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Vaccini del bimbo. Quelli indispensabili

I consigli di Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria a Parma. Obbligatori o solo raccomandati, comunque è certo: allenano  il sistema immunitario. Ecco tutte le vaccinazioni e da quali malattie proteggono i nostri figli

di Antonella Cortese -

02 febbraio 2021, 09:15

Vaccini del bimbo. Quelli indispensabili

Vaccino sì, vaccino no, questo è il problema? Sin dall’inizio della sua storia avvincente costellata di atti eroici, eclatanti fallimenti, strabilianti risultati, dibattiti politici ed etici, il vaccino ha arricchito la letteratura della medicina moderna riuscendo a debellare per sempre alcune malattie contagiose come il vaiolo - che dal 1979 non vede più casi - e che solo negli anni ‘60 aveva causato la morte di quasi 2 milioni di persone all’anno. La parola «vaccino» si riferiva sia al vaiolo dei bovini (vaiolo vaccino), sia al pus ricavato dalle pustole grazie al quale nel 1796 il medico inglese Edward Jenner, dopo averlo inoculato in un ragazzo di 8 anni, inaugurò l’era della prevenzione vaccinale. Ma è proprio ai giorni nostri, complice anche il Covid-19, che si alza il grido di allarme della professoressa Susanna Esposito, ordinaria di pediatria dell’Università di Parma, che lamenta una drammatica riduzione delle coperture vaccinali a tutte le età. Nei bambini, nei primi due anni di vita, ci sono ritardi di 3-6 mesi nelle sedute programmate, mentre negli adolescenti le coperture vaccinali per le dosi di richiamo sono calate di oltre il 10%. Con il risultato che tutti gli sforzi profusi in questi anni per alzare le coperture vaccinali in età pediatrica stanno andando in fumo, con rischi gravi nell’immediato futuro. Ma quali sono i vaccini più diffusi e da quali malattie ci proteggono?

1. Esavalente nel primo anno d'età
 
Un vaccino molto importante che viene somministrato nel primo anno di età è l’esavalente. Protegge da: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo b. La difterite è una malattia batterica mortale nel 5-10% dei casi, anche in presenza di terapia, trasmessa principalmente per via aerea. E’ causata dall’azione di una tossina che può agire sul tessuto cardiaco, sui reni, sul fegato, sul sistema nervoso, causando danni anche permanenti. Il tetano è una grave malattia batterica, causata da un bacillo presente nell’ambiente, che può penetrare attraverso ferite e che produce una tossina che agisce sulle terminazioni nervose, provocando spasmi muscolari incontenibili. La poliomielite è causata da un virus che, dopo avere provocato un’infezione a livello intestinale, può localizzarsi nel sistema nervoso, causando la paralisi di uno o più arti e/o dei muscoli respiratori. L’epatite B è un’infezione del fegato causata da uno dei virus più infettivi al mondo. Si trasmette attraverso il contatto con sangue o con altri liquidi biologici infetti o da madre infetta a figlio durante la gravidanza. Spesso non si presenta con una sintomatologia definita ma può andare incontro a cronicizzazione, con conseguenze quali epatite cronica attiva, cirrosi epatica, cancro del fegato, che si manifestano a distanza di molti anni.

2. Contro la meningite batterica
 
E’ incluso nell’esavalente anche il vaccino contro l’Haemophilus influenzae di tipo b, batterio in passato responsabile della maggior parte dei casi di meningite batterica nei bambini sotto i 2 anni, spesso con conseguenti danni permanenti (sordità, ritardo mentale, epilessia), prima dell’introduzione del programma nazionale di immunizzazione dei nuovi nati e del raggiungimento di una copertura vaccinale superiore al 95% che ha permesso il crollo del numero di casi. «Anche la pertosse può essere davvero pericolosa, soprattutto nei bambini con meno di 1 anno. – spiega la professoressa Esposito – E’ una malattia infettiva di origine batterica, contagiosa, che colpisce bambini , adolescenti e adulti. Proprio negli adolescenti e negli adulti la pertosse viene diagnostica spesso con un ritardo di oltre 3 settimane dall’esordio della malattia, perché i sintomi sono meno gravi, con la conseguenza che la malattia viene trasmessa rapidamente in famiglia e, in generale, nella comunità». Caratteristici della pertosse sono gli accessi di tosse convulsiva, cui segue nei più piccoli un periodo di apnea più o meno prolungato e vomito. Nei neonati possono presentarsi complicazioni a carico del sistema nervoso (encefalopatia), con possibili danni permanenti. Altre complicazioni possono essere laringiti, broncopolmoniti, convulsioni.

