poi, nel ricco tagliere d'antipasto, prosciutto solo discreto, culatta anonima e corretta come spesso accade con questo salume, fette perfette e lisce di una spalla cotta di quelle piccole e tonde, salame di ancora giovane stagionatura. Non sono disponibili i cappelletti (in brodo, alla panna, asciutti col soffritto) e allora ecco i tortelli di erbetta e di zucca: sono particolari nella forma molto panciuta, avvolti in una sfoglia appena ruvida che si ripiega sulla farcia e fa apprezzare tutta la sua morbida qualità. Dolce il ripieno di erbette e ricotta, più strutturato quello di zucca, conditi con giusta quantità di burro e Parmigiano: sono la firma della cucina. La stessa buona pasta, ma meno rugosa, per le tagliatelle non felici nel condimento di funghi porcini congelati che restano molli, scivolosi. E ancora: pasta e fagioli, tagliatelle con culatello, zucchine, panna. Ai secondi, il guancialino di maiale, in sintonia col caldo ancora estivo, è opportunamente cucinato al limone in buon equilibrio tra morbidezza della carne stuzzicata dalla nota acidula del sugo; il piatto estivo è una felice composizione di roast-beef, vitello tonnato, carpaccio e tartara di manzo. Una giovane lettrice, A.F., segnala la punta di vitello ripiena per morbidezza e buon sapore, pur con una punta di sapidità nel ripieno: l'assaggio le dà pienamente ragione.
Per finire
La coppa di gelato alla crema con molte, troppe amarene Fabbri e loro sugo; le crostate della casa; il semifreddo zabaione, amaretti e cioccolato oppure alla menta oppure al torroncino, la torta di mandorle. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 13; primi  10-12; secondi 13-15; dolci 5. Menu esposto, ingresso con gradini, bagni stretti, parcheggio comodo.
Non mancate
Tortelli, polenta fritta