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Quei super batteri resistenti ai farmaci

Carlo Calzetti, infettivologo:  «Dall'epidemia di Citrobacter  alla legionella e allo pneumococco, come difendersi»
 

di Anna Maria Ferrari -

23 settembre 2020, 11:07

Quei super batteri resistenti ai farmaci

Innocui, silenziosi, asintomatici. Ma anche capaci di scatenare gravi malattie e sempre più ribelli agli antibiotici. I batteri sono normalmente presenti nelle persone sane.  Eppure possono trasformarsi in agenti patogeni quando le nostre difese immunitarie sono abbassate. L'Organizzazione mondiale della salute (Oms) ha stilato l'elenco  dei batteri più pericolosi per l'uomo. Sono 12, classificati in base alla loro resistenza agli antibiotici, al numero di morti che causano, alla frequenza delle infezioni dentro e fuori dagli ospedali. 
Ne abbiamo parlato con Carlo Calzetti, infettivologo dell'unità operativa di Malattie infettive ed epatologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

TRAGEDIA CITROBACTER
Non dobbiamo combattere solo con i virus, anche con i batteri. Recente è l’epidemia da Citrobacter nella Terapia intensiva neonatale all’Ospedale di Verona (9 neonati con patologia invasiva, 4 deceduti, 91 positivi già nel 2017). Di che batterio si tratta e dove si trova?  «I batteri del genere Citrobacter sono diffusi nel suolo, negli alimenti, nelle acque e sono colonizzanti l'intestino degli esseri viventi. 
Nell'uomo provocano infezioni delle vie urinarie specie a causa di cateterizzazioni, ma possono provocare anche infezioni addominali, dei tessuti molli od osteomieliti. Di particolare gravità le infezioni a carico di neonati prematuri (come nei casi di Verona) con setticemie, meningiti ed ascessi cerebrali. La trasmissione generalmente avviene attraverso mani non lavate od utilizzo di presidi non sterili».

ALLARME ACINETOBACTER
L'Oms ha lanciato un allarme per  l’Acinetobacter Baumannii: che tipo di infezioni provoca, come ci si infetta e come si combatte? 
«Acinetobacter baumannii è classificato dall'Oms nella categoria 1 (critica) dei batteri sottoposti a sorveglianza. Il batterio è diffuso nell'ambiente e spesso colonizza le specie animali e l'uomo. Le infezioni da Acinetobacter riguardano maggiormente  infezioni correlate all'assistenza in ambito ospedaliero, soprattutto perché in questo contesto si presenta con carattere di multiresistenza agli antibiotici».

FAMIGLIA PERICOLOSA
 Altra famiglia di batteri assai rischiosa: la Pseudomonas aeruginosa. Cosa ci può dire? 
«Le stesse considerazioni formulate per Acinetobacter baumannii, con la differenza che è molto più diffuso in patologia umana, con infezioni a carico di quasi tutti gli organi ed apparati. Anche per Pseudomonas l'interesse riguarda i ceppi multifarmaco resistenti».

APPELLO A VACCINARSI
 Il 54% dei ricoveri in nei reparti di Malattie infettive degli ospedali, secondo uno studio del Cnr, è dovuto ad infezioni batteriche: come ci si può proteggere?  
«Per alcuni batteri (pneumococco, meningococco, haemophilus) esistono vaccini molto efficaci ed indicati in alcune fasce d'età o condizioni a rischio. Per le infezioni batteriche in generale la migliore difesa consiste nelle buone pratiche igieniche (in particolare il lavaggio delle mani) e cliniche e sul corretto utilizzo degli antibiotici».

IGIENE INDIVIDUALE
Ci sono altre famiglie di batteri da cui bisogna particolarmente guardarsi? 
«In generale tutti i batteri possono essere di per sé o diventare patogeni a seconda della carica o del luogo dove vengono introdotti. Le norme di igiene individuali, dei cibi, le vaccinazioni e l'utilizzo adeguato e non indiscriminato degli antibiotici sono gli elementi di base per una buona prevenzione».

INFEZIONI OSPEDALIERE
Spesso ci si ammala proprio in ospedale: quali sono le infezioni più frequenti?
 «Quelle a carico delle vie urinarie, ma le infezioni possono riguardare tutti gli organi od apparati, specie in contesti di manovre invasive o di utilizzo di dispositivi come respiratori, cateteri o protesi. Le infezioni correlate all'assistenza non potranno mai essere eliminate del tutto perché rientrano nelle possibilità accettate come effetto indesiderato di ogni ospedalizzazione: le buone pratiche cliniche servono per ridurre a percentuali accettabili la loro incidenza».

OCCHIO ALLE DOCCE
A Parma, circa tre anni fa,  ci furono decine di casi di legionella: può fare il punto su questo batterio? 
«Si tratta di batteri che vivono nell'acqua. Se sussistono condizioni favorevoli (circuiti idrici poco utilizzati o con cattiva manutenzione) tali microrganismi possono formare, in coabitazione con parassiti come le amebe, lo stato di biofilm con alte cariche batteriche quiescenti. Se tali circuiti (docce, condizionatori, torri di raffreddamento, vaporizzatori) vengono attivati, i batteri presenti vengono emessi in aerosol ed essere inalati determinando polmoniti con esiti gravi specie in soggetti immunodepressi».

ABUSO DI FARMACI
Resistenza antibiotica: che cos’è e da cosa è causata?
 «Alcuni meccanismi attraverso i quali i batteri resistono all'azione degli antibiotici sono presenti in natura, mentre i batteri stessi possono acquisire e scambiarsi tra loro meccanismi di resistenza in seguito al contatto con gli antibiotici. Un denominatore comune, anche se non il solo, di tutto ciò è l'utilizzo inadeguato degli antibiotici: per indicazione, per dosaggio o modalità di somministrazione o per durata eccessiva della terapia. I meccanismi vanno da modificazioni del bersaglio dell'antibiotico all'impedire il suo ingresso nella cellula batterica oppure ad accelerarne l'espulsione fino al modificarne la struttura da renderlo inattivo, e tanti altri meccanismi ancora».

LE BUONE PRATICHE
Ci sono azioni da compiere a casa per difenderci dalle infezioni batteriche?
 «Fondamentale è la buona igiene personale e dell'ambiente (compresi i condizionatori e tutti gli erogatori di acqua che possono avere condizioni di ristagno). Oltre al lavaggio dei cibi freschi è importante la loro conservazione, come indicato dalle etichette, e soprattutto fare attenzione ai cibi riscaldati, che devono raggiungere temperature adeguate (più di  60°) dappertutto, cioè non devono esserci parti riscaldate e altre no. Regola d'oro contro i batteri resta il lavaggio delle mani. 
 

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