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Ma quanto è inquinata la casa: le pulizie che liberano dallo smog

L'inquinamento indoor, per l'Oms, è causa del 2,7% del carico globale di malattie

11 aprile 2021, 09:09

Ma quanto è inquinata  la casa: le pulizie che liberano dallo smog

Si parla tanto di inquinamento ambientale pensando alla qualità dell’aria e alla salute dei nostri polmoni  e credendo che gli inquinanti che ci danneggiano siano solo presenti nell’ambiente esterno, quando usciamo dalle nostre abitazioni. È invece anche l’aria che respiriamo nelle nostre case, nelle scuole e negli asili dove passano gran parte della giornata i nostri figli, nei luoghi di lavoro, nelle palestre e nei mezzi di trasporto che può essere fortemente dannosa per la nostra salute. 


Stiamo parlando dell’inquinamento indoor, un problema da non sottovalutare in quanto l’aria che respiriamo dentro casa e nei luoghi di lavoro può essere fino a  cinque  volte più inquinata di quella esterna, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità  (Oms) identifica il problema tra i principali rischi per la salute umana e responsabile del 2,7% del carico globale di malattia nel mondo, con i bambini che hanno il record per essere i soggetti più colpiti. 


In Europa secondo l’Oms l’inquinamento indoor è responsabile del 4,6% delle morti per tutte le cause nei bambini da 0 a 4 anni dovute ad infezioni respiratorie acute. Le cause sono sostanze tossiche presenti nei materiali da costruzione, alcuni prodotti usati per pulire la casa, gli antiparassitari, le materie plastiche, colle e adesivi, vernici e arredi domestici, funghi ed acari, polveri e condizionatori in cattivo stato di pulizia e manutenzione, oltre ad inquinanti che arrivano dall’esterno ed attività domestiche che rendono l’ambiente insalubre come cucinare, asciugare i panni, bruciare legna gas cherosene o candele.  Fra i fattori principali vi sono anche il fumo di tabacco passivo che si stima che in Italia sia responsabile di circa 1.000 decessi l'anno e del 15% dei casi di asma nei bambini. 


Nelle famiglie italiane gli ultimi dati Istat disponibili riportano che il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori. Inoltre possono determinare un'emissione importante di sostanze inquinanti l'utilizzo di strumenti di lavoro quali stampanti, plotter e fotocopiatrici e prodotti per l'hobbistica come le colle. 
Discorso a parte va fatto per il radon, un particolare gas nobile derivante dal decadimento del torio e dell’uranio. Si tratta di elemento radioattivo che è stato inserito nel gruppo 1 dei cancerogeni dall’International Agency for Reasearch on Cancer. Benché sia presente in tutti gli edifici perché proveniente dal suolo, le abitazioni più a rischio sono quella a piano terra, gli interrati e i seminterrati.


 Come si legge sull’opuscolo diffuso dal Ministero della Salute, il rischio attribuibile all’esposizione al radon è stato valutato dall’Istituto Superiore di Sanità, che afferma che più di 3000 casi di tumore al polmone ogni anno siano attribuibili  a questo inquinante. 
Riguardo ai sintomi dell’inquinamento indoor, secondo il Ministero della Salute sono vari e  molto diffusi ed incidono sulla spesa sanitaria con costi elevati dovuti a visite, ricoveri  e consumo di farmaci, ma anche con costi indiretti dovuti al calo del benessere e della produttività. 
Si va dal mal di testa a fenomeni irritativi agli occhi e alla gola con disagio sensoriale, astenia, cattivo umore, ansia e depressione stagionale, difficoltà di concentrazione, fino ai gravi danni legati alle malattie acute e croniche dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e agli effetti cancerogeni. 
La causa di questi fenomeni deriva anche dal fatto che la maggior parte della popolazione passa troppo tempo in spazi chiusi: fin oltre il 90% della giornata. È questo il dato emerso dalla ricerca effettuata da YouGov, attraverso 16mila interviste online condotte tra marzo e aprile 2018 in 14 paesi in Europa (tra cui l’Italia) e Nord America. 


Il fatto ancora più allarmante è che crediamo di trascorrere molto meno tempo costretti tra le quattro mura in ambienti molto spesso poco e mal ventilati.  Come migliorare la situazione? Basta adottare alcuni piccoli accorgimenti, diffusi e ben spiegati in un opuscolo edito dal Ministero della Salute: innanzitutto favorire il ricambio naturale dell’aria tre o quattro volte al giorno, specialmente quando si cucina o si svolgono attività domestiche, sfruttando se possibile finestre che non affacciano in luoghi inquinati, non fumare in casa in quanto gli inquinanti chimici contenuti nel fumo di sigaretta rimangono “attaccati” ad arredi e tappezzerie per lungo tempo.
Per qualsiasi lavoro in casa usare materiali che nelle etichette presentano i livelli più bassi di inquinanti chimici, non miscelando mai prodotti chimici, lavare regolarmente tende e tappezzerie e pulire regolarmente i filtri dei condizionatori. Alcuni purificatori d’aria sembrano inoltre essere efficaci, così come alcune piante:  il tronchetto della felicità, il ficus e l’edera possono essere d’aiuto avendo la capacità di “intrappolare” inquinanti come ozono e formaldeide, rendendo più pulita l’aria di casa.