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PILLOLE DI SONNO

Dormi poco e non ti passa? Può essere la tiroide «al rallentatore»

L'ipotiroidismo, oltre a sbalzi di umore e stanchezza, influisce sulla qualità del sonno. A volte sono gli squilibri ormonali a concorrere all'insonnia 

25 febbraio 2021, 18:34

Dormi poco e non ti passa? Può essere la tiroide «al rallentatore»

Rita è una segretaria d’azienda di 38 anni che ha consultato diversi medici per una persistente difficoltà a dormire. Va a letto alle 22,30, si alza alle 6,30, ma è già sveglia dalle 4,30. Durante il giorno non si concede sonnellini nonostante si senta stanca e svogliata. Ha provato a praticare attività fisica prima di recarsi al lavoro ma ha rinunciato per mancanza di energia. Su prescrizione medica, ha assunto diversi farmaci (zolpidem, zopiclone, clonazepam, amitriptilina, acido valproico lorazepam, levomepromazina) ma senza sostanziali miglioramenti sulla qualità del sonno. Inoltre, pelle secca, perdita di capelli, unghie fragili, irregolarità mestruali e frequenti mal di testa si accompagnano a dislipidemia e ad un aumento di peso (circa 10  chili  in due anni). 

Portatrice di un adenoma ipofisario, viene sottoposta a una ecografia della tiroide che mostra un piccolo gozzo con ipotiroidismo. La polisonnografia notturna evidenzia una riduzione del sonno profondo e un incremento della veglia in assenza di eventi respiratori significativi. Dopo diversi aggiustamenti terapeutici e con il monitoraggio continuo dello specialista di endocrinologia, la somministrazione di una terapia sostitutiva (ormone tiroideo) ha migliorato sensibilmente il sonno di Rita, rendendola più vigile ed energetica durante il giorno con conseguente calo ponderale, normalizzazione del colesterolo e regolarità del ciclo mestruale.

ORMONI E RIPOSO
Da sempre, uomini e donne hanno sperimentato il delicato intreccio fra sonno e ormoni. Il ciclo mestruale femminile è spesso accompagnato da sbalzi di umore con inspiegabili periodi di irritabilità e insonnia a ridosso delle mestruazioni. Nei pazienti diabetici, la caduta della glicemia sotto i valori normali, in caso di digiuno o sovradosaggio di insulina, causa sonnolenza per la scarsa affluenza di zuccheri alle cellule cerebrali. Nei grandi russatori, le apnee notturne inibiscono l’ormone che controlla la diuresi con conseguenti numerosi risvegli per andare in bagno (nicturia). La carenza di melatonina, ormone che viene inibito dall’esposizione alla luce, ritarda l’addormentamento e rende fragile il sonno. La storia di Rita conferma il noto rapporto tra funzionalità tiroidea e qualità del sonno e ci ricorda che non è opportuno insistere con l’assunzione di farmaci ipnotici quando questi si dimostrano inefficaci. L’impatto dell'ipotiroidismo ha avuto anche conseguenze sulla sfera psichica rendendo la paziente stanca e apatica. Ma ancora una volta diventa cruciale focalizzare l’attenzione non sui sintomi (insonnia, mancanza di energia) ma sulle cause dei disturbi (ipotiroidismo).

IPOTIROIDISMO E SONNO
Questa sindrome è caratterizzata da alterazioni metaboliche, cardiovascolari, riproduttive, dermatologiche e osteotendinee. I pazienti sono più vulnerabili a questa malattia in fasi specifiche della vita, come la gravidanza o l'età avanzata. Per quanto riguarda la sfera mentale, il corso dei pensieri è rallentato, dominano l’affaticabilità e l’astenia, i pazienti lamentano disturbi di memoria e difficoltà di concentrazione e viene spesso posta la diagnosi sbagliata di depressione o demenza.  Nell'ipotiroidismo, il ritmo sonno-veglia può essere alterato con eccessiva sonnolenza diurna e sonno notturno prolungato, disturbi che migliorano con la somministrazione dell'ormone tiroideo. L’ipotiroidismo subclinico è stato documentato nel 10-15% dei pazienti con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno dove la ridotta vigilanza e il rallentamento psicomotorio sono in parte causate dalla ridotta funzionalità tiroidea e dalla possibile compressione anatomica sulle vie aeree superiori.

Infatti, l'ipotiroidismo avanzato può portare a macroglossia, aumento di peso, disfunzione muscolare e depositi di tessuto adiposo nella parte superiore del tratto respiratorio con diminuzione del controllo ventilatorio. Pertanto, la raccomandazione per i pazienti con apnee notturne o disturbi del sonno che non rispondono alla terapia convenzionale è di sottoporsi a uno studio della tiroide, compresi i bambini in cui l’ipotiroidismo può associarsi ad apnee notturne.

TROVARE LA DOSE GIUSTA
Nell’ipotiroidismo primario, l’ormone ipofisario TSH è sempre alto, ma se la tropina tiroidea risulta normale o bassa, dovrebbe essere considerata l'esistenza di una patologia sellare come nel caso di Rita. Nelle patologie della tiroide la terapia sostitutiva va cucita sul paziente come un abito personalizzato. In particolare, quantità eccessive di ormone tiroideo possono causare disturbi fastidiosi come cardiopalmo, brusche variazioni del tono d’umore e insonnia con necessità di prelievi multipli e aggiustamenti adeguati. Per Rita, la dose corretta della terapia sostitutiva è stata individuata solo dopo diversi tentativi, ma alla fine il dosaggio giusto ha consentito di ritrovare armonia del ritmo sonno-veglia e maggiore benessere generale.