3. Morbillo, parotite, rosolia
La vaccinazione trivalente morbillo-parotite-rosolia (MPR), introdotta in Italia nel 1999 nel calendario nazionale delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, con somministrazione della prima dose per i bambini tra i 12 e i 15 mesi di vita e una seconda dose all’età di 5-6 anni. Il Morbillivirus, che causa il morbillo, si trasmette per via aerea attraverso le secrezioni di naso, bocca e gola e presenta un’elevata contagiosità che inizia 2-3 giorni prima dell’eruzione cutanea e continua per circa 5 giorni dal suo inizio. Può essere letale quando subentrano complicanze respiratorie e neurologiche. Anche la parotite è trasmessa per via aerea; si manifesta solitamente con una caratteristica tumefazione delle ghiandole salivari ma può essere in forma asintomatica nel 30% dei casi. Può determinare importanti conseguenze a carico dell’udito: infatti, è la prima causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita. Ulteriori possibili complicanze sono: pancreatiti, meningo-encefaliti, tiroiditi, pericarditi, nefriti e, nei soggetti in età adolescenziale e adulta, infiammazione degli organi della riproduzione. La rosolia si trasmette per via aerea e in età infantile ha generalmente un andamento benigno, anche se non sono rare le complicanze (miocarditi, pericarditi, epatiti, sordità, infiammazioni del sistema nervoso). L’infezione contratta in gravidanza, invece, può essere causa di aborto o di gravi anomalie fetali.

4. Papillomavirus
 
Una delle conquiste vaccinali piuttosto recenti è quella contro il papillomavirus umano (HPV), virus scoperto dal medico tedesco Harald zur Hausen che fu premiato con il Nobel per la Medicina nel 2008. E’ una vaccinazione molto importante per la salute della donna per prevenire il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero) e le lesioni pre-cancerose. Si stima che oltre l’80% delle persone sessualmente attive si infetti nel corso della vita, pertanto è consigliabile somministrare il vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali. Sebbene molto spesso sia un’infezione di natura transitoria e priva di sintomi evidenti, talvolta può manifestarsi attraverso lesioni benigne delle mucose o della cute. In casi più rari, può determinare l’insorgenza di forme tumorali e condilomi genitali. Dal 2008 la Regione Emilia-Romagna offre gratuitamente la vaccinazione anti-HPV alle ragazze nel dodicesimo anno di età. Successivamente l’offerta è stata estesa anche ai ragazzi di 12 anni a partire da quelli nati nel 2006. Dal 2019 l’offerta è stata ulteriormente ampliata a tutte le ragazze maggiorenni fino ai 26 anni di età in quanto per le donne l’incidenza di infezione è più alta intorno ai 25 anni, mentre per gli uomini resta elevata anche nelle età successive.

5. Vaccini e gravidanza
 
Vaccinarsi in vista di una gravidanza è importante per evitare quelle infezioni che possono causare conseguenze sia per la donna che per il nascituro. Tra le malattie più pericolose la rosolia può causare aborto o malformazioni gravi nel neonato (malformazione cardiaca, cecità, sordità, ritardo mentale) e risulta particolarmente rischiosa se contratta durante il primo trimestre della gravidanza. Il morbillo presenta rischio di aborto spontaneo, di parto pretermine e di parto di feto nato morto, oltre a mettere in pericolo la vita della futura madre se provoca un‘encefalite o una polmonite. La parotite potrebbe aumentare il rischio di aborto spontaneo. La varicella provoca nella donna incinta complicanze molto più frequenti che nel bambino, quali polmonite, infezioni batteriche, meningite o encefalite, e se contratta nella prima metà della gravidanza, potrebbe causare malformazioni congenite con gravi lesioni della pelle, delle ossa, degli occhi e del cervello. E’, quindi, estremamente importante che le donne in età fertile si vaccinino, almeno un mese prima della gravidanza, se non hanno contratto queste infezioni. La pertosse, se contratta dal bambino nei primi mesi di vita, può essere molto grave e persino mortale, quindi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi che proteggeranno il bambino in attesa dell’esavalente. Infine, l’influenza stagionale può portare a complicazioni respiratorie gravi, alla donna soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto e nei neonati e nei lattanti nei primi 6 mesi di vita.
a.c.