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Il «melasma»

Come «lavare» una macchia. Soprattutto se ti colpisce il viso

di Isabella Spagnoli -

03 febbraio 2021, 11:11

Come «lavare»  una macchia. Soprattutto se ti colpisce il viso

Il melasma, chiamato nelle donne in gravidanza «cloasma gravidico», consiste in un’iperpigmentazione localizzata della cute che si manifesta solitamente a livello di guance, fronte, regione periorale.

 «Può presentarsi come un insieme di macchie di colore dal marrone chiaro al marrone scuro, oppure come una chiazza singola più estesa dai contorni irregolari  -  spiega la dermatologa Francesca Aimi -  Consiste in un accumulo di melanina nelle zone del viso “ormono-sensibili” : i melanociti che in seguito ad un’alterazione dei meccanismi di sintesi, producono in tali sedi una quantità sovrabbondante di pigmento melanico». 

L’esperta spiega che le cause che stanno alla base dell’alterazione della sintesi della melanina non sono ancora del tutto note. Sono stati identificati fattori che possono costituire “l’innesco” necessario allo sviluppo di questa forma di discromia: «Squilibri ormonali: gravidanza, allattamento, alterazioni tiroidee; farmaci (pillola anticoncezionale, terapie ormonali sostitutive, antiepilettici); ereditarietà (alcuni studi hanno individuato una propensione alla comparsa del melasma in pazienti con familiari che hanno già avuto questo disturbo); utilizzo di cosmetici allergizzanti (prodotti di scarsa qualità o contenenti profumi possono facilitare la comparsa di queste macchie iperpigmentate sul volto in seguito solitamente all’esposizione ai raggi UV) ed esposizione al sole (i raggi UV stimolano la produzione di melanina, per questo motivo il melasma tende ad accentuarsi durante la primavera e l’estate per poi attenuarsi in autunno e inverno)».

 Aimi spiega che il melasma colpisce soprattutto le donne (in circa 90% dei casi) e rappresenta un disturbo esclusivamente di natura estetica, senza alcuna conseguenza patologica sulla persona. 
«Nella maggior parte dei casi, il cloasma gravidico tende a scomparire da solo entro un paio di mesi dal parto. Nel caso in cui questo inestetismo persista nel tempo si consiglia a livello domiciliare di: utilizzare creme con fotoprotezione 100+spf o 130+spf in caso di esposizione solare e nella cura serale della pelle prodotti depigmentanti contenenti ad esempio acido glicirretinico, acido zelaico, acido retinoico, tretinoina, acido glicolico». 
Aimi sottolinea che è molto importante effettuare una consulenza specialistica dermatologica per lo studio della profondità del melasma mediante luce di Wood e la valutazione di  eventuali trattamenti medico-estetici ambulatoriali appropriati. 

«Tra questi si consigliano solitamente il peeling medio-profondo ad azione depigmentante capace di stimolare il rinnovamento cellulare  e quindi di ringiovanire la pelle ed eliminare gradualmente le macchie. Nello specifico esistono peeling capaci di agire all’origine del problema, cioè sul melanosoma, inibendo il processo di melanogenesi e bloccando la produzione di melanina per un lungo periodo di tempo. Utile inoltre i biorivitalizzanti iniettivi a base di acido ialuronico e peptidi biomimetici ad attività schiarente ed illuminate e trattamenti laser».