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PILLOLE DI SONNO

Scatti e sussulti mentre stai dormendo? È il disturbo comportamentale del sonno

03 settembre 2020, 12:20

Scatti e sussulti mentre stai dormendo? È il disturbo comportamentale del sonno

Ettore è un uomo di 65 anni in pensione. Fino a pochi mesi fa ha gestito con la moglie un’attività commerciale. È indipendente in tutte le attività della vita quotidiana, ha una patente di guida valida, non fuma e non assume alcolici. Beve 1-2 tazze di caffè solo al mattino. In genere va a letto intorno alle 23  e si addormenta in pochi minuti. Si sveglia spontaneamente intorno alle 6  e durante il giorno non lamenta stanchezza o sonnolenza. Negli ultimi anni la moglie ha notato che Ettore parla o muove le braccia nel sonno, come se recitasse un sogno. Una volta è anche caduto dal letto ferendosi alla fronte contro lo spigolo del comodino. Se si sveglia durante tali episodi, il marito ricorda spesso sogni vividi. Questi episodi si verificano più volte nel corso della settimana, in genere nella seconda parte della notte. La moglie riferisce anche che il marito russa nel sonno ma non blocca mai il respiro. Durante la visita al Centro del Sonno il medico nota che il paziente ha un carattere docile e tranquillo, personalità che contrasta con la violenza dei comportamenti notturni e con il contenuto dei sogni spesso angosciosi durante i quali si agita, litigando o fuggendo da qualcuno che gli vuole fare del male. La polisonnografia notturna mostra numerosi scatti e sussulti degli arti ma pochi microrisvegli, frequenti vocalizzazioni e persistenza del tono muscolare durante il sonno REM. L’esame conferma anche che Ettore russa per lunghi tratti della notte ma raramente va in apnea. Viene posta la diagnosi di Disturbo comportamentale in sonno REM (RBD) e iniziata una cura con basse dosi di clonazepam alla sera, terapia che riduce sensibilmente i sogni angosciosi e l’agitazione notturna.
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Ci sarà sicuramente capitato di osservare qualche volta il nostro cane ringhiare, scalciare o simulare una corsa mentre dorme. Se l’animale potesse parlare, racconterebbe che stava sognando di inseguire una preda, litigare con un gatto o allontanare una presenza minacciosa. Anche a noi può succedere di agitarci nel sonno e se veniamo svegliati raccontiamo che stavamo sognando. Tuttavia, quando questi fenomeni si ripetono troppo spesso oppure si manifestano con comportamenti violenti o pericolosi, allora è opportuno indagare la natura del disturbo. 
l'«l'interruttore»
Il nostro cervello è dotato di un sistema di protezione contro i potenziali danni da sogno. Quando entriamo nello stadio REM, il sonno più ricco di sogni, scatta immediatamente un interruttore automatico su tutti i nostri muscoli che restano paralizzati. In questo modo, anche se sogniamo di correre, combattere o volare restiamo immobili perché il nostro corpo non può muoversi. Nel caso di Ettore l’interruttore che nel sonno REM ci immobilizza e ci protegge è difettoso e i comportamenti del paziente riflettono il contenuto del sogno che in quel momento sta vivendo. La recitazione si manifesta in modalità diverse come parlare, urlare, sferrare pugni e calci fino alla possibilità di cadere dal letto. 
forme acute e croniche
La RBD esiste sia in forma acuta che in forma cronica. Le forme acute possono essere causate dalla sospensione brusca di bevande alcoliche in alcolisti cronici oppure da una interruzione troppo rapida di farmaci anti-depressivi. La forma cronica si definisce idiopatica, se non vengono trovate le cause del disturbo, secondaria quando è associata a disturbi neurologici o respiratori nel sonno. La RBD idiopatica che ha colpito Ettore prevale nei maschi di età superiore ai 50 anni. In genere, si tratta di uomini docili e tranquilli che durante la notte diventano sorprendentemente agitati e talvolta violenti. La moglie di Ettore conosce bene il vero carattere del marito e, pur rischiando di ricevere qualche pugno nel sonno, non ha mai abbandonato il letto coniugale. 
le terapie
La RBD idiopatica può precedere di molti anni la successiva comparsa di un morbo di Parkinson. L’associazione tra RBD e parkinsonismo è spiegabile perché le due patologie condividono gli stessi interruttori cerebrali che regolano il tono muscolare, sia in veglia che in sonno. Non potendo al momento entrare nel cervello di Ettore e cambiare il fusibile guasto, dobbiamo provare a rendere i suoi sogni meno turbolenti e angosciosi ricorrendo a dosaggi quasi omeopatici di una particolare benzodiazepina (clonazepam) da assumere prima di andare a letto. In alternativa si possono somministrare alte dosi serali di melatonina. La terapia farmacologica non guarisce la malattia ma attenua drasticamente l’agitazione notturna. Da quando ha iniziato la cura, Ettore continua a parlare qualche volta di notte, presenta ancora occasionali scatti nel sonno, ma nel complesso i sogni angosciosi e gli episodi maggiori sono diventati meno frequenti e meno intensi.