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San Valentino: poesia, cuore e... mente. Dieci cose (scientifiche) da sapere... sull'amore

Arriva  San Valentino: quando cuore  e mente s'intrecciano.  Perché scegliamo proprio quel partner? Cosa succede al nostro cervello? 

di Anna Maria Ferrari -

12 febbraio 2020, 15:59

San Valentino: poesia, cuore e... mente. Dieci cose (scientifiche) da sapere... sull'amore

Amore come passione, amore come dipendenza, farfalle nello stomaco, sentirsi a casa, protetti. «La mia droga si chiama Julie», titolo di un film di François Truffaut che racconta come una storia di sesso si trasformi in una relazione amorosa. Alle porte c'è San Valentino, allora pensiamo all'amore. Ma cosa ci dice la medicina su questo «universale umano», presente in ogni cultura e in ogni tempo fin da Adamo ed Eva? Esiste una chimica dell'amore? Perché scegliamo un partner invece di un altro, cosa succede quando una persona cattura il nostro sguardo e perché? Per il colpo di fulmine bastano sei millisecondi: ma per farlo durare nel tempo, qual è la ricetta? Amore non fa rima con cuore, meglio guardare il cervello. Tutto sull'amore, quindi: dieci domande per capirne un po' di più  il mistero. 
I SEGNALI DEL VERO AMORE
Gli psicologi parlano di «processo di attaccamento». Cosa vuol dire? Secondo Grazia Attili, psicologa sociale alla Sapienza, quattro sono le domande da porsi: «Con chi mi piace passare il mio tempo e a chi mi piace essere vicino? A chi mi rivolgo quando ho un problema? Chi non sopporto che mi stia lontano e mi manca molto quando non c'è? Su chi sento di poter contare sempre e che farebbe di tutto per me?». Colui o colei a cui pensate nel rispondere a queste domande, è la persona cui siete sentimentalmente legati. 
LE FASI DELLA RELAZIONE
Ognuna di queste risposte, secondo la teoria di John Bowlby, psicologo, medico e psicoanalista britannico, delinea una fase del processo amoroso: l'«effetto di mantenimento del contatto», cioè la ricerca della vicinanza con l'amato/a, si manifesta soprattutto all'inizio di una relazione; l'«effetto rifugio sicuro» diventa importante nella fase successiva e indica l'aiuto reciproco tra i partner; l'«effetto ansia da separazione» è l'indicatore del fatto che il legame di attaccamento si sta compiutamente formando; l'«effetto base sicura» è indispensabile sul lungo periodo: significa, in sostanza, che il partner è come un trampolino da cui ci lanciamo con sicurezza verso nuove esperienze nel mondo, certe che abbiamo un salvagente nella tempesta.
IL LEGAME MADRE-BAMBINO
Per capire i legami di coppia è necessario fare riferimento al legame tra la madre (o la principale figura di accudimento) e il bambino: questa relazione è il prototipo delle relazioni future, come già aveva capito  Freud. 
L'«IMPRINTING»
Non solo: gli etologi hanno dimostrato l'«imprinting», cioè il fatto che i cuccioli cercano e riconoscono una figura «allevante» verso cui dirigere le proprie richieste di affetto e cura.  La madre (non è detto che sia quella biologica) è quella persona che garantisce cure continuative e costanti e tende ad essere una sola. L'«imprinting» si forma attorno al primo anno di vita. In senso filogenetico, amare significa quindi prendersi cura, confortare, proteggere, significato, questo,  che viene traslato nella relazione adulta.
LA COPPIA SCOPPIA
Se la relazione madre-bambino è a senso unico (cioè la madre protegge, il piccolo è protetto: spesso, quando ciò non succede, si profilano disturbi mentali nell'età adulta), il legame di coppia, invece, è biunivoco, cioè i ruoli si possono e si devono scambiare. È la reciprocità la ricetta di una buona relazione amorosa tra adulti.
 SESSO UGUALE DOPAMINA
Quando ci piace una persona, ad agire è la parte più arcaica del nostro cervello. Donatella Marazzotti, docente di Psichiatria all'Università di Pisa, scrive che l'attrazione sessuale è regolata dal cervello «rettiliano», quello che ha un'organizzazione simile ad una parte particolare del cervello dei rettili: lì si concentra la dopamina, un neurotrasmettitore cui si deve la sensazione di eccitazione e che innesca il circuito della dipendenza, come le droghe. 
I processi di cura, invece, hanno a che fare  con la neocorteccia, una parte del cervello molto più recente dal punto di vista filogenetico.
L'ORMONE DELLE COCCOLE
Come avviene il passaggio dall'attrazione sessuale al legame di attaccamento? La natura è straordinariamente intelligente: dopo che i due partner raggiungono l'orgasmo sessuale, c'è un rilascio di ossitocina, neurotrasmettitore che induce a uno stato di calma, al bisogno di contatto fisico e di coccole, e di endorfine, che hanno gli stessi effetti degli oppiacei, cioè inducono dipendenza. Tra l'altro, durante l'allattamento, la suzione del bambino sul capezzolo stimola il rilascio di ossitocina. 
IL PASSO VERSO L'INTIMITÀ
Gli abbracci e l'intimità sono quindi elementi fondamentali per i legami sentimentali: il partner viene associato a questo senso di benessere, funzionale all'amore, all'attaccamento e all'approfondimento emozionale della relazione.
 RESTARE ASSIEME
«Se fare l'amore fa bene all'amore, - scrive la Attili - fare l'amore senza riuscire a trovare nell'altro anche calore e comprensione porta alla fine di un legame di coppia». Capirlo può servire nei legami di coppia: finita la stagione della passione, inizia quella adulta dell'amore. La vita sentimentale si trasforma: la frequenza del sesso può diminuire così come il contatto fisico: ma subentra una interdipendenza emozionale assai più potente, tale da rendere fortissimo il legame.
BASE SICURA
 «Ciascun partner funziona come base sicura per l'altro. Il desiderio sessuale è caratterizzato da minor eccitamento, ma da un coinvolgimento più profondo». Quando si rimane in una perenne fase di innamoramento, vuol dire che il rapporto non funziona. Il passaggio successivo è quello fondamentale nelle coppie che resistono: cioè arrivare a sentire che l'altro c'è sempre per noi, anche se è impegnato in mille faccende della vita. Ci si allontana, ma con la consapevolezza che la base sicura è sempre a disposizione.