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Tumore al polmone, nuove cure aumentano la speranza di vita

08 giugno 2019, 11:56

Tumore al polmone, nuove cure aumentano la speranza di vita

Nel nostro territorio si registrano circa 300 nuovi casi all’anno di tumore al polmone. Ad ammalarsi di più, rispetto al passato, sono le donne, anche in conseguenza del fumo. Ma sul piano del trattamento di questa patologia, la ricerca sta facendo notevoli passi avanti.
 «Oggi con l’immunoterapia, infatti, il 25% dei pazienti sopravvive, a distanza di cinque anni dalla diagnosi di tumore al polmone con metastasi. In questo arco temporale, in precedenza, a restare in vita era solo il 5% delle persone. Possiamo però ancora migliorare: l’obiettivo è combinare l’immunoterapia con la chemioterapia» spiega Marcello Tiseo, responsabile del Day hospital oncologico dell'ospedale Maggiore  e professore associato di Oncologia medica del nostro Ateneo. Tiseo è stato fra i relatori del convegno regionale dei giovani pneumologi, appuntamento promosso nella nostra città da Aipo-Associazione italiana pneumologi ospedalieri e organizzato in collaborazione con la Clinica pneumologica dell’Università di Parma.
 «Ci sono poi i farmaci biologici a target molecolare – prosegue Tiseo -: un trattamento che riguarda una piccola quota di pazienti nei quali è presente un’alterazione genetica. Si tratta di farmaci più efficaci, ma che vanno incontro a meccanismi di resistenza che stiamo studiando proprio qui a Parma, grazie ad un progetto finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro». Il convegno dei giovani pneumologi, diventa un’eccellente opportunità formativa. «La pneumologia è una specialità che abbraccia più discipline: il confronto fra i diversi professionisti contribuisce ad elevare la qualità dell’assistenza» sottolinea Pier Anselmo Mori, presidente regionale di Aipo nonché dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Pneumologia ed endoscopia toracica di Parma. «Nella gestione del paziente con problematiche croniche e persistenza di determinati sintomi, come l’affanno, importante è anche la riabilitazione respiratoria» dice Ernesto Crisafulli, ricercatore della Clinica pneumologica di Parma. «Attraverso specifiche metodiche di allenamento, le condizioni di salute possono migliorare notevolmente».
Un focus, infine, sulle polmoniti, «in particolare le forme più severe che, secondo recenti pubblicazioni scientifiche, possono essere curate con una terapia adiuvante a base di cortisone» rileva Paola Faverio, pneumologa dell’ospedale San Gerardo di Monza-Università Milano Bicocca. «L’apporto dell’antibiotico, nei casi di polmonite, resta fondamentale. Ma il cortisone può ridurre i rischi di mortalità».