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I cugini del coronavirus Le infezioni nei bambini

di Anna Maria Ferrari -

10 aprile 2021, 09:14

I cugini del coronavirus Le infezioni nei bambini

Adenovirus, rotavirus, norovirus, rinovirus.  Ha molti «cugini», il coronavirus, che colpiscono anche  i bambini e causano  raffreddori, mal di gola, tosse, vomito, mal di pancia, diarrea e  stanchezza: sintomi analoghi a quelli dell'infezione da coronavirus, che allarmano i genitori.  Ma si tratta di tutt'altro.  Ne parliamo con  Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d’urgenza dell'Ospedale dei bambini «Pietro Barilla».  

Partiamo dalle malattie virali frequenti in età pediatrica  per le quali non esiste vaccino. 
 In questo periodo stiamo vedendo molte infezioni da adenovirus, virus che provoca  infezioni  alle vie respiratorie e febbri  della durata di 5-6 giorni circa. Tra i sintomi, inoltre, diarrea, vomito, crampi addominali, congiuntiviti, talora  ingrossamento dei linfonodi pre-auricolari e cervicali. L'adenovirus  può colpire anche le basse vie respiratorie, causando bronchioliti e polmoniti talvolta  anche  gravi. Non esiste ancora un vaccino.  Ricordo poi che i  virus non rispondono alla terapia antibiotica e che per gli adenovirus   non disponiamo di antivirali specifici, quindi si procede con una terapia sintomatica,  paracetamolo per abbassare la febbre. Si tratta di infezioni molto diffuse nelle comunità infantili.

Virus di Epstein-Bar, causa della mononucleosi. Malattia subdola che può anche presentare complicanze serie.  
L'infezione si trasmette per via aerea con le microgoccioline di saliva attraverso la saliva, attraverso starnuti, colpi di tosse, condivisione di bicchieri. Anche in questo caso, non c'è vaccino. Ha un tempo di incubazione tra 4-6 settimane. Presenta sintomi lievi come debolezza, stanchezza, tosse, febbre, ingrossamento dei linfonodi e della milza. Le complicanze  più gravi sono rare e includono epatite, miocardite, meningite, encefalite, sindrome di Guillain-Barre.

Infezione da rotavirus, altro virus assai diffuso e contagioso.
I sintomi sono vomito e diarrea, con il rischio di grave disidratazione. L'infezione si trasmette da persona a persona per via oro-fecale: ad esempio, se il paziente si tocca la bocca dopo aver toccato un oggetto, pannolino o giocattolo contaminato. È anche possibile il contagio mangiando cibo o bevendo acqua contaminati dal virus.  Il trattamento si basa sulla reidratazione orale con soluzioni glucoelettrolitiche bilanciate. Fondamentale è la prevenzione: oggi esiste il vaccino anti-rotavirus, che viene somministrato per via orale in 2 o 3 dosi, nei primi sei mesi di vita. Da quando è stato offerto gratuitamente, a partire da gennaio 2028, a tutti i nuovi nasti, il numero di gastroenteriti da rotavirus è nettamente diminuito e probabilmente si tratta di un virus che vedremo sempre meno in futuro. Grazie al vaccino abbiamo enormemente ridotto le epidemie di gastroenteriti che tutti gli anni, soprattutto nei primi mesi dell'anno,  scoppiavano negli asili, altamente contagiose, e che colpivano tutto il nucleo familiare. 

Norovirus, il virus di gastroenteriti in età pediatrica.
Un virus causa gastroenteriti ed è altamente contagioso. Anche il norovirus si diffonde per via orofecale e la  prevenzione primaria  prevede il lavaggio delle mani.  I trattamenti mirano a evitare  la disadratazione, causata da vomito e diarrea, utilizzando anche in questo caso le soluzioni glucoelettrolitiche e a mitigare i sintomi.  Va detto che quest'anno, con l'uso delle mascherine e il distanziamento sociale, stiamo vedendo meno casi.  Diciamo che con questi virus occorre tenere sempre la guardia molto alta: se ad esempio entrano nelle «bolle» delle comunità infantili, la diffusione è rapidissima.

Rinovirus, virus influenzali e parainfluenzali. 
Sono virus che causano sintomi similinfluenzali, faringite, sintomatologia respiratoria. Questi virus possono facilitare l'insorgenza di complicanze batteriche che possono esitare in bronchiti, otiti, sinusiti, broncopolmoniti. 

Giriamo pagina e parliamo di batteri: le meningiti nell'età pediatrica. 
Si tratta di malattie infettive acute, gravissime, che consistono nell'infiammazione delle meningi che rivestono il cervello. La fascia più colpita è quella dei bambini sotto l'anno d'età. Nei neonati i germi coinvolti sono lo streptococco del gruppo B, l'escherichia coli, la lysteria. In tutte le altre età, lo pneucocco, il meningococco e l'haemophilus influentiae di tipo B. Sono malattie altamente contagiose: l'infezione si trasmette attraverso la saliva, cioè parlando, tossendo, starnutendo e se ci si trova a stretto contatto con un soggetto malato. La vaccinazione rappresenta l'unico modo per combattere le meningiti batteriche. Esistono vaccini per ciascuna famiglia dei batteri responsabili ed è fondamentale farsi vaccinare. 

Ci sono  malattie infettive antiche che non sono mai scomparse.
Sì, come la tubercolosi. Nei bambini ha un'incidenza  bassa, intorno ai 4 casi per 100mila abitanti, ma noi continuiamo a vedere pazienti con  numeri che non  diminuiscono. Infine vorrei lanciare un appello a favore delle vaccinazioni. Per molte patologie  infantili, i vaccini  hanno cambiato la storia naturale delle malattie, facendole scomparire del tutto, riducendone il numero, prevenendo le complicanze.  Il programma vaccinale della nostra sanità è ricco e efficace. Sono convinto che  la vaccinazione sia   il regalo più grande che un genitore possa fare ai figli.