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NEUROLOGIA

Fibromialgia nei bambini: una diagsi non sempre facile

06 agosto 2020, 09:55

Fibromialgia nei bambini: una diagsi non sempre facile

Dottore, mi può spiegare cos’è la fibromialgia? Anche  i bambini possono esserne colpiti?

La fibromialgia è  un disturbo complesso, che comporta una alterata percezione del dolore, difficile da diagnosticare anche nell’adulto e che spesso viene sottovalutato, se non misconosciuto.
La fibromialgia primaria giovanile si manifesta prevalentemente durante l'adolescenza ma può esordire anche precocemente intorno ai 5-6 anni. 
Le femmine sono più vulnerabili dei maschi e spesso i disturbi sono presenti anche in qualche altro famigliare.
I bambini, come gli adulti, soffrono di dolori ai muscoli soprattutto al collo e alle gambe, lamentano spesso stanchezza e sudorazione profusa, problemi con il sonno, mal di testa, addominalgie.
Può essere difficile sostenere lunghe camminate, o restar fermi per qualche minuto in piedi; si fa fatica a salire le scale e a volte anche a tenere correttamente in mano la penna o la matita.
Si possono avere molte difficoltà a sostare in luoghi rumorosi e pieni di echi, spesso ci si sente confusi e con la vista offuscata.
I cambiamenti climatici, soprattutto le stagioni fredde e umide, aumentano la frequenza e la gravità dei sintomi così come i cambiamenti ormonali e i periodi di stress fisico.
Tutto questo si ripercuote negativamente sulla vita sociale, le amicizie, le prestazioni scolastiche.
Molto spesso questi disturbi non ricevono la debita attenzione e vengono scambiati per indolenza, pigrizia, paranoia, quando non vengono definiti con più volgari epiteti.
La condizione tipica di chi soffre di fibromialgia è un senso di inadeguatezza, la sensazione di non essere mai capaci di poter fare qualcosa perché basta molto poco a scatenare il dolore.
Fare diagnosi di fibromialgia in età pediatrica può essere difficile, e i criteri utilizzati per gli adulti spesso sono inadeguati.
Quando gli altri esami sono normali, un dolore evocabile con la pressione delle dita, presente da almeno tre mesi in più di tre aree corporee e in almeno cinque gruppi muscolari, che si accompagna a senso di fatica, cefalea, sonnolenza, addominalgie, ansia, deve far sospettare questo disturbo.
Purtroppo non esiste una terapia in grado di far guarire; si può tuttavia mettere in atto un trattamento che aiuta a gestire i disturbi e a migliorare la qualità della vita. Il trattamento deve essere a più mani: il reumatologo può indicare i farmaci appropriati per superare i periodi critici, lo psicologo può condurre una terapia cognitivo-comportamentale per affrontare i periodi di stress psichici, il fisioterapista può aiutare a condurre un’attività fisica adeguata.
Anche il sonno non va trascurato, e i consigli di uno specialista sono altrettanto utili per migliorarne l’efficienza. Farmaci come antidolorifici, antidepressivi, regolatori del sonno devono essere usati con molta cautela e competenza.

Carlo Capone 
Specialista in neurologia e neuropsichiatria infantile del centro medico diagnostico Medisaluser di Parma