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I bambini dal sonno perduto che tengono svegli anche i genitori

Difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, incubi e apnee: tutti i disturbi da curare per evitare che continuino anche da grandi

06 novembre 2019, 09:46

I bambini dal sonno perduto che tengono svegli anche i genitori

Il nostro bambino non dorme, piange e noi non sappiamo come fare a tranquillizzarlo. Starà male? Sarà solo un capriccio? Come dobbiamo intervenire? Abbiamo chiesto un parere ad Antonella Mistrali, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. 
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«I disturbi del sonno in età evolutiva rappresentano un argomento di grande interesse in considerazione che l’età evolutiva va dalla nascita alla tarda adolescenza (18 anni). Questi disturbi possono presentarsi in molti modi e avere cause diverse. Quello più frequente nei bimbi della prima infanzia (0/3 anni) e seconda infanzia (3/6 anni) è noto come insonnia e comprende sia la difficoltà ad addormentarsi (cioè ad iniziare il sonno) sia la difficoltà a mantenerlo causa frequenti risvegli e infine difficoltà a riaddormentarsi in autonomia senza all’intervento dei genitori – sottolinea l’esperta -. E’ un disturbo che destabilizza il bambino con conseguenze diurne, responsabile, inoltre, di disturbare anche i genitori, inficiando il clima emotivo familiare. Le conseguenze diurne di un sonno insufficiente o di cattiva qualità possono consistere in sonnolenza e compromissione delle prestazioni cognitive, come difficoltà di attenzione, concentrazione, memoria e quindi difficoltà scolastiche. Può essere presente anche irritabilità o ansia e scarso controllo degli impulsi. Quando il sintomo è isolato e indipendente, le cause, il più delle volte, sono la mancanza di buone regole ambientali e comportamentali. Il primo intervento è però quello di escludere cause organiche, condizioni mediche che sono circa 1/5 rispetto quelle dovute ad altri fattori. Il disturbo del sonno può essere anche sintomo di un disturbo d’ansia o dell’umore in questo ultimo caso il bimbo potrebbe raccontare sogni spaventosi o correlare un disturbo del comportamento. Non esistono ad oggi farmaci specifici in età evolutiva approvati per l’insonnia in età pediatrica, anche se alcuni studi mostrano benefici della Melatonina nell’induzione del sonno e della sua durata».