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Sonno agitato? A volte basta cambiare alimentazione e stili di vita

Il caso di un medico stressato, fumatore e sovrappeso. La cura: dieta dimagrante  e giornate più «disciplinate»

03 aprile 2021, 11:18

Sonno agitato? A volte basta cambiare alimentazione e stili di vita

Giacomo è un medico di 55 anni. Trascorre molte ore in ambulatorio e non riesce mai a trovare tempo da dedicare all’attività fisica o per concedersi una semplice passeggiata. Alla sera torna a casa stanco e affamato e a tavola si avventa sul cibo con voracità, più per calmare una fame nervosa che per gustare con piacere le pietanze. Sovrappeso, fuma qualche sigaretta, si concede un  bicchiere di vino a pasto. Dopo cena, si appisola quasi sempre in poltrona davanti alla TV: verso mezzanotte la moglie lo invita ad andare a letto dove dorme un sonno agitato accompagnato da russamento e da qualche pausa respiratoria. Al mattino, Giacomo si alza poco riposato. Non è francamente sonnolento, ma le giornate si trascinano in una condizione di stanchezza continua. Confidandosi con i colleghi, viene consolato con la battuta: «Se non dormi bene oggi, dormirai bene domani». Ha assunto un ipnotico per migliorare la qualità del sonno ma, dopo un iniziale beneficio, la situazione è ritornata al punto iniziale con l’aggiunta di una fastidiosa sedazione diurna.  Certe volte beve generose tazze di camomilla prima di andare a letto ma si accorge che l’eccessiva assunzione di liquidi alla sera aumenta il numero di risvegli notturni per andare in bagno. La visita cardiologica non mostra alterazioni significative, ma l’Holter ECG 24 ore segnala la mancata caduta fisiologica della pressione arteriosa notturna. Per la persistenza dei disturbi, si rivolge al Centro di medicina del sonno: una polisonnografia notturna evidenzia una roncopatia con qualche apnea ostruttiva e un mioclono notturno ai limiti della rilevanza clinica. Tuttavia, l’analisi del sistema vegetativo mostra microrisvegli subcontinui che si accompagnano ad accelerazioni transitorie della frequenza cardiaca e rialzi della pressione arteriosa. La prescrizione di un farmaco sedativo con proprietà alfa-litiche e raccomandazioni sull’igiene del sonno, sull’alimentazione e sugli stili di vita hanno permesso a Giacomo di ritrovare un sonno soddisfacente e ristoratore.

DOTTORE, DORMO MALE
L’insonnia classica è caratterizzata da una difficoltà all’addormentamento (insonnia iniziale), da una difficoltà ad avere un sonno continuativo (insonnia di mantenimento) o da un risveglio precoce (insonnia terminale).
 Secondo la Classificazione internazionale dei disturbi del sonno, l’insonnia è considerata patologica quando il disturbo notturno determina ripercussioni durante il giorno, come astenia, malessere generale, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, cali di memoria, irritabilità, umore depresso, eccessiva sonnolenza diurna, impulsività. Tuttavia, si può essere insonni anche quando dormi tutta notte ma al mattino ti alzi più stanco di quando sei andato a dormire.
 Giacomo appartiene alla categoria dei cattivi dormitori (dottore, dormo male), pazienti che non rientrano in una precisa categoria nosografica né di conseguenza trovano cure adeguate. In assenza di una diagnosi codificata (non hanno un franco disturbo respiratorio, nè una sindrome delle gambe senza riposo, nè un mioclono notturno) questi soggetti rischiano di restare in un limbo clinico giudicati in molti casi come dei semplici disadattati o depressi. Oppure, si sentono dire: se non hai riposato oggi andrà meglio domani.

UN CUORE SEMPRE SVEGLIO
Durante il sonno, non riposa solo il cervello ma tutto il corpo. Quando ci addormentiamo, il tono muscolare si rilassa, il respiro diventa regolare, il battito cardiaco rallenta, la pressione arteriosa comincia a scendere gradualmente raggiungendo valori minimi dopo 4-5 ore di sonno per poi risalire verso le prime ore del mattino. 
Nel caso di Giacomo, questo meccanismo sincronizzato e distensivo è continuamente interrotto da numerosi microrisvegli causati dal russamento, da qualche apnea o da piccole scosse agli arti. 
I microrisvegli sono brevi interruzioni del sonno che non lasciano alcun ricordo nella memoria del dormiente, ma che svegliano l’intero appartamento (corpo e cervello) per qualche decina di secondi. In coincidenza con il microrisveglio, il ritmo cardiaco accelera, il tono muscolare si attiva, sale la pressione arteriosa e il sonno risulta instabile e frammentato. 
La percentuale di microrisvegli varia fisiologicamente nelle diverse fasce di età, ma quando si ripetono in quantità eccessiva diventano un fattore di rischio cardiovascolare e la causa di un sonno non ristoratore. 


I cattivi dormitori come Giacomo non vengono considerati dei veri insonni perché non passano la notte con gli occhi aperti e non soffrono di un disturbo specifico del sonno. Tuttavia, nel corso della notte sommano tanti piccoli eventi disturbanti, fisici e mentali, che si ripercuotono sulla continuità e sulla profondità del sonno rendendo la loro giornata stanca e nervosa. 
Anche per evitare di diventare iperteso e cardiopatico, oltre alla terapia farmacologica Giacomo ha accettato di seguire una dieta dimagrante, adottando soprattutto stili di vita meno convulsi e più disciplinati.