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Menisco, punto debole del ginocchio

 L'ortopedico Adravanti: «Lesioni molto frequenti, come e quando bisogna operare»

di Isabella Spagnoli -

28 settembre 2020, 11:26

Menisco, punto debole del ginocchio

Il ginocchio è una delle più grandi articolazioni del nostro corpo, una delle più complesse ed è anche la più vulnerabile al danno. Le lesioni meniscali sono tra le più comuni del ginocchio. E’ dunque molto importante saperle riconoscere per attuare da subito i comportamenti più corretti per evitare un peggioramento della situazione. Cominciamo però a comprendere cosa sono i menischi e soprattutto a cosa servono. Lo spiega il dottor Paolo Adravanti, responsabile del dipartimento di Ortopedia della Casa di Cura Città di Parma. 
 LESIONI FREQUENTISSIME
«I menischi presenti all’interno del ginocchio sono due strutture composte di fibro-cartilagine a forma di “C”. Il menisco interno viene detto mediale e quello esterno laterale e hanno uno stretto collegamento con i tessuti capsulari periarticolari . La loro funzione è quella di fungere come ammortizzatori tra femore e tibia, aiutando a ridurre i carichi sulle cartilagini del ginocchio, garantendo, nello stesso tempo, la stabilità dello stesso. Le lesioni meniscali sono le più frequenti nel campo dell’ortopedia e se trascurate possono provocare danni importanti alle altre strutture articolari».
GIOVANI E ANZIANI
 Adravanti spiega che le lesioni meniscali possono essere di duplice origine. «Le prime definite traumatiche, tipiche del paziente giovane sportivo, sono provocate da distorsioni o traumi diretti al ginocchio che determinano la rottura di un tessuto meniscale sano – spiega Adravanti -. Abbiamo, poi, le lesioni degenerative (che sono quelle più frequenti) legate all’usura del tessuto e coinvolgono pazienti più avanti negli anni. In questo contesto, causa il tessuto degenerato, può sopraggiungere, con facilità, una rottura dello stesso, poiché, quest’ultimo, è meno resistente a livello meccanico». 
 GLI ESAMI
Lo specialista spiega che la diagnosi clinica meniscale, avviene attraverso l’esame obiettivo poi confermato dalla risonanza magnetica. «Molti pazienti si presentano dagli specialisti con la risposta della risonanza magnetica che segnala la rottura meniscale - aggiunge -. Non vi è, però, una stretta correlazione fra quest’ultima con la realtà del quadro clinico del ginocchio. Molte volte, soprattutto nei pazienti anziani, il tessuto si presenta degenerato e la rottura meniscale è la conseguenza del tessuto logoro. Non è, però, significativa dal punto di vista clinico e spesso non vi è un preciso indirizzo chirurgico». 
LE TERAPIE
La terapia per la lesione meniscale traumatica è quasi sempre chirurgica. «Soprattutto se il paziente è giovane è assolutamente necessario tentare di salvare a tutti i costi il menisco. A questo proposito è importante sottolineare come certe volte sia necessario sostituire il tessuto meniscale asportato o danneggiato con trapianti meniscali (sintetici o da donatore). Viceversa, quando si tratta di tessuto degenerato, l’indicazione è, o l’astensionismo o l’asportazione di parti di tessuto meniscale logoro. In questo caso però, il chirurgo deve fare molta attenzione ad asportarlo poiché questo accelera l’usura delle cartilagini articolari. Occorre essere molto coscienziosi nel valutare se ci sono delle cause che hanno creato questa lesione degenerativa (per fare un esempio: squilibri meccanici dell’arto inferiore, usura da sovraccarico ponderale o usura in quei pazienti che hanno praticato molta attività sportiva). Molta attenzione dunque nel procedere chirurgicamente su questi pazienti che hanno lesioni meniscali di tipo degenerativo poiché a volte si rischia di peggiorare la situazione».
 Paolo Adravanti elenca poi i più comuni sintomi della lesione mensicale: dolore, gonfiore, impossibilità di muovere il ginocchio e in alcuni casi blocco articolare (il ginocchio non si estende). In questi casi occorre rivolgersi immediatamente allo specialista.